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WikiLeaks e TISA: ecco come i potenti tramano in segreto contro l’ambiente

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Altro che COP21 per contenere i cambiamenti climatici: sul futuro ambientale del nostro pianeta si stende l’ombra cupa del TISA, il Trade in Services Agreement, che i potenti del mondo stanno negoziando in gran segreto, per timore della reazione dei cittadini. Spieghiamoci meglio: qualche giorno fa, a Parigi, 195 Paesi del mondo hanno ratificato un trattato che ha come obiettivo il contenimento delle emissioni inquinanti e quindi delle temperature globali. Un accordo che ha suscitato perplessità, dal momento che non prevede alcuna sanzione e c’è il rischio che resti ampiamente disatteso.

Alla vigilia dell’accordo, WikiLeaks, l’organizzazione che ha disvelato i segreti più inconfessabili dei governi di tutto il mondo, aveva già dimostrato come la Conferenza di Parigi fosse perdente in partenza, a causa di un’altra negoziazione in corso in gran segreto a Ginevra. Stiamo parlando del TISA, il grande accordo globale che vuole riscrivere le regole del mercato dei servizi nei Paesi coinvolti: i 28 dell’Unione Europea (Italia inclusa), insieme a Stati Uniti, Canada, Australia, Giappone e diversi altri Paesi in tutti i continenti. Un accordo che, se approvato, cambierà radicalmente la vita dei cittadini. In peggio, come abbiamo visto. Trasporti, sanità, energia: tutti grandi temi discussi senza alcun coinvolgimento democratico.

WikiLeaks ha dimostrato come, dietro la facciata degli accordi parigini, si nascondano in realtà interessi inconfessabili, da parte di chi si impegna a difendere più il mercato che l’ambiente e la salute dei cittadini.

È il caso per esempio di Islanda e Norvegia, che durante le negoziazioni per il TISA hanno proposto di “aprire” completamente il mercato dei servizi energetici: nessuna distinzione tra energie rinnovabili e fossili, messe sullo stesso piano. “I Paesi del Tisa”, denuncia il “Public Services International” (Psi), federazione globale dei sindacati, “stanno discutendo clausole che negano ai regolatori di fare distinzioni tra il solare e il nucleare, l’energia eolica e il carbone, o quella geotermica e il fracking”.

La proposta, denominata nei cablo di WikiLeaks come «Annex on Energy Related Services», si ispira al principio della “technologicalneutrality”, che impone agli Stati uguale trattamento di tutte le fonti energetiche: il fotovoltaico non potrà, per esempio, avere incentivi, per non penalizzare petrolio e carbone.

Suona assurdo, è vero: ma i documenti sono lì a provarlo.



E il Psi rincara la dose su COP21: “Questa è la grande truffa sul problema del cambiamento climatico: mentre a Parigi si discute di obiettivi ambiziosi per salvare l’ambiente, a Ginevra i mezzi per ottenere quegli obiettivi sono negoziati a parte e negli interessi delle grandi corporation del mondo. È chiaro dunque perché i nostri governi cercano di nascondere queste negoziazioni, conducendole in segreto”.

Come sintetizza WikiLeaks, “il documento “Annex on Environmental Services” ha l’obiettivo di armonizzare al ribasso le protezioni ambientali nei Paesi del TISA, promuovendo gli interessi delle multinazionali”. Insomma, gli Stati e gli enti locali non avranno più il potere di promuovere le energie pulite, se leggi e regolamenti dovessero entrare in contrasto con gli interessi delle corporation più potenti.

Un altro settore interessato dalle negoziazioni è il trasporto su gomma: ciascun membro del Tisa, si legge, “si impegnerà senza alcuna limitazione a permettere la fornitura di servizi transfrontalieri di trasporto su gomma”. E dovranno, inoltre, “abolire o astenersi dall’introdurre ogni ostacolo amministrativo e tecnico che possa costituire un tentativo mascherato di restrizione della libera fornitura di servizi di trasporto su gomma”.

Gli accordi in discussione a Ginevra non sono ancora stati formalmente approvati. Ecco perché cittadini, attivisti e amministratori locali dovrebbero far sentire la propria voce contro queste politiche scellerate. C’è ancora tempo, non tutto è perduto.

(Foto: wikileaks.org)

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