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57 mila firme per fermare le trivelle nel Canale di Sicilia

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Migliaia di firme di cittadini, quasi 57mila, stanno per arrivare al Ministero dell’Ambiente per dire stop alle trivelle nel Canale di Sicilia. A presentarle e’ Greenpeace, che ha visto anche 49 sindaci siciliani, il governo della Regione Sicilia, comitati locali e associazioni di categoria, schierarsi a favore dell’appello ‘U mari non si spirtusa’. Nel mirino degli ambientalisti c’e’ la richiesta di Edison, gestore della piattaforma Vega A al largo di Pozzallo, di realizzare nella stessa concessione un nuovo impianto di perforazione, la piattaforma Vega B. ”Riteniamo che il progetto – afferma Alessandro Gianni’, direttore delle campagne di Greenpeace – metta in grave pericolo l’ambiente e l’economia (della pesca e del turismo in primis) del territorio, nonche’ le risorse e gli ecosistemi del mare”. ”Queste preoccupazioni – continua Gianni’ – sono largamente condivise dai cittadini, dagli amministratori e dalle associazioni di categoria della Sicilia. Chiediamo quindi che venga negato il permesso ad operare ricerche ed emungimento di idrocarburi sia con indagini sismiche che con pozzi di trivellazione”. Secondo Greenpeace si tratta di ”rischi inaccettabili anche considerando gli scarsi impatti sull’occupazione che avrebbe la nuova piattaforma, che secondo la stessa Edison sarebbero nulli o di lieve entita”’. L’opposizione alle trivellazioni in mare trovera’ quindi un nuovo spazio di confronto a Roma, quando i rappresentanti di Greenpeace e i sindaci coinvolti incontreranno il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, il prossimo 9 ottobre, per la consegna dell’appello che chiede lo stop alle trivellazioni off-shore. L’appello e’ sul sito internet di Greenpeace.

Fonte “http://ansa.it

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