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Pesticidi nel piatto: oltre 1.170 tonnellate usate negli ultimi 2 anni in India

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A Kerala, uno stato dell’India Meridionale, gli ortaggi sono serviti con contorni di veleno. Secondo le cifre del Dipartimento d’Agricoltura, l’utilizzo di pesticidi chimici ha raggiunto l’apice.

I dati forniti, infatti, rivelano che l’utilizzo dei composti è salito a 1.173,62 tonnellate nel biennio 2013-14, contro le 694,91 tonnellate registrate nel 2012-13. Numeri che stonano con l’obiettivo dichiarato dallo Stato di passare completamente all’agricoltura biologica entro il 2016.

Sembra, inoltre, che circa il 75 per cento dei pesticidi in uso nello Stato appartenga a una particolare categoria, definita “gialla” che indicherebbe un utilizzo di ingredienti tossici maggiore di quello generalmente ammesso.

I pesticidi che rientrano all’interno della categoria “rossa” sono vietati dallo Stato, anche se secondo alcuni questi prodotti sarebbero ugualmente disponibili.


Tra i pesticidi, i diserbanti chimici sono stati usati in grandi quantità nel corso degli ultimi tre anni.

Come ha affermato un funzionario del Dipartimento di Agricoltura, “la carenza e l’elevato costo del lavoro stanno costringendo i contadini e perfino i capifamiglia a ricorrere all’uso di diserbanti chimici”.

Nello specifico, l’uso di questi prodotti è lievitato da 27,26 tonnellate nel 2011-12 a 140,36 tonnellate nel 2013-14.

L’aumento dell’incidenza di malattie mortali collegate ai residui di antiparassitari e il crescente utilizzo di questi prodotti nelle colture sta portando lo Stato della Kerala ad affrontare un rischio troppo grande.

Secondo il direttore del Kerala Agricultural University, tuttavia, l’uso di pesticidi chimici nelle colture alimentari dello Stato sarebbe sceso drasticamente. Secondo lui, anzi, i metodi eco-compatibili sono sempre più adoperati per produrre cibo.


Come spiegare allora il picco nell’acquisto e consumo di pesticidi, anche pericolosi per la salute?

L’aumento dei dati, secondo il direttore del Kerala Agricultural University troverebbe risposta nel crescente uso di tali sostanze chimiche nelle colture non alimentari.

Affermazioni che, però, stonano con le dichiarazioni provenienti da altre fonti del Dipartimento dell’Agricoltura che mostrerebbero come a causa dei costi troppo elevati dei nuovi pesticidi, gli agricoltori tendano a usare prodotti meno cari, come lambdacialotrina, chinalfos, cipermetrina, fenvalarate e glifosato, quest’ultimo una nostra vecchia conoscenza.

I dati diffusi in una recente riunione, condotta tra i funzionari di vari dipartimenti e durante la quale si è discusso del problema dei residui di antiparassitari nei vegetali, hanno dimostrato che il Kerala ha consumato 65 tonnellate di insetticida clorpirifos tra il 2011-12 e il 2013-14. L’uso di chinalfos, un altro insetticida, durante lo stesso periodo era di 59 tonnellate.

(Foto: img.medscape.com)

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