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Caccia: una proposta di legge per dire basta!

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I Radicali Italiani presentano una proposta di legge per regolamentare la caccia e riallineare la normativa nazionale al diritto comunitario. Ecco cosa prevede.

Presentata dai Radicali Italiani, la proposta di legge per apportare modifiche alla caccia. Tra i punti più importanti, l’introduzione di controlli sul tasso alcolemico dei cacciatori, il divieto di ingresso nelle proprietà private, la messa al bando delle munizioni al piombo, il divieto di caccia con la nebbia e nelle aree protette di interesse comunitarie e il raddoppio delle distanze minime di sicurezza da case e strade.

La proposta ha due principali obiettivi: riallineare la normativa nazionale al diritto comunitario e proteggere l’ambiente, la fauna e i cittadini.

La messa al bando delle munizioni al piombo, ad esempio, è una richiesta da non sottovalutare, soprattutto alla luce di alcuni particolari, evidenziati da un servizio delle Iene, che confermerebbero la pericolosità dell’uso di queste cartucce, in merito all’inquinamento dei terreni.

Occorre mettere al bando definitivamente l’uso del piombo, lo abbiamo tolto dai carburanti, ma possiamo disseminarne i campi, il piombo è un metallo altamente inquinante. Ogni anno ne vengono lasciate 22 tonnellate”, ha dichiarato Walter Rizzetto, firmatario della proposta.

L’esigenza di una riforma in merito alle norme che disciplinano la caccia è evidenziata dal tesoriere dei Radicali Italiani, Valerio Federico: “La caccia con le sue cento vittime annuali tra morti e feriti, è regolata da una legislazione vecchia e inadeguata, che necessita ormai di una riforma complessiva. A venticinque anni dallo storico referendum, c’è bisogno di una nuova mobilitazione politica e sociale”.

Mettere dei paletti diventa ancora più necessario, anche in vista della possibile deregolamentazione delle strutture per l’appostamento fisso dei cacciatori inserita nel Collegato Ambientale alla Legge di Stabilità.




In Italia si può sparare con la nebbia e ubriachi, perché la legge attuale non prevede controlli del tasso alcolico dei cacciatori – prosegue Federico – Proponiamo controlli a campione, il divieto di caccia in caso di nebbia e che il controllo sulla caccia non spetti ai cacciatori stessi con l’evidente conflitto di interessi. Abbiamo prodotto una normativa ancora più avanzata rispetto a quella in vigore”.

Secondo i firmatari, infatti, tra i reati più frequenti commessi da pratica l’attività venatoria, ci sarebbero l’abbattimento di fauna protetta, l’utilizzo di mezzi vietati (come i richiami vivi), il mancato rispetto della distanza prevista dalla legge per cacciare vicino ad abitazioni.

Un’attività pericolosa che deve essere regolamentata in maniera più seria. Ne è convita la cofirmataria della proposta Gessica Rostellato che ha evidenziato come nel 2015, “dall’inizio della stagione venatoria di quest’anno abbiamo avuto 10 morti e 44 feriti, di cui 12 non sono neanche cacciatori, tra cui una minorenne di Treviso che andava in bicicletta. Gli agriturismi che si trovano a ospitare clienti e nelle zone dove avvengano attività ricreative c’è il rischio che vengano feriti. Occorre quindi anche aumentare l’area di rispetto portandola a 500 metri”.

(Foto: m01229)