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Cina, in un video la mattanza dei conigli per ricavare pellicce

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Nuovo video PETA sullo sfruttamento degli animali in Cina. Imprigionati, appesi e scuoiati vivi: ecco come vengono trattati i conigli sfruttati per le loro pellicce…

60 secondi di orrore. Tanto basta alla PETA, organizzazione non governativa in difesa dei diritti degli animali, per raccontare in un video l’efferatezza dell’industria cinese delle pellicce. Le vittime designate: i conigli.

Nel filmato vediamo decine, centinaia di bestioline terrorizzate, picchiate e addirittura scuoiate vive. Una brutalità assolutamente ingiustificata e ingiustificabile.

Prima di proseguire, avvisiamo gli utenti particolarmente sensibili: se siete facilmente impressionabili, non guardate il video.

La mattanza dei conigli: il video choc

Portati in giro in gabbie strettissime. Reclusi in ricoveri fatiscenti, senza un minimo di igiene, a contatto con i propri stessi escrementi. Nessun veterinario in giro, mai. Nemmeno quando sarebbe necessario curare gravi patologie della pelle. È questa la realtà degli ‘allevamenti’ (o sarebbe il caso di chiamarli macelli?) cinesi di conigli. Il solo scopo di queste piccole creature è di essere trasformate in pelliccia. Non conta quanta sofferenza devono sopportare.

Un video della PETA ci dà la possibilità di gettare uno sguardo in questo orrore. Un AVVISO per le persone sensibili: nel video vengono mostrate immagini di violenza particolarmente forti e dolorose. Se credete di non poterne sopportare la visione, non guardatelo.

Il filmato mostra l’investigazione PETA all’interno di 3 fabbriche cinesi per la produzione di pelliccia di coniglio, così come un vero e proprio macello. Gli animali – dopo un periodo in gabbie fatiscenti e minuscole – vengono colpiti alla testa, senza alcun tipo di anestesia, appesi a dei ganci di ferro e scuoiati.

Nessuno si preoccupa di controllare se i conigli mostrano ancora segni di vita prima di cominciare a scuoiarli. Alcuni degli animali scalciano e si contorcono quando la pelle viene strappata via dai loro corpi”, scrivono dalla PETA.

I piccoli vengono massacrati quando hanno appena 6 mesi di vita. Alcuni di loro vengono ‘risparmiati’ solo per consentirne la riproduzione. L’organizzazione ha trovato migliaia di animali in ognuna delle strutture in cui ha indagato.

Il filmato mostra una realtà purtroppo consolidata, non casi isolati. Come hanno già dimostrato precedenti inchieste di PETA Asia, “i conigli sono spesso sottoposti a elettrochoc, provocando grida di dolore” insopportabili.

Non solo conigli: violenza su tutti gli animali

La Cina è il primo Paese al mondo per l’esportazione di pellicce, secondo l’organizzazione. Se pensiamo quindi che si tratti di un problema a noi lontano ed estraneo ci sbagliamo: probabilmente, in alcuni dei negozi che visitiamo ci sono capi che contengono prodotti provenienti da questi veri e propri macelli.

Non solo. La ONG ha scoperto che i conigli non sono gli unici animali brutalizzati:

Ogni singola fabbrica di pellicce che la PETA ha visitato in Cina ha dimostrato di essere molto più che crudele. Gli investigatori hanno testimoniato e documentato casi di volpi sottoposte a elettrochoc, cani massacrati di botte e cani procioni scuoiati vivi”.

Cosa possiamo fare?

Innanzitutto dobbiamo sapere, conoscere e diffondere: in pochi, purtroppo, sanno che l’industria delle pellicce prevede trattamenti così disumani. Il secondo step è provare a comprare esclusivamente abiti ‘vegan’ che non abbiano all’interno alcuna fibra animale. Se vi sembra eccessivo, sappiate che è l’unico modo per risparmiare agli animali questo vero e proprio massacro.

Non importa, infatti, se il capo di abbigliamento proviene da un’azienda occidentale: può essere difficile sapere da dove provenga la pelliccia utilizzata. E in ogni caso: che provenga dall’Italia, dagli Stati Uniti o dalla Cina, una pelliccia è sempre il frutto di un atto crudele contro un animale.



Esistono poi delle aziende che dichiarano specificamente l’utilizzo di pelliccia di coniglio nei propri capi. È possibile inviare loro lettere di protesta e boicottarle in toto.

Leggi anche: Industria pellame: PETA diffonde video choc su trattamento dei cani

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