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Il riscaldamento globale danneggia spiagge e animali marini

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Il riscaldamento globale aumenta la salinità delle spiagge. Con conseguenze gravi per fauna e falde acquifere

Gli effetti devastanti del climate change, ancora una volta al centro del dibattito scientifico: il riscaldamento globale causa l’aumento di salinità delle spiagge. Mettendo a rischio fauna e falde acquifere.

Il riscaldamento globale aumenta la salinità delle spiagge, provocando alterazioni nella flora e nella fauna locale. È questa la conclusione a cui è arrivato uno studio pubblicato di recente su Scientific Report.

I ricercatori, provenienti dal NJIT (New Jersey Institute of Technology), hanno testato 400 campioni differenti di sabbia dalla baia del Delaware, a orari diversi del giorno e della notte, per una settimana. I risultati non possono che destare preoccupazione.

L’acqua del mare vicina alla costa che il team ha analizzato aveva una concentrazione salina di 25 grammi per litro (g/l). I ricercatori si aspettavano che l’acqua infiltrata in alcune aree della spiaggia fosse meno salata. In realtà, hanno scoperto che non è così. Sui punti più elevati della marea, la salinità arriva mediamente a 60 g/l. Con picchi di addirittura 100 g/l. La salinità media sulle spiagge era quindi più del doppio di quanto si aspettavano. La causa? Il riscaldamento globale e l’evaporazione degli oceani che ne consegue.

Livelli così elevati, possono essere causati solo dall’evaporazione”, spiega il dr XiaolongGeng, autore principale della ricerca. “Non c’è un altro meccanismo che possa incrementare il sale nell’acqua interstiziale, l’acqua cioè che viene intrappolata tra i granelli dei sedimenti”.

Danni per uomini e animali

Secondo gli studiosi, con l’aumentare delle temperature globali e il peggioramento degli effetti del climate change, l’evaporazione sarà ulteriormente accelerata. Aumentando, di conseguenza, anche la salinità del mare. Con quali effetti?




L’evaporazione è un fattore importante nel flusso delle acqua sotterranee e del gradiente salino”, spiega ancora Geng. “Alcuni animali come i mitili e i granchi sono influenzati dai cambiamenti della salinità. Se le concentrazioni sono troppo basse o troppo alte, se ne andranno via”.

Un altro effetto della salinizzazione delle spiagge, ancora più importante, è la sua ricaduta sulle scorte di acqua potabile. Secondo il dr Michel Boufadel, altro autore dello studio, potrebbero esserci gravi conseguenze anche sulle falde acquifere.

Studi precedenti”, spiega, “hanno mostrato come l’acqua marina sia la principale fonte di salinità delle falde acquifere sulla linea di costa”. Per correre ai ripari, è necessario “alterare il modo in cui amministriamo i sistemi idrici nelle aree costiere”. Insomma, c’è poco da stare allegri: il riscaldamento globale, ancora una volta, minaccia la nostra scorta di acqua potabile.

Tra i disastri ambientali più recenti dovuti a questo fenomeno, ricordiamo infatti il rischio per l’esistenza dei nostri bacini idrografici. Un problema che riguarda l’Italia, come tutti i Paesi del mondo.

(Foto: Sean MacEntee on Flickr)

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