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Sostanze tossiche in inserti e pellicce per bambini (e non solo)

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Pellicce contenenti sostanze tossiche. Dopo l’indagine della LAV (Lega Anti Vivisezione), ora anche la Danimarca denuncia il rischio tossicità per alcuni capi di pelliccia.

L’associazione danese Anima, infatti, ha effettuato un’indagine, durante la quale avrebbe scoperto la presenza di contaminanti quali cromo esavalente, formaldeide e altre sostanze tossiche e cancerogene in indumenti moda bimbo.

La denuncia arriva dopo i risultati ottenuti in Italia durante l’indagine “Toxic Fur2”, commissionata dalla Lega antivivisezione e che confermano i rischi a cui sono espositi i consumatori che indossano capi con inserti in pelliccia animale.

Le indagini effettuate in Danimarca sono state condotte dal laboratorio tedesco Intertek e hanno rilevato la presenza di sostanze tossiche e cancerogene provenienti dalle lavorazioni cui sono sottoposte le pellicce animali. Le informazioni sono state riprese dalla LAV in un comunicato stampa.

I capi analizzati sono prodotti da marche molto diffuse in Danimarca:

  • Canada Goose, completo neve (per bambino di 18-24 mesi di età)
  • Ver de Terre, completo neve (18 mesi)
  • Sofie Schnoor, capospalla (4 anni)
  • Bahne, cappello (3 anni)
  • Bahne, giacca (per adulto)
  • Modström, giacca (adulto)

moda per bambini_sostanze tossiche

In particolare, si legge, nelle componenti in pelliccia i test avrebbero rilevato la presenza di:

  • FORMALDEIDE, che causa allergie ed è cancerogena (presente in tutti gli articoli);
  • CROMO TRIVALENTE, che può causare allergie (presente in 4 articoli su 6);
  • CROMO ESAVALENTE, un noto cancerogeno (presente in 2 articoli su 6);
  • IDROCARBURI POLICICLICI AROMATICI (presente in 2 articoli su 6).

L’Ultima indagine effettuata dalla LAV, e diffusa a dicembre dello scorso anno, rilevava la presenza di sostanze tossiche e cancerogene in capi di bimbo di diversa marca, anche pellicce destinate a bambini di età inferiore ai 36 mesi. Tra queste sostanze, anche in questo caso, si riscontrava la presenza di Formaldeide, Cromo trivalente ed esavalente.

Dopo l’indagine “Toxic Fur 2” la Lega Anti Vivisezione ha prontamente chiesto al Ministero della Salute di intervenire nuovamente per:

  • effettuare una valutazione della pericolosità per la salute dei consumatori (in questo caso bambini di età inferiore ai 36 mesi) in relazione all’uso dei prodotti testati;
  • predisporre un divieto temporaneo cautelativo di esposizione nella rete di vendita dei prodotti in questione e promuovere specifici accertamenti su altri eventualmente ancora in vendita, ai sensi del Codice del Consumo (Decreto Legislativo 206/2005);
  • vietare l’uso di pelliccia animale almeno nei prodotti – di abbigliamento e non – destinati ai minori, o comunque ai bambini.



Come riportava allora Repubblica, i capi d’abbigliamento sotto accusa erano stati reperiti da ottobre a novembre 2014, presso i tradizionali canali di distribuzione, negozi ed e-commerce.

In quell’occasione, Simone Pavesi, responsabile Lav Campagna Pellicce, spiegava: “La produzione di pellicce implica spesso l’utilizzo di sostanze chimiche che sono classificate come tossiche e cancerogene. È inevitabile che sul prodotto finito, acquistato ed indossato, si possano trovare residui di queste sostanze in concentrazioni anche pericolose per la salute delle persone, per questo motivo sollecitiamo il Ministero della Salute a fornire al più presto delle risposte certe per i consumatori”.

Non acquistare e non indossare pellicce o prodotti con inserti in pelliccia animale è la soluzione più sicura per evitare a noi stessi, e ai nostri figli, di mettere a rischio la propria salute. Guardando al tempo stesso con occhio attento la salvaguardia dei diritti degli animali.

(Foto: anima.dk)