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Pagati per andare a lavoro in bici. Dopo la Francia, presto anche in Italia?

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Una prima fase sperimentale era già stata avviata, per sei mesi, lo scorso anno. A giugno 2014, infatti, l’allora ministro dei Trasporti francese Frédéric Cuvillier, aveva proposto di l’introduzione di un’indennità chilometrica  di 25 centesimi a km percorso, a tutti quei lavoratori che avessero deciso di andare a lavoro in bici.

Il test era stato realizzato su 8mila persone e aveva dato ottimi risultati: i tragitti casa-lavoro in bici erano aumentati di quasi il 50%.

Ora, la ministra dell’ecologia Ségolène Royal ha deciso di riconfermare ufficialmente l’iniziativa, con una vera e propria riforma.

Lo scorso anno, la media del tragitto percorso in bici da quanti hanno aderito all’iniziativa è stata di oltre 5 km.

Ipotizzando la copertura di un tragitto casa-lavoro di soli 5 km e calcolando andata e ritorno 5 volte a settimana, il guadagno mensile per un lavoratore salutista sarebbe di 50 euro al mese. Non male.

Il guadagno, stimano gli esperti, sarebbe in realtà superiore visto che si risparmia anche sulle spese di benzina e manutenzione dell’automobile.

Oltre al bonus mobilità, il governo potrebbe corredare il suo piano anti-smog di altre iniziative, come ad esempio aumentare le rastrelliere e le piste ciclabili in città o inasprire i provvedimenti contro gli automobilisti che non rispettano le corsie riservate alle due ruote.

Sembra, comunque, che il bonus sarà costituito da somme esentasse sia per i dipendenti che per i datori di lavoro.

Non sarà il governo a versare la quota: sarà compito delle aziende verificare e distribuire l’incentivo ai propri impiegati, in base agli accordi con lo Stato.

L’iniziativa è stata proposta a meno di due mesi dal vertice mondiale sul Clima, che riunirà a Parigi 196 paesi dal 30 novembre.




E in Italia?

Anche nel nostro Paese si inizia a parlare timidamente di incentivi per chi va a lavoro in bicicletta o a piedi.

Nel collegato ambientale alla legge di stabilità, approvato il 4 settembre dalla commissione ambiente della Camera, fra le altre disposizioni volte a “promuovere misure di green economy” appaiono per la prima volta i “buoni mobilità”.

L’onorevole  Alessandro Bratti, Pd, relatore del provvedimento, ha spiegato a Il Fatto Quotidiano che “il ‘buono’ potrebbe concretizzarsi con la possibilità di entrare alcuni minuti più tardi al lavoro per chi dimostra di andarci in bicicletta, per esempio, oppure con la possibilità di avere in comodato gratuito delle bici elettriche”, non escludendo la possibilità incentivi in denaro sul modello francese.

Il testo approvato dalla commissione ambiente prevede uno stanziamento complessivo di 35 milioni di euro nel 2015 per la “realizzazione del programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola, casa-lavoro”.

I soldi serviranno al “finanziamento di progetti degli enti locali con popolazione superiore ai 100.000 abitanti diretti a incentivare iniziative di mobilità sostenibile, incluse iniziative di car-pooling e bike-pooling“.

Nel frattempo, il web si è già mobilitato con una raccolta firme, per promuovere il modello francese anche in Italia. Trovate la petizione al link: https://www.change.org/p/comeinfrancia-il-governo-italiano-incentivi-l-uso-della-bicicletta-al-lavoro-matteorenzi-graziano-delrio?utm_source=action_alert&utm_medium=email&utm_campaign=406272&alert_id=kSLRxiMOpb_C75SHrm9F0Q4J6Jh7OZ/43D2lyv0cAKXFYw64i/2G4k

(Foto)