Home Gravidanza Baby blues: quando al parto segue la tristezza

Baby blues: quando al parto segue la tristezza

2417
0
CONDIVIDI
baby blues

La tristezza dopo il parto di cui nessuno parla

Baby blues, cos’è, come si differenzia dalla depressione post-partum e come intervenire per combattere la tristezza.

Gli esperti la chiamano baby blues: si tratta di una lieve forma di malinconia che spesso si manifesta nei giorni immediatamente successivi al parto.

Sembra strano, perché mettere al mondo un bambino è l’esperienza più incredibile, bella e profonda che l’essere umano possa vivere, eppure, non sempre i sentimenti che accompagnano il parto sono così positivi.

Come riconscere il baby blues

Il baby blues è un’esperienza più comune di quanto si possa immaginare, anche se varia da soggetto a soggetto, in base anche alla combinazione di fattori fisici e psicologici.

È accompagnato da variazioni repentine dell’umore, crisi di pianto e sensazione di disagio.

Dopo il parto, il corpo si normalizza e si prepara all’allattamento. Questo implica la produzione numerosa di ormoni che influiscono notevolmente sull’umore della donna. Una cosa che si aggiunge alla stanchezza psicofisica provata durante il travaglio e il parto

In genere, il baby blues è un disturbo di natura transitoria che si verifica nella prima settimana dopo il parto e si protrae per circa 10-15 giorni.

I sintomi più comuni in caso di baby blues

I sintomi più comuni che lo caratterizzano sono:

  • crisi di pianto
  • impazienza
  • Irritabilità
  • Irrequietezza
  • Ansia
  • Stanchezza
  • Insonnia
  • Tristezza
  • cambiamenti di umore
  • Scarsa concentrazione

I sintomi del “baby blues” possono presentarsi per qualche minuto fino a un paio d’ore al giorno. Questi sintomi dovrebbero diminuire e scomparire nel giro di quattordici giorni dopo che sono iniziati.

Leggi anche: Disturbi dell’umore e depressione: 7 rimedi naturali

Cosa fare in caso di baby blues

Prendersi cura di sé stessi è il modo migliore per ridurre le problematiche connesse a questa condizione.

In questi casi, è infatti consigliato:

  • Parlare con qualcuno, sfogarsi
  • Mantenere una dieta equilibrata: troppi carboidrati semplici possono peggiorare gli sbalzi d’umore
  • Tenere un diario
  • Uscire più spesso all’aria aperta e fare delle passeggiate
  • Chiedere aiuto in modo da poter vivere meglio la gioia di avere un nuovo bambino e non solo la stanchezza e le difficoltà connesse con un radicale cambiamento di orari e gestione della propria vita
  • Siate pazienti
  • Ricordate che non siete sole

Se i sintomi durano più di quattordici giorni, potrebbe trattarsi di una condizione più grave, come la depressione post-partum.

Ricordate inoltre che la mancanza di sonno peggiora i sintomi. Non cercate di contrastare il bisogno continuo che ha il neonato di stare con voi ma assecondatelo e sfruttate i suoi sonnellini per dormire. Per conciliare il sonno potete affidarvi a tisane che favoriscono il relax. Scegliete tra le piante che non entrano in contrasto con l’allattamento, se allattate ovviamente.

Per quanto riguarda l’alimentazione, cercate di prediligere cibi che contengono vitamina B12 o, in generale, le vitamine appartenenti al gruppo B.

Infine, anche l’omeopatia può venire in vostro soccorso.

I rimedi più diffusi in questo caso sono: Sepia officinalis, arsenicum album, aurum metallicum, calcarea carbonica, pulsatilla e iperico. Prima di assumerli, però, rivolgetevi a un omeopata di fiducia.

I sintomi della depressione post-partum sono associabili a quelli del Baby blues: perdita di appetito o di sonno, ma anche l’eccesso di stanchezza, la mancanza di interesse verso le attività quotidiane e scarsa attenzione per il neonato. Attente dunque se notate che questi sintomi si protraggono per oltre due settimane.

Leggi anche: 4 modi per combattere e prevenire la depressione post partum

(Foto)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here