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Multinazionali farmaceutiche sotto accusa in USA: “prezzi dei farmaci generici gonfiati fino al 1000%”

E’ notizia proprio di questi giorni notizia che venti multinazionali farmaceutiche, tra cui TevaPfizerNovartis, avrebbero preso accordi illegali per gonfiare i prezzi dei farmaci generici fino al 1.000%.

Lista dei farmaci a cui è stato gonfiato il prezzo dalle multinazionali farmaceutiche

I farmaci a cui sono stati gonfiati i prezzi sono più di 100, tra cui il fenofibrate, che tratta il colesterolo alto; lamivudine-zidovudine, che tratta l’HIV; anfetamina-dextroamphetamine per l’iperattività e i deficit di attenzione; il budesonide, un farmaco per l’asma. 

Non si parla solo di questi ma di numerosi antibiotici orali, farmaci antitumorali, contraccettivi, antidepressivi, farmaci contro il diabete e fluidificanti per il sangue.

La maggior parte dell’attività collusiva si è verificata da luglio 2013 a gennaio 2015, secondo la denuncia, quando una delle case farmaceutiche Teva, ha aumentato i prezzi su quasi 400 formulazioni di 112 farmaci generici. Un elemento chiave del sistema, secondo la denuncia, era un accordo tra concorrenti per cooperare sui prezzi, in modo che ciascuna società potesse mantenere una “giusta quota” dei mercati dei farmaci generici. Allo stesso tempo, le aziende hanno collaborato per aumentare i prezzi sul maggior numero possibile di farmaci, secondo la denuncia.

Sebbene la denuncia dipinga Teva Pharmaceuticals USA, che ha sede in Pennsylvania, come leader nella cospirazione, descrive la condotta come “pervasiva e di tutto il settore”.

La notizia sconcertante avviene in America, dove le procure generali di 44 Stati avviano cause legali verso le multinazionali farmaceutiche. Ma in Italia non siamo da meno perchè è recente il caso del farmaco antitumorale efficace dove è stato triplicato il prezzo.

Multinazionali farmaceutiche: farmaco antitumorale efficace e il prezzo viene triplicato

Ricercatori scoprono che un farmaco antitumorale è efficace anche a basse dosi, ma l’azienda che lo produce triplica il prezzo delle formulazioni vanificando i possibili vantaggi economici

L’Ibrutinib è un farmaco antitumorale, capace di curare una serie di tumori del sangue. Recentemente, un gruppo di oncologi statunitensi ha scoperto che questo stesso farmaco può essere ugualmente efficace anche a basse concentrazioni. Una scoperta importante, sia dal punto di vista degli effetti del farmaco antitumorale sui pazienti, sia dal punto di vista economico.

Purtroppo, però, questa scoperta potrebbe essere vanificata da una serie di decisioni prese dalle aziende che lo distribuiscono.

Ibrutinib: il farmaco antitumorale al centro delle polemiche

La polemica riguardante il farmaco antitumorale è stata descritta su Cancer Letters e riportata dal Washington Post.

Dopo che gli oncologi statunitensi sono riusciti a dimostrare l’efficacia dell’Ibrutinib anche a dosi basse, infatti, l’azienda produttrice ha scelto di triplicare il prezzo delle formulazioni con meno principio attivo.

Come funziona il farmaco antitumorale

L’Ibrutinib è un farmaco antitumorale che viene assunto per via orale e che cura una serie di tumori del sangue. Tra le malattie per le quali viene prescritto c’è anche la leucemia linfocitica cronica. In questo caso specifico, in genere, il medicinale viene fornito in singola pillola da 140 milligrammi, con alcuni pazienti che ne prendono anche tre al giorno. Il tutto, per un costo annuo del trattamento di 148mila dollari. Una cifra esorbitante che potrebbe essere ridotta dalla scoperta dei ricercatori dell’MD Anderson Cancer Center di Houston. 

Nello specifico, l’Ibrutinib è un inibitore selettivo e irreversibile della tirosina chinasi di Bruton (BTK).

Lo studio iniziale ha mostrato una chiara efficacia del farmaco antitumorale in un certo numero di neoplasie linfoidi a dosaggi molto bassi. Non solo. L’assorbimento di ibrutinib è potenziato dalla somministrazione di cibo: il che spiegherebbe perché anche la dose più bassa ha mostrato efficacia in alcuni pazienti.

Il colpo basso dell’azienda produttrice

Il consorzio no profit Value in Cancer Care Consortium stava per condurre test su più pazienti quando è arrivata la notizia che le due aziende distributrici, Janssen e Pharmacyclics, avevano deciso di togliere dal commercio la pillola da 140 milligrammi, per introdurre al suo posto quattro formulazioni diverse, tutte però allo stesso prezzo, tre volte più caro della precedente formulazione presente sul mercato.

Mark J. Ratain dell’università di Chicago, membro del consorzio, afferma: «Questo ci ha fatto arrabbiare, stavamo discutendo di protocolli e finanziamenti del test quando è arrivata questa notizia».

Le aziende si sono difese in un comunicato affermando che il nuovo regime è allo studio dal 2015, e che farebbe risparmiare i pazienti che hanno bisogno di dosaggi più alti.

Leggi anche: Lomustina, oggi il farmaco anticancro costa il 1400% rispetto al 2013

L’attuale etichetta di ibrutinib è molto complessa, in quanto identifica cinque dosaggi potenziali da somministrare in un intervallo di 8 volte (70 mg, 140 mg, 280 mg, 420 mg e 560 mg). 

Il dosaggio specifico da prescrivere dipende dall’indicazione, dalla specificità del singolo paziente, dai farmaci presi in concomitanza, dalla presenza di intolleranze al farmaco antitumorale. Prescrizioni che possono subire aggiustamenti frequenti.

Nella situazione reale, fanno sapere i ricercatori, circa un terzo dei pazienti potrebbe aver bisogno di una dose inferiore di ibrutinib a causa della sua tossicità. La riduzione della dose viene verificata dopo uno o più cicli di dosaggio completo di ibrutinib.

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Gino Favola

Laureato in Scienze Politiche, da sempre sono stato appassionato dai temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità. Da sempre convinto che l'economia debba essere ricondotta sotto le leggi della società civile, mi sono interessato a letture come quelle di Tiziano Terzani, Simone Perotti, Michael Pollan. Mi occupo nello specifico della sezione " ecoreati" per dare uno strumento in più, una sentinella attiva nel territorio, che da voce a tutte le segnalazioni dei nostri lettori che condividono con noi la sensibilità per la difesa dell'ambiente e della natura.

Commenti (2)

  • francesco paolo ruggieri

    IL TUTTO, LO SI POTREBBE ELIMINARE E SOSTITUIRE DON QUALCHE TRASFUSIONE DI SANGUE CON UTILIZZO DELLA “MIA BEVANDA ALCALINA OSSO SEPPIA ” O ALTRO PRODOTTO MARINO PESCATO E PREPARATO-UTILIZZATO COME DA MIO POST CITATO, CHE è A COSTI IRRISORI, TENDENTE A ZERO ! ! SENZA ALCUN EFFETTO COLLATERALE-RIGETTO ! PRIMUM NO NOCERE, IPPOCRATE, nella quale son presenti, a Livello di Ioni-Atomi, tutti, ripeto TUTTI, i Minerali-Oligoelementi-Plancton-Aminoacidi-Vitamine_Ormoni, sempre a livello di IONI-Atomi, che assorbiti rapidamente, entrano in circolazione sangue e quindi, da subito, nelle cellule-mitocondri-DNA-mRNA, con produzione , sempre più, di energia pulita e sempre più minori radicali liberi Scorie . In sintesi, curare-migliorare la funzionalità cellulare che é alla base di tutte le patologie-disturbi-SNC, sia Latenti che già Evidenti a noi note. Cercate tutti e studiate quanto evidenziato-dimostrato, nel lontanissimo anno 1912, dal premio Nobel Medicina Alexis Carrel, il quale con sua Soluzione Salina, Ioni-Atomi, fino alla sua morte, riuscì a tenere in vita sana-salubre e super super super LONGEVA, LE CELLULE DEL CUORE DI UN POLLO PULCINO, PER BEN 29 ANNI ! !

  • francesco paolo ruggieri

    e aggiungere succhi di prezzemolo sedano ricchi di APIGENINA CHE é IL PRINCIPIO ATTIVO DEL GLIVEC DELLA NOVARTIS, PER CURA GUARIGIONE DELLA LEUCEMIA MIELOIDE CRONICA, SIN DAGLI INIZI DEGLI ANNI 2.000 ! !

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