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Papa Francesco: ‘Stop alle fonti fossili. Il futuro sono le rinnovabili’

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Il discorso di papa Francesco al Simposio sulla transizione energetica, dinanzi ai grandi del petrolio: “Basta inseguire il profitto, è ora di puntare sulle rinnovabili”

Il messaggio di papa Francesco è chiaro: garantire il rispetto della Terra, puntando sulle energie rinnovabili, unica risorsa per contrastare i cambiamenti climatici e risolvere i divari energetici mondiali.

È questo, in sintesi, il concetto espresso durante il Simposio dedicato ai temi della transizione energetica e della cura della casa comune, che si è tenuto il 9 giugno scorso, in Vaticano.

Papa Francesco: basta inseguire il profitto in campo energetico

Alla conferenza, che si è tenuta a porte chiuse presso la Pontificia Accademia delle Scienze, hanno partecipato i maggiori dirigenti petroliferi, investitori ed esperti vaticani. C’erano tutti, dalla ExxonMobil alla British Petroleum, dalla Royal Dutch Shell alla Equinor fino ad arrivare a Eni. Presente anche Larry Fink, amministratore delegato di BlackRock, il più grande fondo di investimento del mondo. Tutti in un unico luogo per parlare del futuro dell’energia. E papa Francesco è stato molto chiaro.

Durante il Simposio, il Sommo Pontefice ha richiamato l’attenzione al rispetto della Terra e dei suoi abitanti e alla necessità, urgente, di contrastare i cambiamenti climatici e le diseguaglianze sociali con le energie pulite.

«La qualità dell’aria, il livello dei mari, la consistenza delle riserve d’acqua dolce, il clima e l’equilibrio di delicati ecosistemi, non possono non risentire delle modalità con cui gli esseri umani colmano la loro “sete” di energia, purtroppo con pesanti diseguaglianze», afferma papa Francesco, nel suo discorso che non lascia spazio a fraintendimenti.

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Gli accordi di Parigi

Dall’accordo sul clima firmato a Parigi nel 2015, l’industria petrolifera e del gas è stata sottoposta a una crescente pressione da parte di investitori e attivisti per il raggiungimento dell’obiettivo di contenere sotto i 2°C l’innalzamento globale delle temperature. Purtroppo, però, le aziende del settore scommettono sull’aumento della domanda di gas, il meno inquinante tra i combustibili fossili, piuttosto che sulle energie rinnovabili. E passi in avanti, infatti, ne sono stati fatti ben pochi.

«Destano preoccupazione anche le continue esplorazioni per nuove riserve di combustibile fossile, allorquando l’Accordo di Parigi consiglia chiaramente di mantenere nel sottosuolo la maggior parte del carburante fossile. Ecco perché c’è bisogno di discutere insieme – industriali, investitori, ricercatori e utenti – riguardo alla transizione e alla ricerca di alternative. La civiltà richiede energia, ma l’uso dell’energia non deve distruggere la civiltà!», sottolinea papa Francesco.

Il peso della sete di energia

Avvelenare l’aria che respiriamo, afferma il pontefice, non è la strada migliore per rispondere al bisogno crescente di energia adoperata per il funzionamento delle macchine.

È un «falso presupposto che esista una quantità illimitata di energia e di mezzi utilizzabili, che la loro immediata rigenerazione sia possibile e che gli effetti negativi delle manipolazioni della natura possano essere facilmente assorbiti».

La questione energetica è una delle principali sfide, teoriche e pratiche, per la comunità internazionale. Da come verrà gestita, dipenderà la qualità della vita e la soluzione dei conflitti presenti nelle diverse aree del Pianeta.

«Occorre perciò individuare una strategia globale di lungo termine, che offra sicurezza energetica e favorisca in tal modo la stabilità economica, protegga la salute e l’ambiente e promuova lo sviluppo umano integrale, stabilendo impegni precisi per affrontare il problema dei cambiamenti climatici», ha affermato papa Francesco.

L’opportunità di una crescita sostenibile

Secondo il pontefice, una transizione verso l’energia sostenibile non è solo una sfida, ma anche una grande opportunità per garantire un migliore accesso all’energia nei Paesi più vulnerabili, dove le persone vivono ancora al buio, senza accesso all’elettricità. Qui, è importante che l’energia distribuita sia pulita, non ricavata dall’uso di combustibili fossili. Ecco allora che la transizione verso l’energia accessibile e pulita secondo il Papa diventa una responsabilità da assumersi verso i Paesi poveri e verso le future generazioni.

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