Home Alimentazione Biologica Allerta alimentare in Europa: casi in diminuzione ma resta il pericolo

Allerta alimentare in Europa: casi in diminuzione ma resta il pericolo

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Il 10 giugno scorso, la Commissione Europea ha pubblicato il rapporto, riferito al 2012, sul Sistema di allarme rapido europeo per alimenti e mangimi, chiamato più semplicemente RASFF.

Dal rapporto si evince che, nel 2012, quasi il 50% delle notifiche relative ai prodotti alimentari e ai mangimi hanno subito dei respingimenti ai confini dell’UE, a causa del rischio che presentavano per la sicurezza alimentare.

Ma procediamo con calma e cerchiamo di capire innanzitutto a cosa serve il RASFF.

Il RASFF non è altro che una sorta di rete che consente un rapido scambio di informazioni tra gli Stati membri e la Commissione europea, su tematiche inerenti la sicurezza alimentare. Quando viene rilevato un problema grave e persistente, la Commissione invia una lettera alle autorità nazionali del paese interessato, in modo tale che questo possa attuare le misure necessarie per controllare e, se necessario, bloccare le esportazioni, rintracciando ed eliminando i prodotti dal mercato.

I dati del rapporto pubblicato qualche giorno fa mostrano un calo di notifiche, rispetto al 2011, del 3,9%. Ma c’è poco da gioire: le comunicazioni di allerta per l’anno appena trascorso sono state ben 8.797. Di queste, 3.516 erano notifiche originali (40%) e 5.281 erano notifiche di follow-up (60%).

Delle notifiche originali, 2.885 erano legate al cibo, 332 a mangimi e 299 a materiali che vengono a contatto con gli alimenti. Quindi, c’è poco da essere contenti.

Tra le segnalazioni più importanti che sono pervenute e che vengono evidenziate nel rapporto, sono quelle inerenti all’avvelenamento da metanolo presente in alcol adulterato commercializzato nella Repubblica Ceca. Un’alterazione che ha avuto conseguenze disastrose, provocando 36 morti.

Importante, ancora, la segnalazione della presenza di un focolaio di Salmonella Stanley fatta dal Belgio che, attraverso una valutazione congiunta del problema, ha permesso d identificare un ciclo di produzione di tacchini come base del focolaio.

E l’Italia? L’Italia si piazza al settimo posto con 112 segnalazioni, appena 4 in meno rispetto all’anno precedente.

Tra le categorie che registrano un maggior numero di segnalazioni, troviamo al primo posto la carne e suoi derivati (83), seguita da pesce e prodotti ittici. Ciò che altererebbe maggiormente la bontà dei prodotti, facendo scattare l’allarme, sarebbe l’uso di pesticidi, metalli pesanti, aflatossine, plastificanti, diossine e contaminazioni microbiologiche.

A questo link è possibile scaricare il rapporto completo: http://europa.eu/rapid/press-release_IP-13-520_en.htm.

Qui, invece, un’infografica riassuntiva: http://ec.europa.eu/food/food/rapidalert/docs/rasff_annual_report_2012_infograph_en.pdf

Un sistema di allerta, funzionante da 30 anni, che ha permesso di portare alla luce alcuni scandali, tra cui quello della vicenda del metanolo che abbiamo trattato più sopra. Questo, congiuntamente anche alla vicenda della carne di cavallo, ha evidenziato l’esigenza di rinnovare il sistema e allargare la questione della sicurezza alimentare del RASFF anche sulle frodi, un fenomeno che, stiamo scoprendo, è più esteso di quanto si pensasse.

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