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Gli Usa puntano alla sostenibilità con la bioplastica made in Italy

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La bioplastica made in Italy si fa spazio negli USA, per sostituire gli inquinanti prodotti usa e getta in polistirolo. 

Ogni tanto capita di dare anche buone notizie: il sindaco di New York City Bill de Blasio ha annunciato che a partire da luglio saranno proibiti in città tutti i prodotti usa e getta in polistirolo. Di conseguenza, le catene di ristoranti e fast food non potranno più servire alimenti e bevande in vassoi, contenitori, piatti e bicchieri fabbricati con questo materiale.

Un piano ambizioso, che ha l’obiettivo di eliminare dalle strade la bellezza di 30mila tonnellate di polistirolo espanso, stando a quanto dichiara lo stesso sindaco.

La bioplastica made in Italy si fa largo negli USA

L’iniziativa di de Blasio è solo un tassello di una serie di provvedimenti che stanno interessando una vasta porzione degli Stati Uniti nell’ultimo periodo. Ma non è tutto. Il giornalista e scrittore Antonio Galdo, nel suo blog “Non sprecare”, ha annunciato che gli Stati Uniti d’America stanno sostituendo plastiche e polistirolo nocivi con la bioplastica made in Italy.

Il successo del made in Italy in questo settore non deve stupire: l’Italia, pur con qualche difficoltà, è sempre stata all’avanguardia sia dal punto di vista legislativo che dell’innovazione. La nostra è stata una delle prime nazioni a bandire i sacchetti di plastica per la spesa e a imporne la sostituzione con materiali riciclabili o completamente biodegradabili.

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Le aziende italiane leader della bioplastica

Alcune aziende italiane, inoltre, sono in prima linea in questo settore per ricerca e innovazione.

Bio-On, ad esempio, è l’azienda produttrice di Minerv-PHATM, il primo biopolimero ad alte prestazioni ottenuto da co-prodotti o scarti dello zucchero. L’azienda, che si appresta a inaugurare diversi stabilimenti produttivi in tutto il mondo, ha recentemente annunciato il suo ingresso in borsa ed è stata premiata come PMI biotech più innovativa d’Europa.

Tra le eccellenze italiane ricordiamo anche Novamont, che nel 2012 ha rifornito le Olimpiadi di piatti e bicchieri biodegradabili in Mater Bi, bioplastica innovativa. L’azienda novarese sarà impegnata anche nella fornitura di stoviglie per l’Expo di Milano.

La bioplastica, un settore in espansione

D’altronde, anche se rappresenta ancora un mercato di nicchia, quello delle bioplastiche è un settore in forte crescita. Nel 2011, era di “appena” 2,3 miliardi di dollari il mercato collegato a questo tipo di materiali: numeri che impallidiscono in confronto ai 780 miliardi del mercato delle plastiche tradizionali. Ma già nel 2018, si prevede che la bioplastica arriverà a valere quasi 8 miliardi, con un tasso di crescita annuale del 19,5%. Niente male in un periodo in cui l’economia lotta per uscire da una lunga crisi. Come ci ricorda ancora Antonio Galdo, infine, “ogni 1000 tonnellate di bioplastiche prodotte si crea lavoro per 60 persone”.

Per chi volesse maggiori informazioni sull’argomento, è in vista l’ottavo Simposio Europeo sui Biopolimeri che si terrà a Roma, questo settembre.

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(Foto: down2earthmaterials.ie)

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