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Medess-4ms il portale che protegge il Mediterraneo dagli idrocarburi

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Proteggere il mediterraneo attraverso un portale. È così che l’Istituto per l’Ambiente Marino Costiero Iamc-Cnr di Oristano ha deciso di difendere il mare dagli idrocarburi.

L’istituto di Oristano, insieme all’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima Isac-Cnr di Roma e all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) di Bologna, con la collaborazione del Comando Generale delle Capitanerie di Porto, ha organizzato a Roma l’incontro per presentare Medess-4ms, questo il nome del nuovo sistema online.

La nuova multipiattaforma è stata presentata giovedì 9 ottobre al Consiglio nazionale delle ricerche.

MEDESS-4MS mira a fornire un modello di sistema integrato capace di rilevare le fuoriuscite di petrolio nel Mediterraneo, raccogliendo e analizzando i dati relativi al traffico marittimo, alle operazioni navali e fornendo una mappatura sensibile. Tali dati sono utili per creare dei sistemi di monitoraggio e previsione delle fuoriuscite di petrolio, fornendo uno strumento prezioso per quanto riguarda la diagnosi precoce e il controllo efficace nelle fasi iniziali di possibili disastri ecologici.

È un sistema operativo integrato di monitoraggio del mare in tempo reale.

Il progetto, così per com’è stato concepito, contribuirà anche alla sicurezza marittima, alla tutela degli ecosistemi e aiuterà le agenzie operative nell’attuazione delle direttive europee relative all’inquinamento provocato dalle navi e all’introduzione di sanzioni in caso di eventuali violazioni.

Medess-4ms è un sistema che interessa diversi Paesi:  Cipro, Francia, Grecia, Italia, Malta, Montenegro e Spagna.

Andrea Ribotti, ricercatore dell’Iamc-Cnr di Oristano, ha spiegato alle agenzie stampa che l’obiettivo è “rendere il sistema Medess-4ms un ponte tra i servizi offerti dal sistema europeo di monitoraggio dell’ambiente marino Mediterraneo del Marine Core Service del programma europeo GMES e gli utenti finali, beneficiando appieno delle capacità dei sistemi marini nazionali di previsione già esistenti derivanti dal Marine Core Service stesso”.

Non si può negare che il sistema di monitoraggio sia interessante e utile. Tuttavia, è necessario sottolineare un limite: il fatto che sembra interessi solo casi di emergenza legati alle navi e non alle piattaforme petrolifere che sono disseminate nei nostri mari.

(Foto: 4.bp)

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