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Grosseto radioattiva: indagini sulla fabbrica Tioxide

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Tioxide sotto inchiesta per concentrazioni di radiazioni troppo elevate

Tioxide finisce al centro di un’inchiesta: concentrazioni di radioattività oltre la norma. Operai mai avvisati dei rischi

La Huntsman Tioxide, il colosso chimico mondiale che si occupa della lavorazione di biossido di titanio, nella piana del Casone, a Scarlino(GR), è finita nel mirino di un’inchiesta, per valori di radioattività fuori dai parametri consentiti dalla legge.

Huntsman Tioxide: riscontrata radioattività oltre i valori limite

Come riportato dal quotidiano La Nazione, la polizia giudiziaria, dopo un primo riscontro dei dati in possesso, avrebbe accertato delle irregolarità nel ciclo di produzione del biossido di titanio. In particolare, nei parametri che riguardano la percentuale di radioattività durante il processo di creazione del prodotto.

Sarebbe stato accertato, infatti, che in alcuni punti dell’impianto erano presenti delle concentrazioni di radioattività fuori dalla norma. Valori tali che la materia fuoriuscita poteva essere considerata  e quindi trattata come “rifiuto radioattivo”.

Nello specifico, si legge che questa radioattività “è stata rilevata dopo qualche anno dalla loro istallazione: dai filtri, ai silos, fino anche ai tubi veri e propri che quotidianamente vedono passare al loro interno la materia prima che si trasforma in biossido di titanio. In quantità che potrebbero non essere tollerate dall’organismo umano che è quindi esposto a rischio per la salute”.

Sembra inoltre che questo tipo di ciclo produttivo pericoloso, in quasi 14 anni di attività, non sia mai stato cambiato. Nessuno dei “vertici dell’azienda, almeno è quanto sostiene la Procura, avrebbe mai evidenziato che parte dell’impianto emetta radioattività”. Motivi sufficienti per aprire un fascicolo d’indagine per traffico di rifiuti tossici e nocivi.

Un episodio che inevitabilmente fa pensare ai gravi rischi per la salute dei lavoratori in questi 14 anni di attività. Secondo la procura, infatti, gli operai non sarebbero mai stati avvertiti del pericolo. Per questo, non avrebbero adottato le precauzioni necessarie previste in queste situazioni.

Consigliati screening sanitari agli operai

Proprio per questo da qualche mese, gli inquirenti hanno invitato gli operai a sottoporsi a screening sanitari.

Secondo le ultime informazioni, il quadro probatorio, già chiuso per i magistrati grossetani, sarebbe stato trasmesso alla Direzione Distrettuale Antimafia (la DDA) della Procura di Firenze per competenza in materia di rifiuti.

Saranno i magistrati, adesso, a decidere come procedere.

Come è semplice intuire, i sindacati si sono detti preoccupati. Gianni Baiocco, segretario provinciale della Uil ha infatti affermato: “Va fatta immediatamente un’indagine epidemiologica a tappeto sui lavoratori. Questo fatto, se venisse definitivamente accertato, mette sicuramente in crisi uno dei poli industriali della provincia e a rischio posti di lavoro di centinaia di persone. La magistratura indaghi in fretta per fugare ogni dubbio”.

Secondo Claudio Renzetti della Cgil, “fino a questo momento quell’azienda era considerata un modello virtuoso. Ci sono stati controlli e dobbiamo avere fiducia nelle istituzioni. Ma nello stesso tempo va rispettata l’autonomia e l’autorevolezza dei magistrati che devono fare chiarezza su questa faccenda”.

(Foto: Mad House Photography)

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