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Approvata in Romania la legge per sopprimere i cani randagi

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È stata approvata ieri in Romania la legge che autorizza l’eutanasia dei cani randagi. Il provvedimento è stato votato quasi all’unanimità, sulla scia emotiva generata dalla morte di un bambino dopo l’aggressione di un branco di cani randagi.

È tutto vero. Dopo circa cinque anni, torna in Romania la legge che consente la soppressione dei cani randagi. Il provvedimento è stato approvato ieri in parlamento con 226 voti favorevoli, 23 contrati e 21 astensioni.

Secondo quanto riportato da La Presse, sembra che la legge non fosse attesa perché il sindaco della Capitale, Sorin Oprescu, aveva annunciato che prima di decidere se far passare o meno il provvedimento, si sarebbe tenuto un referendum a ottobre.

Così non è stato. Complice probabilmente il triste episodio accaduto circa una settimana fa e che ha visto un bambino morire a seguito dell’aggressione da parte di un branco di cani randagi in un parco di Bucarest, i politici rumeni hanno deciso: l’eutanasia è diventata legge.

La soppressione dei cani randagi diventa così legittima se il padrone non si fa vivo entro due settimane dalla loro cattura.

Sembra che la normativa sia stata fortemente voluta dal presidente Traian Badescu ma altrettanto fortemente ostacolata dagli animalisti. Domenica scorsa, si legge sui principali giornali italiani, centinaia di persone si sarebbero riunite per manifestare, chiedendo alle autorità di trovare una soluzione per il fenomeno del randagismo, un fenomeno che, a quanto si apprende, crea seri problemi al Paese.

Fuori dal parlamento, centinaia di persone hanno manifestato contro la legge sull’eutanasia, sostenendo invece come soluzione alternativa al problema la sterilizzazione e l’adozione.

Il parlamento non ha risposto positivamente e ha approvato quasi all’unanimità il provvedimento. Sembra che solo pochi sindaci, fra cui quelli di Timisoara e Sibiu, abbiano preso posizione contro l’eutanasia dichiarando di non considerarla uno strumento efficace per la risoluzione del problema del randagismo.

La nuova legge, se così si può chiamare, riporta la Romania al 2001, quando un’ordinanza simile permise la soppressione di centinaia di migliaia di randagi.

Sara Turetta, presidente di Save The Gods afferma: “Il comune di Bucarest ha ucciso 144.000 cani dal 2001 al 2007 e ha speso 14 milioni di euro per l’attuazione del programma. Dopo che la legge contro le uccisioni venne approvata nel 2008, l’Amministrazione Pubblica ha continuato a spendere oltre 3 milioni di euro all’anno, finiti nelle casse del dipartimento per il randagismo, effettuando non più di 6.000 sterilizzazioni all’anno, un numero assolutamente ridicolo”.

Si conta che a Bucarest ci siano oltre 50 mila cani randagi, a fronte di una popolazione di 1,7 milioni di abitanti.

Non è tardata ad arrivare nemmeno la risposta dell’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali)che ha commentato così  il problema: “Sterminare i randagi non ha mai risolto e non risolverà mai il “problema-randagismo”, che si combatte unicamente con una seria politica di sterilizzazioni e di adozioni. Come dimostra, del resto, la positiva esperienza delle associazioni che operano in Romania e che sono riuscite ad ottenere risultati molti importanti proprio grazie alle sterilizzazioni, agli affidamenti e ad un’intensa attività di sensibilizzazione dei cittadini. Com’è possibile che nel 2013 un Paese membro dell’Unione Europea possa anche solo pensare di contrastare il randagismo mettendo a morte animali innocenti, che saranno così chiamati a pagare, e ad espiare, colpe non loro. Naturalmente non faremo mancare il nostro appoggio, anche a livello europeo, a quanti si battono e si batteranno per impedire l’applicazione di misure medievali”.

Il provvedimento approvato dal Parlamento, prima di diventare definitivamente legge, dovrà essere firmato dal presidente, quindi pubblicato. Solo allora il governo romeno potrà dare il via alla campagna di eutanasia.

(Foto: Utente Flickr Meagan)

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