Home Mondo Veg Omeopatia: luoghi comuni e speculazione farmaceutica

Omeopatia: luoghi comuni e speculazione farmaceutica

1678
0
CONDIVIDI

Testo a cura del dottor Donato Virgilio, medico di famiglia esperto in omeopatia a Brescia

Come nasce l’omeopatia?

Tutto ha inizio intorno alla fine del ‘700, con le ricerche avviate dal tedesco Samuel Hahnemann, basate sul principio di similitudine. Il medico intuì che per il trattamento di determinati disturbi poteva risultare utile assumere le sostanze che li avevano determinati, in piccolissime dosi e diluite con acqua. Applicando questo principio, Hahnemann capì che queste sostanze potevano agire fino alla graduale scomparsa della sintomatologia.

Il termine “omeopatia” deriva dall’unione di due diverse parole greche: “òmoios”, che significa “simile” e “pathos” che significa “malattia”. Una parola che fa dunque riferimento al principio di similitudine a cui si ispira l’approccio omeopatico: per curare un determinato disturbo risulta utile assumere a una diluizione infinitesimale la stessa sostanza che ha determinato il problema

Cosa sono e come funzionano i farmaci omeopatici?

Spesso quando prescrivo dei farmaci omeopatici ai miei pazienti, mi rendo conto che esistono ancora alcuni luoghi comuni in merito e che tanti Italiani non ne conoscono le caratteristiche e i vantaggi. Il motivo è principalmente l’assenza delle indicazioni terapeutiche e della posologia per questi farmaci (il cosiddetto “bugiardino”), che non possono essere riportare all’interno della confezione o sul packaging. Un “gap” tutto italiano che non fa altro che alimentare l’aura di “mistero” che aleggia intorno all’omeopatia.

Gli omeopatici sono medicinali a base di sostanze naturali, di origine essenzialmente animale, vegetale o minerale caratterizzati da alte diluizioni, che garantiscono per questo motivo una pressoché totale assenza di tossicità. Le forme farmaceutiche che prescrivo più spesso sono i granuli e i globuli, ma sono disponibili in commercio anche gocce, gel, creme, compresse, colliri…

Se vogliamo approfondire, i medicinali omeopatici possono essere suddivisi in due gruppi: quelli cosiddetti a nome comune, contraddistinti da un nome latino (per esempio Arnica montana, Apis mellifica, Belladonna…) e disponibili a diverse diluizioni omeopatiche, indicate da un numero seguito per esempio dalla sigla CH, oppure K (che stanno a indicare due diverse modalità di diluizione delle sostanze di partenza per arrivare a ottenere il farmaco omeopatico). Ognuno di questi medicinali può essere utilizzato nell’ambito di trattamenti che possono riguardare diverse patologie. Le specialità omeopatiche, invece, sono indicate con un nome di fantasia voluto dalle aziende e sono presenti sotto forma di compresse, sciroppi, mono dosi liquide, pomate e in altre forme farmaceutiche.

I luoghi comuni più diffusi sull’omeopatia

Gli omeopatici non sono veri medicinali

Molto spesso in Italia gli omeopatici sono chiamati “rimedi”, ma si tratta in realtà di medicinali a tutti gli effetti. Oggi che cosa sia farmaco e che cosa non lo sia lo stabilisce la legge. E la legge italiana, non certo tra le più permissive in materia di omeopatia, ha definito gli omeopatici come medicinali a tutti gli effetti. Nel D.lgs. 219/2006 art.1d si legge infatti che:

Medicinale omeopatico è ogni medicinale ottenuto a partire da sostanze denominate materiali di partenza per preparazioni omeopatiche o ceppi omeopatici, secondo un processo di produzione omeopatico descritto dalla Farmacopea Europea o, in assenza di tale descrizione, dalle farmacopee utilizzate ufficialmente negli Stati membri della Comunità europea; un medicinale omeopatico può contenere più sostanze; […]”.

L’omeopatia è una medicina alternativa!

L’omeopatia non è una medicina alternativa, ma, come per esempio l’antibiotico-terapia, i vaccini, e altre, va collocata fra le possibili terapie che medici e farmacisti possono utilizzare nella propria pratica quotidiana. L’integrazione fra le terapie, oltretutto, è già realtà e sta continuando a rafforzarsi in molti ambiti. È il caso, per esempio, dell’oncologia, dove i medicinali omeopatici possono essere di supporto nel mitigare gli effetti collaterali delle cure antitumorali e aiutare a migliorare la qualità di vita del paziente.

Gli omeopatici…quelli a base di erbe

Succede molto spesso che i pazienti confondano l’omeopatia con la fitoterapia, quasi fossero la stessa cosa. In paese, per esempio, molti mi definiscono “il medico che cura con le erbe”… In realtà, la fitoterapia è un metodo terapeutico che utilizza sostanze di origine unicamente vegetale. I medicinali omeopatici sono invece a base di sostanze naturali, di origine vegetale, ma anche minerale e animale. Inoltre, la fitoterapia cura per mezzo di estratti di piante a dosi ponderali, mentre l’omeopatia con medicinali ottenuti da diluizioni della sostanza di partenza. Per quest’ultimo motivo, i medicinali omeopatici non hanno, a differenza di quelli fitoterapici, alcun effetto collaterale né tossicità chimica.

L’omeopatia funziona lentamente

Mi capita spesso di smentire pazienti che non hanno mai usato i medicinali omeopatici perché pensano abbiano un’azione lenta, a prescindere dalla patologia per la quale vengono somministrati. La loro rapidità d’azione dipende, invece, proprio dal problema di salute considerato: per la cura di un sintomo acuto, l’azione è rapida e, a seconda delle situazioni, può andare da pochi minuti a qualche ora o qualche giorno. In caso di malattie croniche, invece, dove è fondamentale una visita da un medico esperto in omeopatia, il trattamento è necessariamente più lungo. Mi pare superfluo sottolineare come la rapidità d’azione dell’omeopatia dipenda anche dalla corretta scelta della cura consigliata.

L’omeopatia funziona solo per malattie lievi

Un altro luogo comune che mi capita spesso di smentire riguarda la convinzione che l’omeopatia sia efficace solo per patologie lievi. Anche questo è falso. I medicinali omeopatici sono utilizzati con successo nella prevenzione, o per la cura di malattie croniche o recidivanti (ad esempio forme allergiche respiratorie o cutanee croniche, cistiti ricorrenti, bronchiti croniche, artrosi, osteoporosi). Inoltre, nella piena consapevolezza che l’omeopatia non cura il cancro, ma può aiutare a tollerare gli effetti collaterali indotti da cure oncologiche irrinunciabili, per esempio, si può citare il caso dell’Ospedale Sacco di Milano, presso cui è stato aperto l’Ambulatorio di Terapie Complementari a Supporto dei Trattamenti Oncologici, dove le donne operate di carcinoma alla mammella ricevono trattamenti omeopatici per curare gli effetti collaterali delle terapie oncologiche. L’idea di questo servizio, a sostegno di malati gravi, è da tempo radicata in Francia, dove la realizzazione del “Progetto Cancro”1, ha fatto sì che le terapie complementari come l’omeopatia vengono usate per trattare appunto gli effetti collaterali delle cure antitumorali.

I medicinali omeopatici non sono sicuri

Troppo spesso si afferma che i medicinali omeopatici non sono sicuri o che sono fabbricati con norme diverse rispetto ai medicinali allopatici: in realtà, sono fabbricati seguendo le norme di buona fabbricazione del farmaco, che vengono imposte dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) per la produzione di tutti i medicinali. Grazie alle loro alte diluizioni, inoltre, gli omeopatici non presentano tossicità chimica, controindicazioni, interazioni farmacologiche ed effetti indesiderati legati alla quantità del prodotto assunto. Per questo motivo possono essere somministrati a bambini, adulti (donne anche incinte) e persone anziane, spesso politrattate.

Le aziende farmaceutiche non vogliono inserire il foglietto illustrativo

I medicinali omeopatici in vendita nelle farmacie italiane non contengono all’interno delle confezioni, né riportano sul packaging informazioni relative alla posologia e alle indicazioni terapeutiche. Si tratta di un’anomalia italiana legata a un decreto legislativo, per la precisione il 219/2006. Acquistando infatti lo stesso prodotto in altri Paesi europei, per esempio la Francia, le indicazioni terapeutiche sono presenti chiaramente sulle confezioni. Un “gap” di cui si attende una risoluzione per garantire trasparenza e maggiore informazione sui medicinali omeopatici e rispettare così un’esigenza di molti consumatori, come emerso da un’indagine recentemente condotta da AstraRicerche: oltre 21 milioni di Italiani desidererebbero che in questi medicinali si riportassero le indicazioni terapeutiche, ma il 68% degli intervistati non sa neppure che l’assenza delle indicazioni terapeutiche è legata a una questione legislativa e non alla volontà delle aziende.

1 Promosso sotto la presidenza Chirac e proseguito con Sarkozy, il Progetto Cancro definisce i “soins de support”, cioè le terapie di supporto come «l’insieme delle cure e del sostegno necessari ai malati durante la malattia contemporaneamente alle terapie oncologiche specifiche, qualora presenti».

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here