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Nuovo decreto fa raddoppiare i rifiuti RAEE: 15mila posti di lavoro in arrivo nel settore

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rifiuti REE

Dal prossimo 15 agosto, cambia tutto per i rifiuti RAEE: l’entrata in vigore di un decreto legislativo farà raddoppiare la quantità di apparecchi elettrici ed elettronici che è possibile riciclare al termine del loro ciclo di vita. Con importanti conseguenze in termini economici e ambientali

I rifiuti RAEE non saranno più gli stessi. Per effetto di un decreto legislativo del 2014, dal 15 agosto 2018 i rifiuti elettronici aumenteranno esponenzialmente. In realtà, ad aumentare sarà la quota, sul totale, di RAEE che sarà possibile riciclare.

In questo modo sarà possibile ridurne l’impatto ambientale, dando allo stesso tempo la possibilità alle aziende di guadagnarci, con conseguente incremento dell’occupazione nel settore.

Scopriamo di più.

Le nuove tipologie di rifiuti inclusi

A darne notizia è il Consorzio Remedia, che con un’infografica spiega in breve cosa cambia per i rifiuti RAEE a partire dall’agosto di quest’anno:

Il decreto legislativo 49/2014 porterà a un aumento del volume nazionale di rifiuti elettrici ed elettronici. Dalle attuali 825mila tonnellate, infatti, si passerà a circa due milioni di tonnellate, ogni anno. Il volume crescerà quindi più del doppio a partire dal 15 agosto.

La nuova legge, infatti, permetterà il passaggio dal sistema attuale, chiuso, a uno chiamato “open scope”. Se nel primo rientrano appena dieci categorie di prodotto, nel secondo troveremo tutti gli apparecchi elettrici ed elettronici che non sono stati esplicitamente esclusi.

Ecco alcuni esempi:

  • Carte di credito con chip
  • Biciclette elettriche
  • Stufe a pellet
  • Montascale per diversamente abili
  • Prese elettriche multiple
  • Tutte le tipologie di prolunghe
  • Strumenti di automazione di cancelli, tende e chiusure elettriche

Il decreto prevede inoltre che i rifiuti RAEE raggiungano percentuali di riciclo al 45% entro il 2018 e al 65% nel 2019. Oggi siamo fermi al 40%: l’incremento dei materiali riciclati offrirà ulteriori vantaggi in termini sia ambientali che economici.

rifiuti RAEE

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Dai rifiuti RAEE 15mila nuovi posti di lavoro

La nuova norma ha ovviamente un importante impatto sull’ambiente. Il Consorzio calcola che si potranno ridurre emissioni di CO2 fino a 2,5 milioni di tonnellate, per un valore di 98-112 milioni di euro. In termini economici, parliamo di un risparmio sulle materie prime pari a 1,25 miliardi di euro.

Il nuovo sistema open scope coinvolgerà le circa 8mila aziende che oggi si occupano del trattamento dei rifiuti RAEE in Italia. Parliamo quindi di un impatto importante sul tessuto socio-economico del nostro Paese. E infatti Remedia stima che il decreto apporterà tra i 13mila e i 15mila posti di lavoro in più nel settore.

Bonato (Consorzio Remedia): “Dall’industria del riciclo, 100mila posti di lavoro in 5 anni”

Commenta i risultati delle ricerche, Danilo Bonato, direttore generale del Consorzio Remedia:

«È importante saper interpretare l’evoluzione del sistema di gestione dei Raee in una prospettiva di economia circolare, che faccia leva su eco-design, impiego di materia riciclata e politiche di prevenzione attraverso il riutilizzo sicuro e garantito delle vecchie apparecchiature. Il nostro Consorzio continuerà ad affiancare i produttori e gli operatori del settore per sviluppare strategie idonee ad affrontare il cambiamento che si profila all’orizzonte e a cogliere le nuove opportunità di crescita dei volumi di rifiuti avviati a un riciclo ambientalmente corretto. L’industria del riciclo e della valorizzazione della materia, se inserita in un contesto di economia circolare, può costituire una fondamentale leva di sviluppo per il nostro Paese, capace di generare 50 miliardi di euro di valore aggiunto e 100.000 posti di lavoro nell’arco dei prossimi 5 anni. Un’occasione che non possiamo perdere».

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