Home Rischi per la salute Ipertiroidismo, quando la tiroide lavora troppo: sintomi e alimentazione consigliata

Ipertiroidismo, quando la tiroide lavora troppo: sintomi e alimentazione consigliata

8139
0
CONDIVIDI
ipertiroidismo

L’ipertiroidismo è una condizione che colpisce soprattutto le donne, causando un eccesso di produzione ormonale della tiroide. Cosa causa questo disturbo? E come possiamo curarlo? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

In Italia sono 6 milioni le persone che soffrono di disturbi alla tiroide. Questa ghiandola, così delicata, ha un ruolo fondamentale nella nostra vita: dalla nascita, alla terza età, ci aiuta a regolare lo sviluppo neuropsichico, l’accrescimento somatico, la funzione cardiovascolare, il metabolismo basale. Definita come “una centralina di controllo”, la tiroide influenza inoltre fertilità, ritmo cardiaco e forza muscolare. Ecco perché con malattie e disturbi come ipertiroidismo e ipotiroidismo non c’è da scherzare.

Oggi ci soffermeremo sul primo, cercando di riconoscerne i sintomi, le cause scatenanti e, soprattutto, come intervenire una volta ‘scoperto’ il disturbo. Ecco una guida introduttiva.

Ipertiroidismo: cause e sintomi

L’ipertiroidismo si verifica quando la tiroide produce ormoni tiroidei in quantità eccessiva. In particolare, parliamo degli ormoni T3 (triiodotironina) e T4 (etiroxina). All’aumentare di tali valori, consegue poi la riduzione dell’ormone TSH (ormone tireotropo o tireostimolante), che infatti viene preso come valore di riferimento durante l’analisi del sangue, per effettuare la diagnosi di tiroide iperattiva.

I motivi che scatenano il disturbo possono essere diversi.

Generalmente (succede in circa 3 casi su 4) esso è scatenato dalla malattia di Graves-Basedow, causata dal legame degli autoanticorpi con le cellule tiroidee. Un legame che porta queste ultime a un’eccessiva stimolazione. Sono le donne tra i 20 e i 40 anni le più colpite da questa malattia autoimmune. Quando l’ipertiroidismo è causato dalla Graves-Basedow, i sintomi sono sin da subito molto evidenti:

Aumento del volume della tiroide (gozzo)

Aumento della frequenza cardiaca

Sudorazione in ecesso

Dimagrimento rapido (fino a 7 chilogrammi in un mese)

Tremori

Insonnia

Nervosismo

Profonda stanchezza

Sintomi oculari, come gli occhi in fuori

Successivamente, possono presentarsi ulteriori disturbi come diarrea, caduta dei capelli, alterazione del normale ciclo mestruale.

Un’altra causa piuttosto frequente di ipertiroidismo è l’adenoma di Plummer.

Si tratta di un nodulo benigno, che produce ormoni tiroidei in eccesso. I noduli iperattivi possono essere anche più d’uno: in questo caso si parla di gozzo multi-nodulare tossico. Questa forma è in genere conseguenza della carenza cronica di iodio alimentare.

Un’altra possibile causa può essere l’assunzione di determinati farmaci, che aumentano i livelli di iodio nell’organismo. È il caso per esempio dell’amiodarone, utilizzato per la regolarizzazione del battito cardiaco.

Altre cause scatenanti:

Eccesso di betaHCG (gonadotropina corionica) nel sangue: un fattore che potrebbe verificarsi in gravidanza

Tumore benigno dell’ipofisi

Infiammazione della tiroide (tiroidite)

Tumore della tiroide

Ipertiroidismo: cura

Quando si sospetta la presenza di ipertiroidismo è necessario consultare uno specialista, un endocrinologo. In ogni caso, non esiste una terapia che vada bene per tutti i casi. Bisogna infatti valutare l’età del paziente, la causa scatenante il disturbo, la sua gravità e le condizioni generali della persona.

In genere sono 3 le strade perseguite: trattamento farmacologico, terapia radio-metabolica e chirurgia.

Ipertiroidismo e alimentazione: occhio allo iodio

Una tiroide iperattiva può essere anche conseguenza di un’alimentazione scorretta. E, in alcuni casi, quello che mangiamo può contribuire al miglioramento o al peggioramento dell’ipertiroidismo.

In particolare, dobbiamo stare attenti alla quantità di iodio che ingeriamo giornalmente e alla possibile assunzione di questa sostanza attraverso fonti diverse dal cibo.

In linea di massima, è consigliabile non superare i 500-1000 microgrammi al giorno di iodio. Bisogna quindi fare attenzione ai cibi provenienti dal mare (pesce d’acqua salata, molluschi, alghe) e al sale. Ma anche latte e uova possono contenerne buone quantità. Per i prodotti della terra, molto dipende dal tipo di terreno in cui vengono coltivati: mediamente i valori più alti sono contenuti in frumento e cereali. Ecco il contenuto medio di iodio di alcuni alimenti (fonte: MyPersonalTrainer):

Pesce d’acqua salata 1220 μg/kg (microgrammi/chilogrammo)

Molluschi 798 μg/kg

Alghe marine essiccate 20-8000 mg/kg (milligrammi/chilogrammo)

Sale marino 1,4 mg/kg

Latte di mucca 50-200 μg/l

Uova 70-90 μg/kg

Frumento/cereali 47 μg/kg

Pesce d’acqua dolce 30 μg/kg

Carne 50 μg/kg

Legumi 30 μg/kg

Verdura 29 μg/kg

Frutta 18 μg/kg

Leggi anche: Alimenti che migliorano il funzionamento della tiroide

Ipertiroidismo: altri accorgimenti

Attenzione anche agli integratori. Alcuni, tra quelli vitaminici, possono contenere buone quantità di iodio. Esistono inoltre degli integratori a base di alghe marine, assolutamente sconsigliati in caso di ipertiroidismo.

Anche colluttori e dentifrici possono portare a un eccesso nell’assimilazione quotidiana di iodio. Così come alcuni farmaci (abbiamo parlato dell’amiodarone) o l’esposizione ai mezzi di contrasto utilizzati in radiologia.

Leggi anche: 5 prodotti presenti nelle case che interferiscono con la tiroide

Per quanto riguarda la perdita di peso, invece, che può essere conseguenza dell’iperattività della tiroide, non bisogna allarmarsi. Lo spiega Andrea Lania, docente di Endocrinologia:

«L’organismo si adegua automaticamente con un aumento dell’appetito e pertanto dell’apporto calorico. Non c’è pertanto l’indicazione a una dieta specifica. La terapia dell’ipertiroidismo tende a normalizzare la condizione del paziente, il peso viene recuperato e, in alcuni casi, può accadere che se ne recuperi anche più del necessario».

Lania consiglia inoltre di fare attenzione all’assunzione di specifici micronutrienti, quando si presenta il disturbo. In particolare calcio, vitamina D e sodio. Questo perché il disturbo alla tiroide può avere conseguenze anche sulle ossa, nel lungo periodo.

Per l’assunzione di tali sostanze, rimandiamo ad articoli specifici sul tema:

9 alimenti ricchi di calcio che non hanno niente a che fare col latte

I funghi, potenti integratori di vitamina D e non solo

Ipertiroidismo: è possibile ricorrere ad alcuni rimedi naturali?

Come abbiamo accennato, vista la gravità dei sintomi e delle possibili conseguenze, è sempre necessario rivolgersi a un medico specializzato quando pensiamo di essere affetti da ipertiroidismo. Ma è possibile alleviare qualcuno dei sintomi grazie a dei rimedi naturali? C’è chi ne propone 4, da assumere sempre dietro consiglio medico:

Melissa: i suoi flavonoidi possono aiutare a regolare una tiroide iperattiva. Sconsigliata in gravidanza e allattamento, in caso di ipotiroidismo e a chi soffre di glaucoma;

Valeriana: in caso il disturbo della tiroide porti a insonnia;

Ribes nero: ottimo per le sue proprietà anti-infiammatorie, è però sconsigliato per chi soffre di disturbi ai reni o ipertensione;

Tarassaco: bilancia la funzione epatica. Da non usare con altri farmaci, in gravidanza e allattamento.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.