inceneritore tarquinia

Nuovo inceneritore a Tarquinia, Salvini tra gli azionisti della società costruttrice. Ma i sindaci leghisti sono contrari

TARQUINIA – Un inceneritore imponente, da circa mezzo milione di tonnellate annue, ma sul cui camino dal design innovativo si potranno fare addirittura attività sportive.

Secondo quanto ci dice Vincenzo Bisbiglia  nel suo articolo di  per Il Fatto Quotidiano, la richiesta di valutazione di impatto ambientale in Regione Lazio è stata inviata a giugno e la ditta, che ha già un termovalorizzatore anche a Brescia, ha l’obiettivo di costruire la nuova struttura a Pian D’Organo, nel comune di Tarquinia, con una parte anche nel comune di Civitavecchia.

E’ questo il progetto dell’opera presentata dalla A2A Spa, società partecipata anche in una seppur piccola quota di azioni dal vicepremier Matteo Salvini, che è in discussione al consiglio comunale di Tarquinia.

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Come sarà il futuro impianto di incenerimento

Il dibattito in Italia sullo smaltimento dei rifiuti è sempre acceso. A Roma negli ultimi anni è motivo di discussione quotidiana tra i cittadini, e pare che non vi sia una soluzione percorribile se non spedire i propri rifiuti all’estero. Dove poi diventerebbero una fonte di energia per la comunità ospitante; ma a quale prezzo?

Dall’altra parte, gli inceneritori inquinerebbero con nanoparticelle dannose l’aria in maniera irreversibile, e, come è successo negli anni scorsi a Terni, può essere oggetto di frodi o di attività illecite, arrivando persino ad essere oggetto di sentenze che parlano di “disastro ambientale“.

I numeri

Un impianto che avrebbe dei numeri enormi e che dovrebbe essere realizzato in circa 4 anni: formato da due linee di combustione su un’area di 118.000 metri quadrati e potrà bruciare fino a 481.000 tonnellate l’anno.

La sua realizzazione si riterrebbe necessaria proprio per servire la provincia etrusca, che al momento conferisce i propri rifiuti indifferenziati fuori regione, tra le province di Lucca, Terni e in Lombardia.

inceneritore a tarquinia
Progetto inceneritore di Tarquinia: la modernità e il modello Copenaghen sembrano non essere sufficienti a garantire la sicurezza a livello ambientale dell’impianto

Il modello Copenaghen

Ma per far pesare meno l’incredibile impatto che l’opera avrebbe sul territorio, i proponenti hanno inserito all’interno del dossier anche delle proposte di mitigazione ambientale, basate sul cosiddetto modello Copenaghen.

 Il camino – si legge nella nota dell’A2A pubblicata sull’articolo – può essere illuminato per avere un aspetto iconico nelle ore notturne. Oltre che fulcro visivo dell’impianto è anche elemento di interesse pubblico.

Esso, oltre a rappresentare il punto finale del percorso visitatori e belvedere naturale verso il paesaggio circostante è anche possibile sede di attività ludiche, opportunamente organizzate e gestite. Le pareti del camino possono infatti ospitare pareti attrezzate per arrampicate sportive”.

L’opposizione al progetto del sindaco della Lega

Nonostante la dettagliata descrizione formulata dal giornalista de Il Fatto Quotidiano, la costruzione del nuovo termovalorizzatore sta incontrando una netta opposizione da parte della classe politica del territorio di Tarquinia e Civitavecchia.

Infatti, i due sindaci neoeletti di Tarquinia e Civitavecchia- tra l’altro entrambi leghisti – hanno già manifestato apertamente la loro contrarietà. ”Il nostro territorio è già duramente provato dalla presenza della centrale a carbone dell’Enel e quindi, l’amministrazione comunale, sin d’ora, si dice contraria a questa come a tutte le future iniziative legate a questo tipo di attività” ha sentenziato il primo cittadino di Tarquinia, Alessandro Giulivi.


Gino Favola

Laureato in Scienze Politiche, da sempre sono stato appassionato dai temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità. Da sempre convinto che l'economia debba essere ricondotta sotto le leggi della società civile, mi sono interessato a letture come quelle di Tiziano Terzani, Simone Perotti, Michael Pollan. Mi occupo nello specifico della sezione " ecoreati" per dare uno strumento in più, una sentinella attiva nel territorio, che da voce a tutte le segnalazioni dei nostri lettori che condividono con noi la sensibilità per la difesa dell'ambiente e della natura.

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