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L’alimentazione vegana può essere seguita in gravidanza?

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Alimentazione vegana in gravidanza: sì o no?

L’alimentazione vegana è una dieta genuina e sana, se fatta con criterio. Questo regime alimentare si può mantenere anche in gravidanza?

L’alimentazione vegana è uno stile di vita. Una scelta ben precisa, una scelta etica. È il modo in cui decidiamo di essere sensibili e rispettosi della vita in tutte le sue forme. Una scelta che si esprime nel chiaro e netto rifiuto di ogni forma di sfruttamento degli animali.

A volte però si confonde questo tipo di regime alimentare con una sorta di privazione. Essere vegani non vuol dire mangiare riso in bianco e verdure scondite: assolutamente no! Se ci seguite, sapete bene che l’alimentazione vegana può essere invece buonissima e nutriente. Anche perché la natura è in grado di offrirci il fabbisogno quotidiano di nutrienti, senza mettere da parte il gusto.

I vegani consumano ortaggi e frutta in quantità, variano nella scelta di cereali e legumi. Assumono inoltre semi oleosi e condimenti a base di oli diversi tra loro. Si tratta quindi di una dieta ricca e variabile, non riconducibile semplicemente al consumo di insalata.

Tra l’altro, sappiamo bene che i grassi trans e la carne rossa sono associati a disturbi e malattie anche molto gravi.

Ma questo tipo di dieta è adatta per un periodo delicato come la gravidanza?

Alimentazione vegana in gravidanza: sì o no?

Negli anni scorsi, in Italia, sono usciti due libri sull’argomento, su cui si può approfondire il proprio punto di vista.

Non di solo pane. L’importanza dell’alimentazione in gravidanza“, in cui un ginecologo, Pietro Antonio angelucci, e una sua paziente, Elvira Frojo, avvocato e madre di due bambini, sconsigliano assolutamente la dieta vegan in gravidanza. Perché, spiegano, il feto ha bisogno di un’alimentazione ricca e variegata.

Di segno opposto, invece, il parere di Simona Mezzera, medico chirurgo, che nel suoGravidanza: la dieta ideale“, consiglia invece ricette veggie per le future mamme.

In realtà la risposta più seria sarebbe: dipende. Ogni gravidanza è a sé e prima di scegliere un regime alimentare particolare, è necessario rivolgersi sempre a medici e specialisti.

In linea di massima però l’alimentazione vegana non è da sconsigliare, purché si assumano tutti i nutrienti necessari. Presso la clinica Humanitas San Pio X di Milano, è stato aperto un ambulatorio ad hoc, per le donne incinte che scelgono di non consumare proteine animali. In modo da seguirle lungo tutto il percorso.

L’alimentazione vegana non è di per sé errata“, spiega la dottoressa Paola Marangione, responsabile del nido della clinica. “Diventa però pericolosa per il feto quando vengono a mancare alcuni elementi nutrizionali fondamentali“.

Mai affidarsi al fai-da-te: anche chi segue una dieta vegan o vegetariana deve assicurarsi il giusto apporto di nutrienti, per sé e per il bimbo in arrivo.

Alimentazione in gravidanza: mangiare per due?

 

Molti dubbi sull’alimentazione vegana in gravidanza nascono dal fatto che i genitori credono di dover “mangiare per due” in gravidanza. In realtà, non bisogna consumare il doppio del cibo, quanto invece mangiare due volte meglio. In questo modo, l’embrione potrà svilupparsi in maniera ottimale.

L’Istituto Superiore di Medicina degli USA, in alcune Linee Guida per le donne in attesa, ha suggerito di aumentare l’assunzione quotidiana di circa 200, 300 o 350 kcal. La variazione dipende dallo stato della mamma: se è cioè sovrappeso, normopeso o sottopeso.

In ogni caso bisogna garantire almeno un sufficiente apporto di:

  • Vitamine (soprattutto D, B12 e acido folico). La B9, in particolare, è importante per lo sviluppo del sistema nervoso del feto e per prevenire malformazioni.
  • Sali minerali (calcio, iodio e ferro)
  • Proteine: l’apporto deve aumentare gradualmente nel corso della gravidanza.

Le quantità e gli apporti specifici di ognuno di questi elementi vanno studiati insieme al medico e al nutrizionista, per evitare complicazioni.

Alimentazione vegana in gravidanza: un esempio

Come abbiamo detto, una donna normopeso avrà bisogno di aggiungere 300 kilocalorie alla propria dieta quotidiana. Sempre sotto la supervisione del medico e del nutrizionista, è possibile aggiungerli con alcune combinazioni vegan. Ecco qualche esempio:

  • Yogurt di riso o di soia da 125 mg + Muesli (40 grammi) + Marmellata senza zucchero (2 cucchiaini). Il muesli si può sostituire con la stessa quantità di gallette, fette biscottate o biscotti secchi
  • Cereali in chicco o pasta (70 grammi) + Frutta fresca (180 grammi)
  • Frutta fresca (180 grammi) + Frutta secca o semi oleaginosi (35 grammi)
  • Pane (70 grammi) + Frutta essiccata (40 grammi)

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