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Pescatori sardi contro Nato: “Basta esercitazioni”

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Pescatori sardi contro la NATO:

Pescatori sardi contro la Nato. Scoppia la protesta per i danni arrecati all’attività ittica della Sardegna dalle esercitazioni militari americane.

Prosegue da giorni la protesta dei pescatori delle marinerie di Oristano contro le esercitazioni degli aerei Nato che sganciano bombe nel mare di Capo Frasca, zona militare interdetta da più di 40 anni. Le richieste dei manifestanti sono di riappropriarsi della zona per le attività di pesca o un indennizzo che li risarcisca per i mesi in cui non possono pescare. Intanto con un centinaio di barche provano a forzare l’area off limits.

Una delle basi più importanti d’Europa

Dalla base di Capo Frasca partono gli aerei della Nato che usa l’area per fare esercitazioni e simulare azioni di guerra. Non è la prima volta che i pescatori fanno sentire la loro voce e negli anni si è provato più volte a raggiungere un compromesso. I comandi militari hanno accordato di sospendere le esercitazioni per tre mesi, autorizzando la navigazioni d’estate. Ma non è bastato ai pescatori che, furiosi, chiedono al sindaco e al governo di allontanare i militari dall’area.




Il problema dei mancati indennizzi

La protesta si inserisce in un quadro che coinvolge i poteri locali e il Ministero della Difesa. Il nodo è quello dei mancati indennizzi previsti per l’area di Capo Frasca. Soldi che, secondo il portavoce dei pescatori Franco Zucca, non sarebbero mai arrivati. Mentre in altre zone, come Capo San Lorenzo a Teulada, vengono distribuiti da decenni. Intanto, si aspetta la risposta del Governo. Nei prossimi giorni, una delegazione dovrebbe arrivare sul posto e ascoltare le richieste dei manifestanti.

Intanto continuano le proteste

In attesa di risposte alle loro rivendicazioni, i pescatori continuano a presidiare la zona. Come svela l’Ansa, le imbarcazioni partono alle 7:30 di mattina e si arrestano sulla cosiddetta campana di sgombero, pronte a oltrepassare il limite. “Sino ad oggi abbiamo garantito che nessuno facesse colpi di testa, ma in assenza di risposte dalla Difesa gli animi si stanno esacerbando e non siamo più in grado di garantire niente”, spiega all’ANSA Gabriele Chessa di Legacoop.

Purtroppo non siamo nuovi allo spadroneggiare della NATO in Sardegna. Non lasciamo sola questa terra ricca e meravigliosa.

Foto: Kristian Dela Cour on Flickr