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Taranto e Ilva : 600 bambini nati malformati. Continua la strage degli innocenti con i genitori che restano inascoltati

Taranto e Ilva: la strage degli innocenti continua, sempre più i bambini le vittime di una società e di uno stato cieco alle richieste di allarme di cittadini e genitori.

Taranto e Ilva: 600 bambini nati malformati e nessuno ne parla

L’Istituto Superiore di Sanità su Taranto ha avviato negli anni un indagine epidemiologica “Sentieri”, aggiornata che analizza fino al 2018, dove emergono che tra il 2002 e il 2015 a Taranto sono nati 600 bambini malformati.

La denuncia parte dal coordinatore nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, che riprende la notizia che era stata lanciata da Alessandro Marescotti sul sito peacelink.it.

L’indagine epidemiologica non è stata presentata al mese di maggio come si era paventato, per via delle elezioni europee, il tutto è stato rimandato a luglio, nonostante a Taranto i morti legati all’inquinamento siano aumentati.

Perchè è stata rinviata la presentazione dell’indagine epidemiologica, il dato di 600 bambini nati malformati non è preoccupante?

“Se ci trovassimo in un altro paese europeo questo sarebbe uno scandalo che porterebbe alle dimissioni di membri del governo e non solo. Ripeto ancora la domanda: perché 600 bambini nati malformati non fanno notizia e il governo si trincera dietro un’indecente silenzio?”

Queste sono le accuse di Bonelli a cui replica Corrado Clini, Ministro dell’Ambiente dall’2011 al 2013, in merito al periodo in cui lui era in carica: “Bonelli ha le idee confuse. Non solo non ho nascosto i dati relativi all’indagine epidemiologica ‘Sentieri’, ma li ho presentati e discussi pubblicamente insieme con l’allora Ministro della Sanità Renato Balduzzi e con l’Istituto Superiore di Sanità”

“Voglio ancora ricordare che a seguito del ‘Protocollo di Intesa per interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto’, del 26 luglio 2012, che ho sottoscritto con la Regione Puglia e gli Enti Locali, erano stati messi a disposizione 336 milioni destinati ad interventi pubblici per il risanamento del territorio con priorità al Mar Piccolo e al quartiere Tamburi. Sarebbe utile conoscere, 7 anni dopo, lo stato di attuazione delle misure previste dal Protocollo, considerato che gli interventi dovevano essere completati entro agosto 2017”.
 
Ci si rimbalza la palla l’un l’altro ma ad ora, nemmeno il governo attuale ha preso in mano la situazione di emergenza

Taranto e Ilva: livelli di inquinamento

L’Ilva è la più grande fabbrica siderurgica d’Europa, sequestrata la prima volta nel 26 luglio del 2012 dai giudici della città pugliese «perché produce eventi di malattia e di morte, anche nei bambini».

Da allora, l’industria è stata al centro di una partita complicata, che ha investito diversi livelli della scena politica e coinvolto organizzazioni e ordini professionali, enti economici e forze sindacali nazionali.

Il ministro Luigi Di Maio ha detto nel settembre scorso che il salvataggio dell’Ilva era un ottimo risultato per la nostra economia e che nello stabilimento siderurgico di Taranto sono state installate tecnologie che riducono del 20% le emissioni nocive.

Queste dichiarazioni sono smentite dalle centraline Arpa installate nella cokeria che registrano valori in aumento per le emissioni diffuse in ambiente», ha sottolineato il presidente di Peacelink Alessandro Marescotti.

Aumento della mortalità in età pediatrica

I dati sono allarmanti, nella fascia d’età pediatrica si osserva un eccesso di mortalità per tutte le cause, e di ospedalizzazione per le malattie respiratorie acute. Inoltre, per tutti i tumori si osserva un eccesso di incidenza.

La pediatra e presidente della commissione Ambiente dell’ordine dei Medici di Taranto, Annamaria Moschetti, dice a Osservatorio Diritti:

«Questa situazione rappresenta plasticamente il fallimento della politica industriale del nostro Paese, e, ancora oggi, l’ultimo decreto del presidente del Consiglio non offre garanzie sufficienti per la tutela della vita della popolazione e degli operai, così come su tutta la questione Ilva non esiste una riflessione eticamente fondata da parte dello Stato».

Prosegue la dottoressa: «Uno dei dati più drammaticamente rilevanti nella perizia epidemiologica contenuta negli atti che sono alla base del processo Ambiente Venduto è l’eccesso di tumori tra gli operai, senza contare quelli morti sul lavoro, dalla fondazione della fabbrica ad oggi».

In particolare, la perizia ha rilevato tra gli operai Ilva eccessi di tumore dello stomaco del 107%, e aumenti consistenti delle malattie cardiache e neurologiche, di oltre il 50 per cento. Non solo. Tra gli impiegati sono stati documentati eccessi di mortalità per tumori all’encefalo del 150 per cento.

Ma possiamo ancora essere ciechi di fronte a tutto ciò? di fronte a questa strage silenziosa che si consuma sotto i nostri occhi? di fronte a uno stato dove il bene del cittadino e la sua salute passano sempre in secondo piano?

Purtroppo, nonostante le numerose proteste, la situazione a Taranto sembra tutt’altro che risolta, nonostante l’ingresso e le promesse di ArcelorMittal. Secondo le analisi di Peacelink e i dati delle centraline dell’Arpa Puglia, rispetto allo stesso periodo del 2018, a gennaio e febbraio c’è stato addirittura un aumento delle emissioni, sopratutto degli idrocarburi policiclici aromatici (Ipa) che hanno subito un impennata del 195%. Fa paura anche la concentrazione di benzene salita del 160%.

Altre tristi realtà come Taranto

Gli impegni presi dall’azienda per risanare le problematiche ambientali prevedono una scadenza entro il 2023, dove ci sarà un investimento di più di un miliardo di euro e che renderà lo stabilimento di Taranto il migliore stabilimento d’Europa in termini di tecnologie utilizzate e progetti realizzati, ma nel frattempo la gente continua a morire e soprattutto i bambini. Nel frattempo le falde, l’aria, il cibo è tutto inquinato. Un’altra Terra dei Fuochi che semina morte e distruzione, come lo è Terni in Umbria con le sue acciaierie e i suoi inceneritori,  tanto che ha raggiunto un triste primato di 27 morti l’anno in più rispetto alla media nazionale.

strage degli innocenti, Taranto e Ilva, terra dei fuochi


Gino Favola

Laureato in Scienze Politiche, da sempre sono stato appassionato dai temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità. Da sempre convinto che l'economia debba essere ricondotta sotto le leggi della società civile, mi sono interessato a letture come quelle di Tiziano Terzani, Simone Perotti, Michael Pollan. Mi occupo nello specifico della sezione " ecoreati" per dare uno strumento in più, una sentinella attiva nel territorio, che da voce a tutte le segnalazioni dei nostri lettori che condividono con noi la sensibilità per la difesa dell'ambiente e della natura.

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