Insalate in busta: muffe, batteri, pesticidi e metalli pesanti? Ecco le marche migliori e peggiori presenti nel mercato

Le insalate in busta possono nascondere insidie per la salute? Il nostro consiglio è sempre quello, meglio fresca e di stagione a km zero, con meno impatto ambientale e meno inquinamento.

Pericoli e problemi delle insalate confezionate

L’insalata in busta presenta degli svantaggi ambientali ed economici da non sottovalutare:

  • un’imballaggio eccessivo e plastica inutile
  • un impronta di carbonio maggiore
  • sono più cari economicamente
  • sono meno sicuri a livello di salute con le eventuali contaminazioni di batteri
  • sono meno nutrienti

Un’indagine di Il Salvagente ha portato ad analizzare una lista di prodotti di uso comune, come il lattughino in diversi marchi:

  • Coop (insalatina)
  • Esselunga (lattughino verde)
  • Elite Selex (natura chiama lattughino)
  • Carrefour (lattughino)
  • Conad (lattughino percorso qualità)
  • Lidl (Vallericca lattughino)
  • Eurospin (foglia verde lattughino)
  • Bonduelle (il lattughino)
  • DimmidiSì (lattughino)
  • Le terre di Ecor (NaturaSì) – insalatina biologica

Dettaglio delle analisi

Dalle analisi è emerso che tutti i prodotti sono privi di batteri o muffe, o sostanze che possono mettere in pericolo la nostra salute come l’Escherichia Coli o la salmonella, trovate invece in alcune analisi fatte alcuni anni fa da una fondazione tedesca.

La cosa che è emersa invece allarmante da questa indagine è la presenza di diverse tracce di pesticidi in prodotti come il lattughino a marchio Eurospin e Carrefour.

Anche la presenza di Cadmio è inquietante, considerando che è un metallo ritenuto altamente cancerogeno nell’uomo. Questo metallo pesante è stato trovato in livelli elevati in due prodotti della Selex e della Conad, mentre in livelli al limite massimo stabilito dalla legge è stato trovato nei prodotti analizzati di Lidl e di DimmidiSì.

Tracce di piombo sono state trovate in prodotti analizzati a marchio Coop, Lidl e DimmidiSì.invece, metallo classificato come probabile cancerogeno per l’uomo, sono state trovate a livello minimo nelle insalate a marchio Coop (comunque una delle prime della lista come giudizio complessivo), Lidl e Dimmidisì.

I due prodotti in assoluto migliori dal punto di vista delle analisi sono stati Bonduelle e Le Terre di Ecor.

Lista dei prodotti

Qui di seguito potete vedere una lista di prodotti analizzati in ordine dal migliore al peggiore e la relativa presenza di pesticidi e metalli pesanti:

  • Ecor: Cadmio (mg/kg): 0,02 Piombo (mg/kg): Assente Igiene: Ottima Pesticidi (mg/kg): Assenti
  • Bonduelle: Cadmio (mg/kg): 0,04 Piombo (mg/kg): Assente Igiene: Ottima Pesticidi (mg/kg): Assenti
  • Coop: Cadmio (mg/kg): 0,04 Piombo (mg/kg): 0,02 Igiene: Ottima Pesticidi (mg/kg): Boscalid 0,017
  • Esselunga: Cadmio (mg/kg): 0,05 Piombo (mg/kg): Assente Igiene: Eccellente Pesticidi (mg/kg): Boscalid 0,096 Mandipropamid 0,948
  • Eurospin: Cadmio (mg/kg): 0,02 Piombo (mg/kg): Assente Igiene: Buona Pesticidi (mg/kg): Boscalid 0,073 Mandipropamid 0,035 Metalaxyl 0,139 Chlorantraniliprole 0,028
  • Conad: Cadmio (mg/kg): 0,10 Piombo (mg/kg): Assente Igiene: Ottima Pesticidi (mg/kg): Fludioxonil 0,899 Cyprodinil 2,112 Fosetil Al 0,200
  • Selex: Cadmio (mg/kg): 0,13 Piombo (mg/kg): Assente Igiene: Ottima Pesticidi (mg/kg): Boscalid 0,463 Pyraclostrobin 0,034
  • Carrefour: Cadmio (mg/kg): 0,09 Piombo (mg/kg): Assente Igiene: Buona Pesticidi (mg/kg): Boscalid 0,012 Cyprodinil 0,171 Mandipropamid 0,018 Metalaxyl 0,043
  • Lidl: Cadmio (mg/kg): 0,15 Piombo (mg/kg): 0,01 Igiene: Ottima Pesticidi (mg/kg): Boscalid 0,133
  • Dimmidisì: Cadmio (mg/kg): 0,16 Piombo (mg/kg): 0,01 Igiene: Ottima Pesticidi (mg/kg): Boscalid 0,010 Abamectin 0,014 Fludioxonil 0,110

Tutti i prodotti rientrano nei limiti previsti per legge, ma consigliamo a chi dovesse consumare questi prodotti di lavarle prima dell’utilizzo.

Indagine del 2013 e i risultati dei test sulle insalate

Sicuramente le insalate preconfezionate in busta sono pratiche ma se non pensiamo all’impatto ambientale, ai costi eccessivi allora valutiamo il fatto che è stato lanciato un’allarme dallo “Sportello dei diritti” che mette in guardia i consumatori dai germi presenti nelle confezione preparate di insalata in busta.

A confermarlo sono stati i risultati di una serie di analisi effettuate dalla fondazione tedesca Warentest, che fanno emergere la preoccupante situazione. Il dato allarmante è che i batteri possono essere presenti nei prodotti in questione anche prima della data di scadenza.

Le insalate confezionate e imbustate sono di certo molto usate dalle famiglie, soprattutto da quelle in cui  generalmente si ha poco tempo per organizzare e preparare i pasti.

Il pericolo, però, è in agguato perchè le foglie, già lavate e tagliate, possono nascondere batteri e muffe che se ingeriti potrebbero essere nocivi per la salute dei consumatori.

Dettagli sullo studio tedesco

Lo studio tedesco messo in evidenza da Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei diritti”, è chiarissimo nella sua conclusione: “Nel test, nessuno dei prodotti aveva una buona qualità microbiologica alla data di scadenza”.

In nove casi su 19, infatti, le insalate avevano livelli troppo alti di saccaromiceti o di muffa. La ricerca ha quindi evidenziato che in persone sensibili e nei soggetti più deboli come bambini e anziani, questi germi possono causare problemi intestinali.

Nel maggio del 2011 il Parlamento ha varato una normativa sulla produzione e commercializzazione delle insalate in busta definendo i limiti microbiologici per questo tipo di prodotti. La disposizione è nata proprio con l’intento di regolamentare un settore privo, fino a quel momento, di disposizioni specifiche.

La pericolosità, però, non riguarda tutti i prodotti: esistono, infatti, insalate imbustate di diverse marche e di varie qualità e non tutte necessitano obbligatoriamente di un secondo lavaggio al momento del consumo. 

I consigli utili dello Sportello dei Diritti

I consigli dello “Sportello dei Diritti” che sono indipendenti dai test in questione, se non si può fare a meno di utilizzarle al posto di verdure sane, fresche e di buona qualità sono i seguenti:

Scegliere produttori e distributori affidabili che indicano sulla confezione oltre alla data di scadenza, quella di raccolta e confezionamento e descrivono il sistema di produzione.
Consumare l’insalata entro 3-4 giorni dal confezionamento (tenendo conto che la scadenza viene fissata dopo 7 giorni d’inverno e 5 d’estate). Se si tratta di cicorino tagliato sottile è meglio anticipare di un giorno.
– In caso di dubbi si può sempre fare un veloce lavaggio con mezzo bicchiere di aceto bianco diluito in due litri di acqua per un minuto nella centrifuga di casa. Un sistema efficace e indolore, anche se ci sembra un’esagerazione, il bello dell’insalata pronta è che si travasa nel piatto, si condisce e si mangia.

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Gino Favola

Laureato in Scienze Politiche, da sempre sono stato appassionato dai temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità. Da sempre convinto che l'economia debba essere ricondotta sotto le leggi della società civile, mi sono interessato a letture come quelle di Tiziano Terzani, Simone Perotti, Michael Pollan. Mi occupo nello specifico della sezione " ecoreati" per dare uno strumento in più, una sentinella attiva nel territorio, che da voce a tutte le segnalazioni dei nostri lettori che condividono con noi la sensibilità per la difesa dell'ambiente e della natura.

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