Austria vieta glifosato

Austria vieta glifosato: la Commissione Europea ha dato il via libera dal 1°gennaio 2020

L’Austria vieta glifosato: diventa il primo paese dell’Unione europea (UE) a vietare l’erbicida controverso nel nome del “principio di precauzione”.

La Commissione Europa ha dato definitivamente il via libera alla decisione dell’Austria che bandirà il controverso erbicida dal 1°gennaio 2020. Potrebbe essere un anticipo di eventuali provvedimenti dell’Unione Europea questo via libera che fortunatamente non ha ceduto alle pressioni delle lobby che vendono il glifosato?

Austria vieta glifosato

Prima ancora del benestare dell’Unione Europea, il Parlamento austriaco aveva approvato Martedì 2 luglio, un divieto totale sull’utilizzo del glifosato nel paese, la maggioranza dei deputati aveva votato a favore della proposta di modifica da parte del Partito socialdemocratico SPÖ e il testo era stato supportato dal partito di estrema destra FPÖ.

L’Austria vietava il glifosato, il controverso erbicida era stato portato in votazione nell’agenda, dal parlamento austriaco in seguito alla caduta del governo guidato dal cancelliere conservatore Sebastian Kurz a maggio . Approfittando della mancanza di una coalizione formata in Parlamento fino alle prime elezioni legislative di settembre, i partiti socialdemocratici SPÖ, l’FPÖ di estrema destra, l’ambientalista Jetzt ei Neos Liberals si erano riuniti e avevano approvato questo divieto.

Parlamento austriaco: Austria vieta glifosato

Il partito conservatore dell’ÖVP, il favorito per il ritorno al potere dopo le elezioni legislative, aveva votato contro un divieto totale che penalizza i professionisti agricoli. La formazione di Sebastian Kurz aveva proposto che l’uso del glifosato fosse formalmente proibito per gli individui, vicino alle scuole e ai campi sportivi.

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Classificato come “probabile cancerogeno” dal 2015 dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), il glifosato è stato utilizzato con vari marchi da quando il brevetto detenuto dal gruppo statunitense Monsanto è diventato di dominio pubblico nel 2000. Il più famoso rimane Roundup prodotto dalla Monsanto, che ora appartiene al gigante chimico tedesco Bayer.

Situazione italiana: Glifosato cancerogeno il decreto del governo

90 giorni, circa 3 mesi. È questa la proroga concessa dal Governo italiano, attraverso un decreto del 21 novembre che interviene ancora una volta su uno dei prodotti più controversi degli ultimi anni. La formula, come sempre accade nel burocratese delle nostre istituzioni, è astrusa.

La news sul sito del Ministero della Salute recita, infatti:

La Direzione generale per  l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione, dopo aver sentito la Sezione Consultiva per i Fitosanitari del Comitato tecnico per la nutrizione e la sanità’ animale in merito alle richieste ricevute, ha emanato un decreto per concedere una proroga di 90 giorni sia  per la commercializzazione che per l’utilizzo dei prodotti revocati contenenti la sostanza attiva glifosate in associazione con il coformulante ammina di sego polietossilata (n. Cas 61791-26-2)”.

Ricostruiamo tutti i passaggi della vicenda glifosato, così da capire bene di cosa stiamo parlando.

Glifosato cancerogeno e ammina di sego

Il glifosato, sostanza contenuta in diversi fitofarmaci come il famigerato RoundUp, è stato dichiarato ‘probabile cancerogeno’ dallo Iarc, organismo scientifico collegato all’OMS.

L’EFSA, l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, ha inoltre concluso che, rispetto al glifosato, sono stati “osservati effetti tossici significativi dell’ammina di sego polietossilata”. La sostanza, conclude l’Agenzia “ha il potenziale di incidere negativamente sulla salute umana se impiegata nei prodotti fitosanitari contenenti glifosato”. In sostanza sarebbe proprio l’ammina di sego a conferire tossicità al glifosato e questo spiegherebbe i dati medici rilevati sugli esseri umani.

In seguito alla dichiarazione dello Iarc, diverse associazioni ambientaliste si sono mosse per bloccare l’utilizzo dell’erbicida in Europa. La pressione della società civile ha cotretto la Commissione europea a rimandare l’autorizzazione del glifosato, almeno in un primo momento. Pochi mesi dopo, infatti, l’autorizzazione è stata prorogata a tutto il 2017, in attesa del parere definitivo dell’Agenzia chimica europea.

Anche l’Italia si era mossa con due decreti sulla commercializzazione del principio attivo. Il primo emanato il 9 agosto e il secondo il 6 settembre. Qualche giorno fa c’è stata una mezza marcia indietro, ma solo temporanea (si spera).

Il decreto del 21 novembre, infatti, proroga di 90 giorni  l’autorizzazione all’immissione in commercio di prodotti contenenti glifosate. Rispettivamente, i due decreti dell’estate scorsa vengono rinviati al 22 febbraio e al 22 maggio 2017.

La ragione? Dal Ministero scrivono che la proroga è stata resa necessaria “dall’impossibilità di smaltire le scorte degli stessi entro i termini precedentemente stabiliti in relazione al periodo stagionale di diserbo”.

Insomma, finché non finiscono le scorte, poco importa se il prodotto fa male o meno.

Glifosato cancerogeno: lo ‘scontro’ di pareri

Come vi abbiamo raccontato in diverse occasioni, sulla possibile cancerogenicità del glifosato ci sono pareri discordanti. Lo Iarc è stato il più chiaro nell’attribuire tale livello di pericolosità alla sostanza. L’EFSA, al contrario, pur sottolineando i pericoli dell’ammina di sego, ha dichiarato la non cancerogenicità del principio attivo. E così hanno fatto anche OMS e FAO.

Anche se i pareri sono discordanti, però, il principio di precauzione vorrebbe che finché non viene chiarita completamente la non-pericolosità di un determinato prodotto, questo dovrebbe essere immediatamente bandito.

Glifosato cancerogeno anche in pasta e cereali

Intanto, la sostanza è stata individuata in molti prodotti di uso comune: in alcune marche di birra, per esempio. Così come nei tamponi. Test Salvagente ha condotto, poi, un’analisi su alcuni alimenti, individuando il glifosato in alcune partite di pasta, cereali, farine, biscotti e fette biscottate.

Photo courtesy of USDA NRCS

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Agnese Tondelli

La mia passione è sempre stata l'arte di creare con poco, e di riutilizzare le risorse per formare oggetti di nuova utilità. Per questo troverete numerosi articoli che riguardano il riciclo creativo e piccoli tutorial su come svolgere piccoli e grandi lavori domestici. Sono anche una mamma premurosa e mi piace dare dei consigli per vivere questo aspetto della nostra vita nel modo più naturale e sicuro possibile.

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