Home OGM Corte di Giustizia Ue: “Stop alle piante OGM”. Vittoria degli agricoltori francesi

Corte di Giustizia Ue: “Stop alle piante OGM”. Vittoria degli agricoltori francesi

554
0
piante OGM

Le piante OGM ottenute per mutagenesi vanno trattate come tutti gli altri organismi modificati geneticamente: sentenza storica della Corte di giustizia europea

Piante OGM ottenute attraverso mutagenesi: arriva lo stop dalla Corte di Giustizia europea. Accettando il ricorso delle associazioni agricole francesi, l’organismo UE ha dichiarato che anche gli organismi modificati con mutagenesi rientrano nella direttiva europea sugli OGM.

Sono quindi sottoposti agli stessi obblighi di valutazione del rischio, autorizzazione, monitoraggio, tracciabilità, etichettatura.

Clicca qui per scaricare in pdf il Comunicato Stampa diffuso dalla Corte sulla sentenza: https://www.risoitaliano.eu/wp-content/uploads/2018/07/comunicazione-della-Corte-di-Giustizia.pdf

Piante OGM: una vecchia norma

Quando parliamo di piante OGM e simili, ci riferiamo a una serie molto diversa e ampia di modificazioni genetiche. La scienza, si sa, è sempre in movimento, e nuove tecniche di manipolazione vengono introdotte di anno in anno.

Ecco perché la direttiva europea sugli OGM, che risale al 2001, risulta per alcuni aspetti obsoleta. Nel testo infatti non si tiene conto delle piante OGM ottenute attraverso la cosiddetta mutagenesi, che a differenza della transgenesi non prevede l’inserimento di un gene esterno. (In seguito, parliamo della mutagenesi più approfonditamente).

La Confédération paysanne è un sindacato agricolo francese, che difende gli interessi dell’agricoltura contadina tradizionale. Insieme ad altre otto associazioni ha presentato al Consiglio di Stato d’Oltralpe (il Conseil d’État) un ricorso proprio su questo tipo di tecnica. In pratica le associazioni sostengono che nella normativa francese alle piante OGM ottenute per mutagenesi, non si applicano gli obblighi imposti dalla direttiva citata.

Per la Confédération, le sementi rese resistenti a un tipo di erbicida attraverso la mutagenesi comportano “un rischio di danni importanti per l’ambiente così come per la salute umana e animale alla stessa stregua degli OGM ottenuti attraverso transgenesi”.

Leggi anche: Ue, nuovo regolamento biologico: rischio contaminazione con ogm e pesticidi

La sentenza storica

Il Conseil d’État, ricevuto il ricorso dalle associazioni, ha deciso di girare il tema alla Corte di giustizia europea, per dirimere la questione.

A gennaio, l’avvocato generale della Corte aveva espresso parere negativo al ricorso. Secondo lui, le tecniche di mutagenesi non sarebbero dovute rientrare nella normale legislazione su piante OGM e altri organismi simili. La Corte di giustizia ha però, sorprendentemente, ribaltato il parere del suo stesso avvocato.

Loading...

Con una sentenza storica, emessa il 25 luglio, l’organo del Lussemburgo ha infatti dato ragione a sindacati e associazioni agricoli francesi. La direttiva sugli OGM va quindi applicata anche agli organismi ottenuti tramite mutagenesi.

Sono due le novità più importanti introdotte dalla sentenza della Corte. Innanzitutto, una questione terminologica, molto importante. Come scrive l’ufficio stampa della stessa Corte:

«Con l’odierna sentenza, la Corte considera, innanzitutto, che gli organismi ottenuti mediante mutagenesi sono OGM ai sensi della direttiva sugli OGM, nei limiti in cui le tecniche e i metodi di mutagenesi modificano il materiale genetico di un organismo secondo modalità che non si realizzano naturalmente. Ne consegue che tali organismi rientrano, in linea di principio, nell’ambito di applicazione della direttiva sugli OGM e sono soggetti agli obblighi previsti da quest’ultima».

Sementi e coltivazioni ottenute tramite mutagenesi sono quindi a tutti gli effetti OGM. E come tali vanno trattati, anche dal punto di vista legale. La Corte si sofferma poi sui rischi che le piante OGM possono rappresentare per l’ambiente e gli esseri umani.

I rischi delle piante OGM ottenute per mutagenesi

«La Corte – leggiamo ancora nel comunicato – ritiene che i rischi legati all’impiego di tali nuove tecniche di mutagenesi potrebbero risultare simili a quelli derivanti dalla produzione e dalla diffusione di OGM tramite transgenesi».

In pratica, gli effetti sarebbero gli stessi, anche ricorrendo a tecniche diverse:

«La modifica diretta del materiale genetico di un organismo tramite mutagenesi consente di ottenere i medesimi effetti dell’introduzione di un gene estraneo nell’organismo (transgenesi) e in quanto tali nuove tecniche consentono di produrre varietà geneticamente modificate a un ritmo e in quantità non paragonabili a quelli risultanti dall’applicazione di metodi tradizionali di mutagenesi».

Secondo la Corte di Giustizia Ue, va necessariamente preservato il principio di precauzione, anche con le nuove tecniche:

«Tenuto conto di tali rischi comuni, escludere dall’ambito di applicazione della direttiva sugli OGM gli organismi ottenuti mediante le nuove tecniche di mutagenesi pregiudicherebbe l’obiettivo di tale direttiva consistente nell’evitare gli effetti negativi sulla salute umana e l’ambiente e violerebbe il principio di precauzione che la direttiva mira ad attuare».

Piante OGM ottenute con mutagenesi

Approfondiamo, per gli interessati, in cosa consiste la mutagenesi. Come accennato la tecnica “tradizionale” per la creazione di OGM è la transgenesi che prevede l’introduzione di un gene estraneo all’organismo di cui si intende modificare il genoma.

La mutagenesi ottiene invece lo stesso obiettivo, ma senza l’inserimento di DNA estraneo. Un esempio di mutagenesi è costituito dalle radiazioni ionizzanti o dalle radiazioni ultraviolette. I raggi X possono per esempio produrre rotture sui filamenti di DNA. Questo tipo di tecniche hanno portato alla creazione di piante OGM in grado di resistere a determinati erbicidi.

Come spiega la Corte nel suo comunicato, la mutagenesi si è evoluta enormemente negli ultimi anni:

«Prima dell’adozione della direttiva sugli OGM, si utilizzavano solo metodi di mutagenesi tradizionali o casuali applicati in vivo su piante intere. Il progresso tecnico ha poi portato all’emergere di tecniche di mutagenesi in vitro che consentono di procedere a mutazioni mirate al fine di ottenere un organismo resistente a taluni erbicidi».

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.