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Soluzioni ecologiche: ecco tre prodotti innovativi provenienti da scarti e materiali di riciclo

Sono davvero innumerevoli  le soluzioni ecologiche volte a ridurre l’impatto ambientale dei materiali che utilizziamo nel quotidiano.

Ecco tre soluzioni ecosostenibili provenienti da scarti e materiali di riciclo:

Bio plant: i piatti compostabili ricavati dalle foglie di banano

Dalle foglie di banano  nascono i piatti compostabili Bio Plant. Sono un’ottima soluzione ecologica contro l’inquinamento ambientale. Sembrerà strano ma è proprio così.

Con l’obiettivo di contribuire a ridurre l’inquinamento ambientale, causato dall’eccessivo uso della plastica, un gruppo di giovani imprenditori peruviani, con a capo Josuè Soto, grazie ad un finanziamento ottenuto tramite il Bio Challenge, è riuscito a progettare macchinari (un pressore, uno spedizioniere e un fustellatore) specializzati nella produzione di 50.000 piatti al mese.

Dal design rettangolare, i piatti compostabili all’insegna della sostenibilità ambientale in questione misurano 22 cm x 16 cm x 3 cm e non contengono sirene, un derivato de petrolio, cancerogeno,  contenuto in altri tipi di contenitori e stoviglie.

A differenza dei contenitori in plastica, che si decompongono  in un tempo superiore a 500 anni,  i piatti Bio Plant, davvero innovativi, si degradano naturalmente in massimo 60 giorni.

Realizzati oltre che  con foglie di banano,  con carta e cartone, sono monouso, resistenti a varie temperature, liquidi e a qualsiasi tipo di alimento.

ECO STOVIGLIE: Dalle foglie di banano nascono i piatti Bio Plant

Green Paints: soluzione ecologica che ha permesso di produrre vernici dagli scarti di mais, cacao e agrumi

Un progetto totalmente made in Italy è quello delle Green Paints, vernici ecologiche ottenute dagli scarti di mais, cacao e agrumi.   Ottima soluzione ecologica, è frutto dell’ingegno del gruppo Boero, leader nell’industria  delle vernici,  per edilizia e yachting, in collaborazione con il team di ricerca Smart Materials dell’Istituto Italiano di Tecnologia.

La creazione di una catena di produzione a livello di laboratorio

A livello di laboratorio è stata creata una vera e propria catena di produzione, finalizzata a ottenere microparticelle di bioplastica derivate da amido di mais e scarti di arance e cacao.

Le microparticelle di bioplastica da amido di mais, bianche, sono testate come alternativa alle tradizionali pitture  base bianco-neutre, mentre qquelle provenienti  da arance e cacao danno vita a pitture colorate, gialle e marroni.

Con il modello ipotizzato  da questo progetto di ricerca, l’utilizzo degli scarti alimentari di origine vegetale, che oggi rappresenta un rifiuto ad alto costo di smaltimento,  rappresenta una fonte innovativa nel processo produttivo, con importanti ricadute in chiave  sociale,  ambientale ed economica, oltre che di miglioramento del ciclo vitale del prodotto.

Le microparticelle di bioplastica da amido di mais, bianche, sono testate come alternativa alle tradizionali pitture  base bianco-neutre .

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Legno trasparente trattieni calore: una soluzione ecologica e biodegradabile

Tra le soluzioni ecologiche, ideato dai ricercatori del Royal Institute of Technology di Stoccolma, Svezia, guidati da Lars Berglund,  troviamo il legno trasparente trattieni calore.

Partendo dal legno di balsa,  il team ha eliminato la lignina, modificando la struttura nanoscopica, con l’aggiunta di materiale acrilico per ridurre la dispersione di luce.

I ricercatori hanno aggiunto, inoltre, il glicole polietilenico (PEG), una sostanza ecofriendly e biodegradabile, incapsulandola nel legno.

Durante una giornata di sole, quindi, il materiale assorbe il calore prima di raggiungere gli ambienti interni e gli spazi indoors saranno più freschi degli esterni. Al contrario, di notte, il PEG  diventa solido, rilasciando internamente calore in modo da mantenere una temperatura costante nella casa.

Perchè viene impiegato il PEG

Il PEG è un materiale a cambiamento di fase che si scioglie intorno ai 26 gradi  centigradi.

La  sua capacità di immagazzinare calore è il motivo per cui, insieme all’affinità del composto per il legno, i ricercatori hanno scelto proprio il glicole polietilenico per potenziare le proprietà del loro prodotto.

Parliamo di un prodotto ecofriendly, facilmente smaltibile. L’unica pecca? La parte non biodegradabile, la matrice acrilica, forse ben presto sostituita da un polimero di derivazione biologica.

Il legno trasparente trattieni calore può essere impiegato per finestre, pannelli solari, per migliorare l’impatto energetico degli edifici e per ottimizzare i consumi energetici. Queste sono solo alcune delle innumerevoli soluzioni ecologiche adottate per salvaguardare il pianeta.

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