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Smog uccide più di alcol e droga: oltre 5 milioni di vittime l’anno

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Smog tra le 4 maggiori cause di mortalità al mondo. L’allarme lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Sono oltre 5,5 milioni le persone che, ogni anno, muoiono prematuramente a causa dell’aria inquinata dallo smog.

A ribadirlo è proprio l’Organizzazione mondiale della sanità che ha reso noti nei giorni scorsi i numeri di uno studio del Global burden of disease project, il progetto dell’Oms che studia i fattori all’origine delle malattie.

Un problema più grosso di quanto si potrebbe immaginare e che colpisce i Paesi industrializzati, ma ancora di più quelli in cui l’economia ha iniziato a crescere solo da poco e in cui non sono ancora presenti misure forti a tutela della salute pubblica, come la Cina e l’India.

Così, le morti per inquinamento si piazzano al quarto posto tra le maggiori cause di decesso, precedute da pressione alta, fumo e rischi legati all’alimentazione. Nella lista nera, subito dopo i decessi causati dallo smog seguono le morti dovute ad alcol, droga e malattie a trasmissione sessuale.

Nonostante la pericolosità dello smog sia ormai ampiamente riconosciuta, tutto il mondo fatica a stare al di sotto del limite di 25 microgrammi per metro cubo fissato dall’organizzazione. L’85% della popolazione mondiale vive infatti in aree che superano questa soglia, soprattutto in Asia. E i danni alla salute costano all’Europa quasi 1.500 miliardi di euro l’anno.

La situazione non è rosea nemmeno qui in Italia. Negli ultimi mesi, infatti, abbiamo assistito a un aumento dei valori di Pm10 e Pm2,5 nell’aria dovuti a un inverno particolarmente secco. Sono però i Paesi asiatici a subire maggiormente gli effetti dell’inquinamento.

Nel 2013, l’inquinamento ha causato in India 1,4 milioni di morti premature, soprattutto tra la fascia di popolazione più povera, che utilizza la legna per cucinare e riscaldarsi. In Cina, i decessi sono stati 1,6 milioni. Di questi, 366mila sono collegati all’uso diffuso del carbone per l’energia. Entrambi i Paesi rappresentano il 55% dei decessi nel mondo.




Ma anche se i livelli di smog nell’aria dovessero rimanere costanti, senza alzarsi, il problema non potrebbe essere risolto, avverte l’Oms.

I decessi, infatti sono destinati a peggiorare a causa dell’invecchiamento progressivo della popolazione: le persone più anziane sono infatti quelle più vulnerabili a problemi cardiovascolari, tumori e tutte le altre patologie correlate allo smog.

In Cina, riporta l’Ansa, anche qualora i provvedimenti fossero realizzati, le polveri sottili uccideranno tra 990mila e 1,3 milioni di persone nel 2030.

Ma non sono solo gli anziani a rischiare maggiormente a causa dello smog.

Secondo uno recente studio della Boston University, infatti, vivere vicino a strade trafficate aumenta il rischio di infertilità dell’11%, e addirittura del 21% in caso di seconda gravidanza.

L’esposizione in gravidanza poi riduce il peso alla nascita dei bebè, mentre nei bambini aumentano allergie, asma e altri problemi respiratori.

(Foto: Isengardt)

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