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Oceani di plastica: ogni anno finiscono in mare fra i 5 e i 13 milioni di tonnellate di rifiuti

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Negli oceani ogni anno finiscono fra i 5 e i 13 milioni di tonnellate di plastica: un quantitativo che potrebbe coprire un’area compresa tra 21 e 64 volte gli 87,5 chilometri quadrati di Manhattan. Non solo: entro il 2025 questo numero potrebbe aumentare di ben 10 volte. La stima proviene da uno studio pubblicato sulla rivista Science e condotto da un gruppo di ricerca dell’università americana della Georgia.

I ricercatori hanno condotto l’indagine calcolando la quantità di rifiuti solidi prodotta in 192 Paesi costieri di tutto il mondo, compresa l’Italia. Attraverso l’ausilio di un complesso modello matematico, hanno calcolato che nel 2010 la quantità di plastica che è arrivata in mare è stata di circa 275 milioni di tonnellate.

Che i mari fossero pieni di plastica non è certo una novità; fino adesso, però, non era stata ancora calcolata la quantità. Un risultato che i ricercatori sono riusciti a ricavare grazie al modello matematico applicato, capace di mettere in relazione la quantità di rifiuti solidi prodotti da un Paese, la densità di popolazione e la condizione economica.

Un inquinamento che sarebbe causato soprattutto dalla cattiva qualità dei sistemi di gestione di rifiuti che vengono adottati.

rifiuti plastica

Jenna Jambeck, uno dei ricercatori a capo dello studio, ha affermato che potremmo essere letteralmente sopraffatti dai nostri rifiuti. Non solo. Gli studiosi hanno anche avvertito che questi “oceani di plastica” sono in grado di danneggiare la vita nel mare.

Le tartarughe, ad esempio, possono scambiare i sacchetti di plastica per meduse e mangiarli; cosa che blocca loro lo stomaco e li porta a morire di fame.

Gli uccelli marini spesso confondono la plastica per cibo galleggiante. La stessa plastica che può entrare anche all’interno della nostra catena alimentare, se consideriamo che mangiamo pesce che a sua volta ha mangiato particelle microscopiche di questo materiale, scambiandolo per cibo.

In base a quanto riportato dal DailyMail, più della metà dei rifiuti di plastica che galleggia negli oceani proviene da soli cinque paesi: Cina, Indonesia, Filippine, Vietnam e Sri Lanka. L’unico paese occidentale industrializzato nella lista dei primi 20 inquinatori di plastica sono gli Stati Uniti.

In cima alla lista, la Cina, seguita da Indonesia e Filippine.

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Secondo i ricercatori, qualsiasi sistema di raccolta che riuscisse a catturare le particelle di plastica più piccole presenti negli oceani potrebbe estirpare, al tempo stesso, enormi quantità di vita marina.

La soluzione migliore, suggerisce Jambeck, è migliorare la gestione dei rifiuti e il sistema di riciclo della plastica. Solo così si può evitare che tra 10 anni il quantitativo di rifiuti finito in mare arrivi a 155 milioni di tonnellate.

Ma chiedere ai Paesi in via di sviluppo di investire soldi per la gestione dei rifiuti è difficile. Come lo è anche fermare il sistema di produzione mondiale di resina di plastica che, nel 2013, ha raggiunto i 299 milioni di tonnellate: un aumento del 647% rispetto al 1975.

(Foto in evidenza: everythingconnects; foto interna: bagitmovie)

1 COMMENTO

  1. ogni volta che leggo un articolo su questo tema provo sempre un gran dolore e poi rabbia. é per questo che da quattro anni, io e mia figlia, ci impegniamo a far vedere i rifiuti con occhi diversi, riciclando in maniera artigianale e creativa bottiglie di plastica …..e devo dire con molta gioia che funziona!!

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