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Islanda e la nuova costituzione ecologica

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Dalla crisi del 2008 l’unico stato che ne è uscito rafforzato e con nuovi progetti è senza dubbio l’Islanda.

L’economia, intesa fino a prima della crisi, era basata su una crescita ormai insostenibile, era ferma su principi che ormai risultano, per alcuni, superati. La maggior parte dei paesi stanno comunque ricadendo sugli stessi errori, l’Islanda no. Questo stato sta preparando una nuova costituzione, la costituzione ecologica, che andrà a proteggere la sua risorsa più importante: la natura. Le risorse naturali del paese sono legate strettamente alla pesca e alla geotermia.

La nuova costituzione è stata votata in un referendum, e la stragrande maggioranza dei cittadini islandesi hanno sostenuto la nazionalizzazione delle risorse naturali e di altre misure: solo il 34% contrario. Il Consiglio costituzionale, composta da 25 persone, è stata sostenuta dal 65,9% degli islandesi. 

Nel referendum proposto vi erano sei domande e l’affluenza è stata del 49%. Il Parlamento deve prendere atto di quello che vogliono i cittadini di Islanda.

Le modifiche proposte comprendono il riferimento alle risorse naturali e la nazionalizzazione che prevede l’esclusività di alcuni investimenti, evitando forti investimenti stranieri come è già successo. Questo perchè la pesca e l’energia geotermica rappresentano un fonte importantissima per l’Islanda, e garantiscono un futuro promettente.

 

  • Good Bear

    Il futuro è promettente per l’Islanda e per il mondo intero se si “capirà” che il pianeta è uno solo e non è più possibile sfruttarlo fino a renderlo sterile (il riferimento è alla pesca ed alle attività che inquinano e deturpano la Terra!). Le risorse ci sono per tutti… se solo fossero distribuite meglio sarebbe già un gran passo nel futuro.