Hantavirus

Hantavirus in Cina: il suo tempismo non è dei migliori

È morto un uomo in Cina per Hantavirus. L’uomo era un lavoratore della provincia dello Yunnan morto nel tragitto verso casa.

In ospedale la prima cosa fatta è stato verificare se avesse contratto il Coronavirus, ma il risultato del test è stato negativo.

Nel mondo asiatico l’Hantavirus è già conosciuto, infatti per prevenirlo esiste già un vaccino…ma certamente il suo tempismo di ricomparsa non è dei migliori!

Di cosa si tratta?

Un Hantavirus è un virus a Rna che fa parte della famiglia dei Bunyaviridae; infetta roditori (selvatici e domestici) e può passare all’uomo per morsi da parte di questi animali o per inalazione dell’aria contaminata da escrementi di roditori.

Nell’uomo provoca febbre, sanguinamento e danni ai reni.

A differenza del Coronavirus la sua diffusione tra gli uomini è alquanto limitata: infatti per poter essere infettati bisogna venire a contatto con il sangue o con gli escrementi del paziente contagiato.

Delle 29 persone in viaggio di ritorno con l’uomo morto in Cina, nessuna è risultata positiva all’ Hantavirus. Questa è senz’altro una notizia positiva per il nostro mondo colpito già da un’altra e più pericolosa emergenza.

Hantavirus
I ratti sono il principale vettore di diffusione del contagio per Hantavirus.

“Non è necessario preoccuparsi dell’hantavirus” ha spiegato Yang Zhanqiu, un virologo dell’Università di Wuhan” La malattia di Hantavirus è prevenibile e controllabile e ci sono vaccini per prevenirlo.

La sua incidenza nelle città urbane è molto bassa poiché la malattia si trova principalmente nei villaggi rurali dove i ratti tendono ad apparire quando le persone stanno lavorando sul campo “.

Un pò di storia..

Gli Hantavirus furono osservati per la prima volta nei primi anni ’50 tra le truppe americane dispiegate nel conflitto coreano. Deve il suo nome al fiume Hantaan dove si verificarono i primi casi umani. La malattia è in realtà conosciuta come febbre emorragica con sindrome renale (HFRS). A seguito di un gruppo di casi di malattia grave, chiamata sindrome polmonare da Hantavirus (HPS) , nel sud-ovest americano nel 1993, fu possibile isolare il virus.

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La malattia è prevalente in Eurasia, con casi di infezione in Russia, Finlandia, Svezia e Cina. Il tasso di mortalità per infezione da hantavirus in Cina è tra l’1 e il 10 percento, mentre il tasso di mortalità negli Stati Uniti è molto più alto, con una media del 40 percento.

L’Hantavirus mostra la necessità di rafforzare la sanità pubblica

Questo virus si diffonde maggiormente nei Paesi in via di sviluppo, ove a volte le condizioni igieniche lasciano a desiderare. Grandi Paesi come Cina e India, densamente abitati, sono il bersaglio favorito da questo tipo di virus che infetta i ratti.

Nonostante in Cina la situazione sia notevolmente migliorata a causa dello sviluppo economico , alcuni cinesi seguono ancora l’abitudine di mangiare animali selvatici.

Anche l’India, che ha una popolazione quasi equivalente alla Cina e in continua crescita, ha incontrato difficoltà. 

Seguendo un percorso simile a quello cinese, le forniture idriche e le strutture igienico-sanitarie sono notevolmente aumentate negli ultimi decenni in India. 

Tuttavia, nonostante gli sforzi del Paese, l’accesso all’acqua potabile, ai servizi igienici e ai sistemi fognari rappresenta ancora un problema per il popolo indiano. 

La diffusa pandemia di Coronavirus e la paura per Hantavirus ci insegna che le future guerre da combattere sono contro questi nemici invisibili ad occhio nudo.

È necessario perciò favorire politiche che rafforzino il sistema sanitario pubblico. Importante è il monitoraggio delle condizioni di salute della popolazione e la pulizia della città: solo in questo modo è possibile sconfiggere questi subdoli nemici!

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valentina paolillo

Laureata in Scienze Biologiche, mi sono sempre interessata ai perché del mondo biologico. Nei miei articoli tratto soprattutto i cambiamenti climatici, ma non dimentico animali e fiori che sono la mia passione.

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