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Civitavecchia: sequestrata carne di delfino destinata ai ristoranti

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Carne di delfino, pronta per essere servita presso un noto ristorante di Civitavecchia. Così, la Capitaneria di porto ha sequestrato alcune confezioni sottovuoto contenenti filetto essiccato di delfino (mosciame).

Avevamo già avuto modo di parlare di come nei ristoranti del litorale laziale, la carne di delfino fosse servita in maniera del tutto illegale. La notizia aveva trovato risalto grazie a un servizio mandato in onda da Le Iene e firmato da Giulio Golia. Carne servita in tavola, ma anche acquistata per poter essere portata e cucinata in casa.

Oggi torniamo a parlare di carne di delfino a seguito di un di sequestro, condotto dalla Capitaneria di Porto a Civitavecchia, che ha visto il ritiro di confezioni sottovuoto destinate a finire sui tavoli di un noto ristorante del litorale.

La carne di delfino essiccata è stata sequestrata poco prima di essere venduta. Il sequestro è avvenuto a seguito di alcune indagini svolte dagli agenti su mandato della Procura della Repubblica di Civitavecchia (emesso anche in seguito al servizio de Le Iene).

L’azione ha visto il plauso della Lav (Lega antivivisezione) e di Marevivo che avevano già da tempo denunciato la cosa. Alla base della denuncia, segnalano le due associazioni, “la consuetudine di un ristorante del litorale laziale di servire ad alcuni clienti selezionati carne di delfino, specie di cui è vietata la cattura”.

I delfini non se la passano proprio bene in questi ultimi tempi. Sono ancora vive nella nostra mente le immagini della mattanza avvenuta in Giappone, nella baia di Taiji, dove si portano avanti pratiche di caccia particolarmente cruenti.

È proprio per questo che Lav e Marevivo si sono appellati al ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, per chiedere “tolleranza zero su quanti lucrano sulla pelle di questi mammiferi marini, rigorosamente protetti dalle normative europee”. All’appello delle due associazioni, il ministro avrebbe risposto esprimendo la necessità di avviare “un urgente Piano di controlli straordinari”.

Non solo. Le associazioni a tutela degli animali chiedono anche un Piano per tutta la filiera “soprattutto in quelle Regioni le cui tradizioni culinarie annoveravano il delfino tra le prelibatezze locali”.

In particolare, la tutela del delfino è sancita dalla Direttiva 92/43/CEE (Direttiva Habitat) che stabilisce che gli Stati membri dell’Unione Europea sono tenuti ad “istituire un regime di rigorosa tutela” dei delfini e in particolare ne vieta “qualsiasi forma di cattura o uccisione deliberata nell’ambiente naturale”. Il delfino è inserito nell’allegato A del regolamento CE 338/97 che applica i dettami Cites (Convenzione Internazionale sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione) e che stabilisce che per tutti i cetacei è vietato “l’acquisto, l’offerta di acquisto, l’acquisizione in qualunque forma a fini commerciali”.

Intanto, per quanto riguarda la vicenda del massacro in Giappone, l’ambasciatore italiano a Tokyo, Domenico Giorgi, ha espresso “preoccupazione e sensibilità” per la vicenda e, rivolgendosi al ministro nipponico per l’Agricoltura, Yoshimasa Hayashi, ha auspicato che “anche per via delle reazioni della comunità internazionale – da parte giapponese – si possa giungere a un’urgente riconsiderazione di tale pratica”.

L’azione di Giorgi arriva dopo che l’Enpa (la Protezione animali) aveva lamentato “un tragico silenzio assordante” da parte dell’Italia, in seguito alle dichiarazioni degli ambasciatori di Germania, Inghilterra e Stati Uniti contro la caccia ai delfini.

Fonte

(Foto: Just Taken Pics)

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