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Dai frutti di mare l’idea per una potente colla bio

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I frutti di mare ispirano una potente colla bio che potrebbe aiutare a

I frutti di mare hanno capacità adesive impressionanti. Perché non studiarli per creare delle vere e proprie bio-colle? Le innovative ricerche dalla California.

Cozze, ostriche, cirripedi: i frutti di mare hanno ‘ispirato’ una bio-colla estremamente potente e resistente all’acqua. Niente di cruento, state tranquilli: per la produzione non si pensa di impiegare dei veri molluschi. L’intento è piuttosto di riprodurre in laboratorio una sostanza simile. Riuscirci costituirebbe una svolta importante in termini di impatto ambientale e del mercato di riferimento, per l’enorme potenziale applicativo che offre. ll professor Herbert Waite, docente di biologia della UCSB (University of California, Santa Barbara), da anni studia il modo per farlo.

L’intuizione

Il professor Waite è partito da un dato particolarmente impressionante. Una coppia di cozze attaccata a una roccia sarebbe in grado di sopportare il peso di un uomo adulto. Partendo da questo presupposto, Waite e il suo team hanno scoperto che la Mytilus edulis, una specie di frutto di mare diffusa soprattutto tra Pacifico e Atlantico,  produce una sostanza appiccicosa, una vera e propria colla, che consente al mollusco di restare fermo. Non importa quali onde o altre potenti forze naturali le si scatenino contro. La cozza resterà lì, immobile, per tutta la sua vita.

I ricercatori hanno quindi pensato di realizzare una versione sintetica della sostanza. Partendo da qui, hanno creato una colla bio, ispirata ai molluschi, ma prodotta interamente in laboratorio. L’elemento chiave del processo è la L-Dopa (o levodopa), un amminoacido utilizzato in medicina nella cura del Parkinson.

A questa prima scoperta, nel 2013, sono seguiti numerosi studi sull’argomento. I ricercatori hanno poi analizzato proprietà simili nelle ostriche, nei cirripedi e nella Phragmatopoma californica, un invertebrato marino che vive soprattutto sulle coste californiane.




Possibili applicazioni

Ad oggi, il potere adesivo di questi frutti di mare non è stato ancora ‘convertito’ in progetti concreti. Ma ormai manca davvero poco. Sono molte le aree scientifiche e produttive che potrebbero beneficiarne. Gli scienziati credono che possa essere un prezioso alleato nella riparazione dei tessuti: pensate alle possibili applicazioni nella “riparazione” di ossa e organi danneggiati. Si tratta di un vero e proprio collante biologico!

Un altro possibile utilizzo è nel campo degli adesivi per dentiere, vista l’efficacia soprattutto in acqua e in soluzioni saline. La bocca sarebbe quindi uno dei campi principali di applicazione. Così come la chirurgia, dove la gestione dei fluidi corporei è essenziale.

Pensate poi alle possibili innovazione nel campo dei salvataggi in mare. Quante situazioni pericolose potrebbero essere evitate dalla possibilità di effettuare rapide riparazioni direttamente in acqua?

Si tratta tra l’altro di un materiale completamente green. Secondo Kolbe Ahn, uno dei ricercatori alla UCSB, il materiale è in grado di ‘auto-assemblarsi’ in acqua, a livello molecolare. Non c’è bisogno quindi di aggiungere elementi chimici tossici o solventi volatili. Non è nemmeno necessario ricorrere a input energetici esterni come calore e luce. Si tratta di un processo completamente sostenibile ed eco-friendly.

Sicuramente sarà un materiale più efficace delle comuni colle naturali fai da te che prepariamo in casa!

Foto: Bea on Flickr

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