Home Sostenibilità Francia: lo spreco alimentare diventa reato. E in Italia?

Francia: lo spreco alimentare diventa reato. E in Italia?

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In Francia, presto, lo spreco alimentare diventerà reato. L’Assemblea nazionale ha approvato all’unanimità la proposta presentata dall’ex ministro dell’Alimentazione, Guillaume Garot: i supermercati non potranno più buttare via i prodotti ma dovranno donarli. Chi non si adeguerà alla legge sarà multato.

I supermercati con una superficie di almeno 400 metri quadrati avranno tempo fino al primo luglio 2016 per prendere accordi con le associazioni di beneficenza, a cui dovranno donare il cibo che non possono più vendere. In caso di inosservanza delle disposizioni, sarà prevista una multa di 400 euro. Decisamente meno rispetto ai 75mila euro e due anni di carcere previsti nella bozza iniziale.

Oltre che ai poveri e ai senzatetto, il cibo recuperato potrà essere adoperato per mangimi animali e per la produzione di compost destinato all’agricoltura.

Un’iniziativa interessante: la prima risposta istituzionale a un problema che riguarda tutti, Italia compresa.

Lo spreco del cibo, infatti, è l’aspetto più tangibile di mercato che non funziona come dovrebbe. Secondo la FAO, la quantità di cibo che finisce nella spazzatura supera il 35% della produzione totale, per un costo economico stimato in circa un trilione di dollari ogni anno. Cifre assurde se si considera che nel mondo circa 800 milioni di persone non possono nutrirsi adeguatamente.

Rendere più efficiente la catena produttiva e distributiva, trovare modi per distribuire il cibo vicino alla scadenza ed educare i consumatori a evitare gli sprechi potrebbero essere alcuni dei punti dai quali partire per ridurre un fenomeno che ha dell’assurdo.


Secondo quanto riporta Il Fatto Quotidiano, la legge, però, sembra non piacere alla Fcd, la principale federazione di commercianti e distributori francesi, ma “con la quale il governo francese spera di dimezzare gli sprechi alimentari entro il 2015, che adesso oscillano, stando alle statistiche di Planetescope, dalle 2 alle 6 tonnellate di cibo buttate nella spazzatura ogni anno, circa 38 chili al secondo“.

Come dicevamo, anche in Italia non siamo messi bene a livello di spreco alimentare. Secondo i dati della FAO, in Europa si sprecano in media 180 kg di cibo a testa all’anno, il 42% a livello domestico. Nella classifica degli Stati Membri, l’Italia si piazza a metà, con 149 kg di cibo pro-capite buttato nella spazzatura.

Un trend che, per fortuna, è comunque in diminuzione. Secondo Coldiretti, infatti, non solo nell’ultimo anno 6 famiglie su 10 hanno ridotto gli sprechi, ma alcuni supermercati hanno anche preso accordi con delle onlus, come il Banco Alimentare. Lodevoli anche alcune iniziative avviate da privati, come ad esempio il ristoratore di Quarrata, in provincia di Pistoia, che tutti i giorni, dalle 8 alle 9 del mattino, ha deciso di dedicare un’ora del suo tempo per dare il cibo rimasto agli indigenti.

Di sicuro, però, la risposta dei privati non può sostituire un provvedimento lanciato dalle Istituzioni, così come avvenuto in Francia. La situazione, infatti, per quanto leggermente migliorata, se si guarda alle grandi distribuzioni italiane, rimane comunque tragica e una legge simile a quella francese non farebbe male.

Come dichiara Chiara Gagnarli, deputata Cinque Stelle nella commissione agricoltura, al Fatto Quotidiano: “Una legge simile a quella francese sarebbe utile ma per ogni settore della filiera agroalimentare, dalla produzione alle mense fino ad arrivare alla distribuzione, bisogna trovare le iniziative migliori, sia pubbliche che private, finalizzate al recupero di alimenti rimasti invenduti e scartati per ridistribuirli gratuitamente alle categorie di cittadini meno abbienti. In Italia si potrebbe partire dal recupero del pane, che è tra i prodotti che vengono maggiormente sprecati. Una volta individuati gli strumenti, poi ci piacerebbe che l’impegno preso fosse mantenuto”.

Lo spreco alimentare non è solo un paradosso e non riguarda solo gli alimenti, ma è un vero e proprio problema ambientale. Qualche anno fa il WWF ha pubblicato un rapporto in cui si evidenziava come per produrre tutto il cibo che sprechiamo, ogni anno in Italia buttiamo nel cestino fino a 1.226 milioni di metri cubi di acqua, 24,5 milioni di tonnellate di CO2e e il 36% dell’azoto da fertilizzanti, utilizzati inutilmente con tutti gli impatti e i costi ambientali che ne conseguono.

(Foto: flanderstoday.eu)

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