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Allarme inquinamento luminoso

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Ricordo come era emozionante nelle calde notti d’estate scorgere tanti piccoli puntini luminosi che danzavano nei fossi, nei campi e le scorgevi fra i fili d’erba. Anni… sono passati ormai anni da quando non sono riuscita più a vedere una lucciola e tutto questo dipende dall’inquinamento dell’aria e dall’inquinamento luminoso. Per inquinamento luminoso intendiamo un’illuminazione eccessiva dell’ambiente notturno e la dispersione di luce artificiale in aree dove non risulta funzionale, in particolare verso il cielo. Effettuando alcune ricerche sono rimasta tristemente meravigliata dai tantissimi effetti che comporta l’inquinamento luminoso, nell’uomo altera i cicli vitali ,  è legato a disturbi del sonno, processi neurodegenerativi , sembra favorire cancro al seno, alla prostata, alla retina; anche negli animali e nelle piante gli effetti sono molteplici, vedi per esempio come per le lucciole che sfruttano i loro segnali luminosi per incontrarsi e procreare mal’eccessiva illuminazione li rende invisibili ai loro simili. Molti animali (farfalle, uccelli) usano la Luna e le stelle per compiere le loro migrazioni, deviati dalle luci cittadine muoiono miseramente. Altri sono semplicemente attratti dal bagliore delle luci (falene, insetti, tartarughe marine, organismi acquatici) cadendo facilmente preda di altri animali o morendo esausti ai piedi di un lampione. Oltre a queste problematiche abbiamo anche un incisione negativa sulla sicurezza stradale  e contribuisce anche allo spreco di denaro pubblico. E poi vediamo anche noi quanto è raro ormai gioire nel vedere un cielo stellato, non riusciamo più a distinguere le stelle, a occhio nudo ormai non è possibile. Un patrimonio che ci è stato regalato e noi come spesso accade in quest’epoca, non tuteliamo.

In questi giorni è stato approfondita anche l’esito della ricerca che evidenzia come l’inquinamento luminoso crei problemi al nostro ritmo biologico, i meccanismi che regolano la funzionalità delle cellule funzionano male e le cellule del cervello si predispongono per la neurodegenerazione, questa ricerca è stata effettuata dall’Università dell’Oregon. Questi processi neurodegenerativi, portano alla perdita della funzionalità motoria e, in alcuni casi, alla morte precoce. Per capire cosa succeda effettivamente a livello cerebrale, sono stati fatti esperimenti sulle mosche della frutta, i cui meccanismi di regolazione dell’orologio biologico sono molto simili a quelli umani. Alle mosche sono state indotte due differenti mutazioni: una è andata a interferire con il ritmo circadiano, cioè il meccanismo genetico che regola il funzionamento del corpo umano in base ai periodi di buio e di luce; l’altra, invece, ha indotto le stesse patologie cerebrali che avvengono semplicemente con l’invecchiamento. Ebbene, nelle mosche sottoposte alla prima mutazione è stata riscontrata una riduzione del tempo di vita medio del 32-50%, con una perdita di gran parte delle funzioni motorie e un rapido sviluppo di “buchi” cerebrali.

Alcuni spunti per delle soluzioni che limitano l’inquinamento luminoso mi arrivano da degli scritti dell’Associazione Astrofili Trentine, consigliano innanzi tutto di usare lampade che illuminano la terra e non il cielo. Anche se ciò può sembrare banale ed evidente, risulta da più indagini che oltre il 30 % dell’energia luminosa viene diretta inutilmente verso l’alto e quindi sprecata. Una possibile soluzione a questo inconveniente sarebbe quella di utilizzare delle lampade direzionali con opportune schermature per l’illuminazione stradale (responsabile di gran parte dell’inquinamento), il cui costo sarebbe del tutto analogo a quelle comunemente usate. La spesa di sostituzione verrebbe largamente colmata in pochi mesi dal risparmio energetico conseguente. In questa maniera la potenza usata per illuminare un regione di suolo ben definita e ristretta potrebbe essere notevolmente ridotta così da azzerare o quasi l’illuminazione del cielo. Il risparmio in questo senso sarebbe notevole: l’Italia avrebbe una riduzionie di spesa di quasi 250 miliardi all’anno in energia elettrica.

Nel mondo le iniziative in tal senso sono numerose, anche se spesso sono rivolte a piccole realtà, piuttosto che interessare grandi aree urbane. A Tucson città di 600000 abitanti in Arizona, una sapiente illuminazione permette di apprezzare la Via Lattea in pieno centro cittadino, così come a Londra si può contare su un cielo molto scuro già a 30 chilometri dalla città.  Inverosimile invece la situazione a New York e in altre metropoli , dove è uno spettacolo raro poter ammirare la Luna!

Nel nostro piccolo uno sforzo lo possiamo fare anche noi, limitando alcune illuminazioni che non risultano strettamente necessarie, chi ha la fortuna di avere un giardino per esempio potrebbe cercare di mettere luci magari meno luminose.

 

 

Agnese Tondelli

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