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Radioattività e polveri sottili: una maglia ti dirà se l’aria è inquinata

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Radioattività, sostanze tossiche, polveri sottili: la linea di magliette della Aerochromics cambia colore in caso di elevata presenza di inquinanti nell’atmosfera.

Una maglietta che ti avvisa se nell’aria che ti circonda sono presenti alti livelli di radioattività, polveri sottili o altri tipi di inquinanti: è questa l’intuizione della Aerochromics, che ha lanciato una linea di moda costituita da vestiti ‘reattivi’, che reagiscono cioè agli stimoli esterni e ambientali. A idearle è stato il designer Nikolas Bentel.

Come funziona? Le maglie e le felpe della linea sono regolate secondo i principi dell’AQI, l’Air Quality Index (Indice della qualità dell’aria), che misura i livelli di inquinamento atmosferico. Si tratta di un termine di riferimento utilizzato dalle principali istituzioni governative che si occupano di ambiente.

Nel dettaglio, l’AQI misura la quantità nell’aria di 5 sostanze dannose per l’organismo: l’ozono presente a livello del terreno, particolato e polveri sottili, monossido di carbonio, anidride solforosa e diossido di azoto. In base ai livelli di inquinanti registrati, l’AQI assume un valore crescente partendo da 0 (aria molto pulita) a 500 (aria molto inquinata).

I livelli di inquinamento sono divisi in 6 possibili categorie: da 0 a 50, l’aria è definita molto buona, da 51 a 100, è moderatamente inquinata, fino al livello ‘rischioso’ che comprende tutti i valori tra 301 e 500.




L’eco abbigliamento di Bentel funziona secondo il medesimo principio. In genere le magliette sono completamente nere, ma cambiano colore, passando al bianco, quando entrano in contatto con un’alta concentrazione di radioattività o sostanze inquinanti. Il tessuto comincia a cambiare a 60 AQI, in una situazione di inquinamento moderato, e diventa completamente bianco a 160 AQI, quando l’atmosfera diventa più pericolosa per gli esseri umani.

Si tratta di un’invenzione molto interessante, ma che ha dei limiti oggettivi. Le maglie e le felpe – unisex, realizzate in cotone – costano infatti tra i 500 e i 625 dollari, cosa che le rende praticamente inaccessibili alla maggior parte della popolazione.

A spiegare la filosofia dietro questa creazione è la stessa Aerochromics, che descrive in dettaglio il progetto di ricerca sul proprio sito ufficiale: “Aerochromics reagisce all’ambiente circostante e permette quindi di creare delle nuove percezioni sensoriali: l’abbigliamento diventa in questo modo la spina dorsale del mondo interconnesso che immaginiamo, ma anche un’interfaccia naturale all’interno di questo stesso spazio interconnesso. Il mondo interconnesso che immaginiamo ci darà quindi una comprensione più esaustiva del modo in cui stiamo cambiando il nostro pianeta, per poter costruire strumenti più efficaci per porre fine ai cambiamenti climatici e all’inquinamento. Il nostro obiettivo è rendere Aerochromics un sesto senso per l’utente. Questa tecnologia non deve rappresentare un’appendice, ma diventare intrinsecamente parte della quotidianità dell’utente“.

Per chi volesse ricorrere a un abbigliamento detox senza spendere una fortuna, ecco una piccola lista di marche di moda attente alla sostenibilità ambientale.

(Foto: Aerochromics)