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Carbone vegetale e pancia gonfia: benefici, usi e controindicazioni

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Carbone vegetale: alcune cose da chiarire sui suoi benefici come rimedio naturale e additivo nei prodotti da forno.

 Il carbone vegetale è uno dei rimedi naturali più efficaci in caso di problemi di stomaco e intestino. È ottenuto dalla distillazione secca del legno di betulla, salice o pioppo. La polvere che se ne ricava si comporta come una sorta di spugna, capace di assorbire le sostanze nocive presenti all’interno del nostro intestino.

Proprio per questa ragione, in genere, il carbone vegetale è prescritto quando sono presenti disturbi causati da intossicazioni alimentari, avvelenamento o problematiche dell’intestino.

In genere, si trova sotto forma di compresse tavolette o capsule da assumere per via orale con abbondante acqua.

Il ricorso a questo rimedio è in genere indicato nella regolazione delle funzioni dello stomaco e dell’intestino. Il carbone vegetale può trattare i seguenti problemi:

  • aerofagia e gonfiore addominale: riduce la tensione addominale e il dolore, facilitando le normali funzioni dell’intestino;
  • reflusso gastroesofageo e acidità di stomaco: sembra che il carbone vegetale trattenga i succhi gastrici in eccesso, portato un immediato sollievo;
  • diarrea: compatta le feci, infatti, portando immediato beneficio all’organismo;
  • alitosi: un intestino sano, che lavora bene, significa anche una bocca sana.

Controindicazioni

È sempre bene che per il carbone vegetale, come per ogni cosa, venga evitata l’autoprescrizione. Il ricorso a questo rimedio naturale, in genere, è ben tollerato dall’organismo. Tuttavia, potrebbe avere delle controindicazioni, interferendo sia con l’assimilazione di sostanze nutritive, che con quelle di qualsiasi farmaco, riducendone gli effetti. Non va assunto in caso di blocchi intestinali, infiammazioni dell’appendice o altre patologie occlusive di stomaco e intestino ed è sconsigliato in gravidanza e sotto i 12 anni di età, in via precauzionale.




Il carbone vegetale nel pane

In questi ultimi mesi si sta parlando molto di pane e pizza “neri”, ottenuti attraverso l’aggiunta di carbone vegetale nell’impasto. Per questo, pensiamo sia bene spendere qualche parola in più.

In molti negozi, i prodotti a base di carbone vegetale sono venduti pubblicizzando la loro caratteristica di maggior digeribilità, un punto su cui non tutti i nutrizionisti sono concordi.

Il carbone vegetale, assunto come integratore è molto utile nel trattamento dei disturbi relativi al gonfiore intestinale, alla stitichezza o alla presenza di sostanze tossiche, come abbiamo visto. Tuttavia le quantità utilizzate nelle preparazioni alimentari sono veramente esigue (bastano appena 15 grammi per 1 kg di pane) da non poterlo paragonare al rimedio stesso.

Di sicuro, l’uso del carbone vegetale è un modo per sperimentare in cucina, ma non si è ancora del tutto sicuri che i benefici siano reali. Almeno, non tutti sono concordi su questo punto.

Viste le numerose richieste di chiarimento pervenute da varie associazioni di categoria, la Direzione generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti ha chiarito (con nota 22 dicembre 2015, n. 47415) ulteriormente l’utilizzo del carbone vegetale e l’obbligo di denominazione che devono avere i prodotti di panetteria che utilizzino tale sostanza.

Come riporta Il Sole 24 Ore, la Direzione ritiene che:

  1. è ammissibile la produzione di un “prodotto della panetteria fine” denominato come tale, che aggiunga agli ingredienti base (acqua, lievito e farina), tra gli altri, anche il carbone vegetale come additivo colorante e nelle quantità ammesse dalla regolamentazione europea in materia (Reg. CE 1333/08 All. II Parte E);
  2. non è ammissibile denominare come “pane” il prodotto di cui al punto 1, né fare riferimento al “pane” nella etichettatura, presentazione e pubblicità dello stesso, tanto nel caso in cui trattasi di prodotto preconfezionato quanto nel caso di prodotti sfusi (Articolo 18, Legge 580/67);
  3. non è ammissibile aggiungere nella etichettatura, presentazione o pubblicità del prodotto di cui al punto 1 alcuna informazione che faccia riferimento agli effetti benefici del carbone vegetale per l’organismo umano, stante il chiaro impiego dello stesso esclusivamente quale additivo colorante.

(Foto)

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