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Il mare è come “una droga naturale”: 5 ragioni scientifiche per cui l’acqua ci rende più felici

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“L’esperienza più vicina ad assumere droghe senza assumere droghe”, così descrive l’esperienza del mare il travel blogger Seth Stevenson. Questa è solo una delle grandi quantità di citazioni, ricerche scientifiche, testimonianze e aneddoti raccolti da Wallace J. Nichols per realizzare un libro sui benefici del mare sulla nostra mente e sul nostro corpo. Un volume dal titolo quasi impronunciabile che, tradotto, suona più o meno così: “La mente blu: le sorprendenti scoperte scientifiche che mostrano come stare vicino, dentro, sopra o sotto l’acqua possono renderti più felice, più sano, più connesso e migliore in ciò che fai” (Blue Mind: The Surprising Science That Shows How BeingNear, In , On, Or Under Water Can MakeYouHappier, Healthier, More Connected, And Better At WhatYou Do).

Secondo il Washington Post, Blue Mind è volume affascinante, scritto in maniera scorrevole, ma che fonda le proprie basi sulla solidità della ricerca scientifica. Nichols esamina non solo mari e oceani, ma ricorda anche i benefici di laghi e fiumi, piscine e vasche da bagno; è riuscito a mettere insieme una gran quantità di materiale grazie soprattutto alla sua esperienza come biologo marino, ma anche grazie al contatto diretto con grandi distese d’acqua.

La mente blu a cui si riferisce il titolo indica i cambiamenti neurologici, psicologici ed emotivi di cui fa esperienza il nostro cervello quando ci troviamo vicino all’acqua. L’Huffington Post ha estrapolato dal libro 5 ragioni scientifiche per cui andare al mare (o stare comunque vicino all’acqua) ci rende più felici.

  1. L’acqua ci fa tornare alle origini

Il nostro cervello è composto per circa il 75% d’acqua, mentre le nostre ossa per il 31%. Globalmente, il nostro organismo è formato da H2O per circa il 60%, ma appena nasciamo la percentuale sale fino ai tre quarti.

Questi dati ci ricordano quanto profondamente siamo connessi all’acqua. Nichols aggiunge un ulteriore elemento: stare vicini a grandi distese liquide ci riporta alla nostra origine primitiva. “I nostri antenati – spiega l’autore – sono venuti fuori dall’acqua e hanno evoluto le proprie capacità dal nuoto, allo strisciare fino al camminare. I feti, nella prima fase del loro sviluppo, sono dotati di strutture simili a fessure branchiali”.


Senza contare che nelle nostre cellule e nella nostra scatola cranica ci sono dei fluidi molto simili all’acqua marina. Nichols parla di una vera e propria “connessione biologica” con le acque: quando siamo vicino all’oceano o al mare, quindi, abbiamo la sensazione di essere a casa, nel “posto giusto”.

  1. Relax “in foto”

Alcuni ricercatori coreani, hanno condotto uno studio sull’influenza delle immagini paesaggistiche sulla mente: orizzonti sconfinati, distese d’acqua e così via. Tramite risonanza magnetica, hanno scoperto che anche solo guardare fotografie naturaliste aiuta a calmarci a livello subconscio, oltre ad aiutare a sviluppare “un atteggiamento positivo, stabilità emotiva e il recupero di ricordi felici”. Le più adatte per rilassare la mente, sarebbero proprio le immagini di mare e oceani: se una semplice foto può apportare tali benefici, cosa succede quando siamo in spiaggia?

  1. Felicità acquatica

Nichols cita poi uno studio del 2011 condotto grazie a un’applicazione, chiamata Mappiness, che ha reso possibile mappare il grado di felicità e benessere di circa 22mila persone, a cui è stato chiesto di valutare e comunicare le proprie emozioni in diversi momenti della vita. Tenendo conto di più di un milione di risposte, la ricerca ha confermato che i partecipanti erano più felici del 5,2% quando si trovavano vicino a un corso d’acqua. Anche stare all’aria aperta contribuisce al nostro benessere psicologico, ma non allo stesso livello di un fiume o di una distesa marina.

  1. Il mare rende più giovane la mente

I paesaggi con grandi distese d’acqua, inoltre, aiutano a ricaricare la mente e l’attenzione. Nichols cita una ricerca pubblicata su Environmental Psychology, condotta su alcuni studenti universitari nel 1995. Ai due gruppi partecipanti, sono state assegnate delle stanze con paesaggi diversi: i primi potevano godersi laghi, prati e alberi, mentre i secondi affacciandosi non vedevano altro che palazzi, cemento e asfalto.

Inutile dire che il rendimento scolastico del primo gruppo è stato di gran lunga migliore. I partecipanti hanno anche mostrato maggiori capacità di attenzione funzionale.

  1. Blu relax

Il blu, secondo alcune ricerche, è il colore preferito al mondo. “E come poteva essere altrimenti?”, si chiede Nichols: il nostro è un pianeta che vede nel blu degli oceani e del cielo il suo colore principale. È inevitabile “che il nostro cervello sorrida di fronte a questo spettacolo”. D’altronde, i nostri lettori più attenti se lo ricorderanno: quando utilizzato per dipingere gli ambienti in cui viviamo, il blu ci aiuta a rilassarci e può avere un effetto calmante sulla nostra mente.

(Foto: Steve Jurvetson)