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Energia nucleare: la Svizzera dice “no” e chiude le centrali

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energia nucleare

Vince il referendum contro l’energia nucleare. Il 58,2 dei cittadini ha votato per la chiusura delle centrali e per la promozione di fonti rinnovabili. Gli impianti saranno chiusi tra 20-30 anni.

Dopo la Germania, anche la Svizzera dice addio all’energia nucleare. Un referendum ha sancito l’abbandono graduale del nucleare e il sostegno alle rinnovabili. Il sì ha vinto con il 58,2% dei voti favorevoli. Secondo il testo di legge la chiusura delle centrali dovrebbe avvenire tra 20-30 anni.

Energia nucleare: il referendum che cambia tutto

Oggi in Svizzera il 35% del consumo di energia nelle case è legato alle centrali nucleari. Troppo secondo la maggioranza dei cittadini che sono stati invitati a pronunciarsi sulla “Strategia energetica 2050”. Si tratta di un primo pacchetto di misure che ha tre scopi principali: ridurre il consumo di energia, aumentare l’efficienza energetica, e attuare politiche di promozione delle rinnovabili, a discapito dell’energia nucleare. Il governo è a lavoro sul programma dal 2011, l’anno della catastrofe di Fukushima.

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Stop all’energia nucleare: i numeri

Il pacchetto anti energia nucleare prevede un esborso di 480 milioni di franchi che saranno prelevati dagli utenti della rete elettrica per finanziare una crescita nelle fonti di rinnovabili (eolico, solare ed idroelettrico). Il Sole24 ore svela poi che altri 450 milioni di franchi saranno ottenuti da un’altra tassa sui combustibili fossili già in vigore. L’obiettivo è quello di ridurre del 43% il consumo di energia nelle case. Se tutto andrà secondo i piani, la percentuale sarà raggiunta entro il 2035.

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L’energia nucleare produce 22,1 terawattora

Come abbiamo anticipato, il referendum porterà alla chiusura delle centrali nucleari. Oggi sono cinque e chiuderanno i battenti tra 20-30 anni. I traguardi del governo svizzero sono molto ambiziosi: oggi l’energia nucleare produce 22,1 terawattora. Abbandonarla significherà aumentare la produzione delle centrali idroelettriche (37.4 TWh entro il 2035) e delle energie rinnovabili, che dovrebbero, secondo piano, passare da 1,7 di oggi all’11,4 TWh. Un salto incredibile che il governo è convinto di poter realizzare.



Fermare l’energia nucleare aumenta le tasse?

Gli oppositori alla manovra sostengono che misure così drastiche porteranno ad un aumento insostenibile dei prezzi dell’energia. Critiche a cui il governo ha replicato: il costo sarà contenuto dal potenziamento dell’efficienza energetica e inoltre la nuova strategia creerà tanti posti di lavoro, riducendo la dipendenza dell’approvvigionamento energetico dall’estero.

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