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Emissioni odorigene industriali, l’Arpa Puglia: “La Commissione Ambiente vuole abolire i controlli”

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Arpa Puglia contro la commissione Ambiente della Regione: materia del contendere, la modifica dell’attuale normativa in merito all’emissione di sostanze odorigene e cioè i cattivi odori emessi durante la produzione industriale.

Giorgio Assennato, direttore generale dell’Arpa pugliese, sostiene che la commissione “ha inopinatamente approvato un progetto di legge che prevede la sospensione degli articoli 1 e 1 bis della legge regionale 7/99 (successivamente modificata nel 2007) che regolamenta le emissioni di tutte le aziende, dalle raffinerie a quelle che si occupano del trattamento dei rifiuti“.

In pratica, come spiega Il Sole 24 Ore, ” la commissione della Regione ha approvato un progetto legislativo che, qualora confermato anche dal Consiglio regionale della Puglia, non renderebbe più possibili i rilievi tecnici dell’Arpa ogni qualvolta si verificano le cosiddette emissioni odorigene, soprattutto gas e idrocarburi. Si tratta di un fenomeno molto presente a Taranto, dovuto, il più delle volte, all’attività della raffineria dell’Eni”. 

emissioni odorigene

Con la sua ultima seduta, la V Commissione del Consiglio Regionale non avrebbe tenuto conto della proposta e avrebbe di fatto annullato del tutto le norme previste dalla legge 7/99. Una grave mancanza che, secondo Assennato, “delegittima ogni azione volta al controllo di tali emissioni, malgrado l’enorme domanda della popolazione esposta a tali fenomeni. Se il Consiglio regionale approvasse tale improvvido disegno di legge, ciò costituirebbe un atto in completa controtendenza rispetto alla produzione normativa regionale degli ultimi anni. Chi andrà a informare i cittadini di Taranto che in base alla cancellazione della legge regionale 7/99 viene meno l’unico riferimento normativo in base al quale l’attività di monitoraggio delle sostanze odorigene svolte da Arpa poteva condurre a concreti interventi di mitigazione?“.

Si tratta di una questione non di poco conto: quella delle emissioni odorigene può diventare un problema di rilievo, specie se a ridosso di centri abitati. Come ricorda l’Arpa Emilia Romagna, “la presenza di odori sconosciuti, specie se fastidiosi, o di odori sgradevoli in genere produce spesso reazioni di tipo fisico. Si possono manifestare alterazioni dell’equilibrio psicofisico della persona, producendo uno stato di malessere tale da condizionarne il comportamento o da generare reazioni riflesse a livello gastrico, salivare, cutaneo,nausee, mal di testa, ecc..“. Insomma, il cattivo odore non è solo un fastidio: può generare importanti squilibri psicofisici.

L’appello del dirigente pugliese è stato accolto e rilanciato anche dalle associazioni ambientaliste pugliesi. Alessandro Marescotti, presidente di Peacelink Taranto, attacca: “Se una comunità viene avvolta da una puzza soffocante, nel caso passasse la manovra, i cittadini dovranno solo turarsi il naso o andare al pronto soccorso. Un provvedimento che arriva “proprio ora che montavano le proteste a Taranto per i fortissimi odori provenienti probabilmente dalle attività della raffineria”. E aggiunge che, quella vigente,“è l’unica norma regionale che può portare sotto processo le industrie che ammorbano l’aria con le loro emissioni olfattive intollerabili“.


Anche Legambiente appoggia la battaglia di Assennato e per bocca del presidente regionale, Francesco Tarantini, sostiene “l’appello lanciato dal direttore generale dell’Arpa affinché il Consiglio Regionale pugliese non recepisca la sospensione degli artt. 1 e 1 bis della L.r. 7/99, ma approvi invece l’articolato messo a punto dal Tavolo Tecnico Assessorato Ambiente – Arpa». È necessario, secondo Tarantini, assicurare «la continuità del sistema di controlli, necessario per tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini».

Nichi Vendola, presidente della Regione, ha risposto all’appello condividendo la preoccupazione di Assennato e spiegando che la scelta della Commissione Ambiente è stata “frutto di una non accurata valutazione delle conseguenze e suscettibile anche di essere strumentalizzata politicamente ed elettoralmente“.

La battaglia dell’Arpa e delle associazioni ambientaliste è particolarmente importante se si tiene conto del contesto nazionale. Non esiste, infatti, una normativa precisa e univoca dal punto di vista delle emissioni odorigene, sebbene alcune regioni abbiano deciso di normare la materia autonomamente. Meno di un anno fa, il Tar del Veneto aveva emesso un’importante sentenza, che assimilava le emissioni odorigene all’interno delle definizioni di inquinamento atmosferico e di emissioni atmosfera: un punto di partenza essenziale per chi, come cittadini e associazioni, sono preoccupati dai danni prodotti da tali emissioni.

(Foto in evidenza: cdn.phys.org; foto interna: images.fineartamerica)

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