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Darjeeling, il tè nero dalle mille proprietà benefiche

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Darjeeling

I più esperti appassionati di tè ne conosceranno sicuramente già i benefici e il particolare aroma, aspetti che lo rendono una delle bevande più pregiate e apprezzate in India e non solo: parliamo del Darjeeling, un tè nero coltivato ai piedi dell’Himalaya dal sapore che ricorda l’uva moscata, soprannominato lo “Champagne” dei tè proprio per il suo elevato valore.

Le foglie dalle quali si ricava il Darjeeling, che vengono arrotolate e poi ossidate, o fermentate, sono in parte utilizzate per la produzione di questo tè nero, ma anche per realizzare tè semiossidati, come l’oolong, e tè verdi. La diversa qualità finale ottenuta varia a seconda dell’ossidazione del mix di foglie trattate, che darà appunto vita a tè dai diversi colori e sapori.

A differenza della maggior parte dei tè indiani, il tè Darjeeling è normalmente ottenuto dalla varietà cinese a foglie piccole della Camellia sinensis var. sinensis o dalla pianta a foglie larghe di Assam (Camellia Sinensin var. assamica). A seguito della promulgazione delle Indicazioni Geografiche dei Prodotti del 2003, il tè Darjeeling è stato il primo prodotto indiano a ricevere tale riconoscimento, nel 2004-05, attraverso l’ufficio dei brevetti del Paese.

Connotazione geografica del tè Darjeeling

Secondo quanto stabilito dal Tea Board of India, la denominazione di tè Darjeeling può riferirsi solo al tè coltivato, prodotto, fabbricato e lavorato nei giardini del tè presenti nelle aree collinari della suddivisione di Darjeeling Sadar, nel Bengala dell’ovest, in cui si trova anche l’omonima città che ha dato i natali all’attrice britannica Vivien Leigh, all’attore indiano Erick Avari e all’ingegnere e pokerista Aditya Agarwal, che ha già lavorato in Facebook e Dropbox e che è oggi ritenuto una delle menti più brillanti dell’intero Paese. Il tè coltivato e lavorato in quest’area presenta caratteristiche ben specifiche, che conferiscono al prodotto finale un aroma e un sapore ben definiti.

Così come accade anche per molti prodotti tipici italiani, come la mozzarella di bufala o il parmigiano reggiano, adulterazione e falsificazione rappresentano anche per il tè Darjeeling un problema oggi particolarmente sentito, che rischia di creare non pochi problemi ai produttori di tè originale: basti pensare che la quantità venduta in tutto il mondo dal 2004 supera le 40.000 tonnellate/annue a fronte di una produzione effettiva annuale di sole 10.000 tonnellate. Per contrastare questo fenomeno, il Tea Board of India ha introdotto il marchio e il logo Darjeeling, che certificano l’effettiva provenienza del prodotto in vendita dalle aree di origine legalmente riconosciute.

Attualmente si contano 87 piantagioni di tè, detta anche “giardini del tè”, sulle colline di Darjeeling, alle quali è stato riconosciuto dal Tea Board of India il diritto di etichettare i prodotti con il marchio Darjeeling. Tali proprietà coprono oltre 17.500 ettari di terreno e occupano circa il 50 % della popolazione del distretto.

DarjeelingPhoto by Unknown, CC0 Public Domain

Tè Darjeeling: i benefici per la salute

Tralasciando gli aspetti tecnici ed economici legati alla produzione del tè Darjeeling, è sicuramente interessante concentrare l’attenzione su quelli che sono gli effetti positivi dell’assunzione di questa bevanda per l’organismo. Il tè nero presenta infatti caratteristiche particolari che lo differenziano in parte dagli altri tè, rendendolo particolarmente consigliato per ottenere sensibili benefici.

Ma quali sono allora i benefici per la salute derivanti dall’utilizzo di questa bevanda?

Alto contenuto di antiossidanti nel tè Darjeeling

Come tutti i tipi di tè, anche il Darjeeling presenta un elevato contenuto di antiossidanti, particolari sostanze in grado di prevenire alcuni tipi di danni cellulari e in particolare quelli causati da fenomeni di ossidazione. Tra queste spiccano le teaflavine e tearubigine, dei flavonoli che derivano dall’ossidazione delle catechine del tè, quindi presenti principalmente proprio nei tè neri.

Gli antiossidanti presentano l’importante capacità di poter neutralizzare i radicali liberi, ossia quelle sostanze chimiche colpevoli del cosiddetto “invecchiamento cellulare” e dunque potenzialmente dannose per tutto l’organismo. Col passare del tempo, l’eccessiva presenza di radicali liberi può infatti danneggiare la membrana delle cellule e il dna, aumentando il rischio di malattie croniche, pertanto l’assunzione frequente di tè ricchi di antiossidanti come il Darjeeling può limitarne gli effetti e aiutare il nostro corpo a mantenersi più giovane e in forma.

I benefici per l’apparato cardiovascolare

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Secondo uno studio pubblicato nel 2001 su Circulation, il tè nero Darjeeling può portare benefici anche a livello cardiovascolare. La ricerca, che ha coinvolto soggetti con patologie coronariche, ha evidenziato come il gruppo al quale veniva somministrato regolarmente tè nero avesse riscontrato un miglior flusso di sangue, grazie a un allargamento delle arterie. L’utilizzo di tè Darjeeling sembrerebbe dunque avere effetti positivi sull’intera circolazione, migliorando sensibilmente l’afflusso sanguigno ai vari organi.

Darjeeling

Photo by David J. Fred, Creative Commons 2.5

Il tè Darjeeling per migliorare concentrazione e attenzione

Il tè Darjeeling, come tutti i tè, contiene caffeina. Sebbene molto spesso questa sostanza venga “demonizzata”, almeno in riferimento a un eventuale abuso, in realtà quantità moderate di caffeina possono migliorare la prontezza mentale, ridurre la stanchezza e proteggere il cervello dalla demenza. Per darsi la carica e ottenere energia con una bevanda sana e naturale, il tè nero Darjeeling è sicuramente un’ottima opzione.

Denti più bianchi e più sani con il tè Darjeeling

Può sembrare una correlazione inusuale, ma il tè Darjeeling può essere un ottimo alleato per l’igiene orale, grazie alla sua capacità di combattere batteri orali come il Lactobacillus e lo Streptococcus, tra i principali artefici di malattie gengivli e carie. Inoltre il tè contiene fluoruro, una sostanza utile per combattere la carie, non a caso inserita nei più comuni dentifrici.

Benefici per le ossa

Le sostanze presenti nel tè Darjeeling possono avere effetti benefici anche a carico delle ossa, in particolare con riferimento alla loro densità. Uno studio pubblicato nel 2007 sull’American Journal of Clinical Nutrition, avente ad oggetto donne anziane con rischio di osteoporosi, ha evidenziato come coloro che bevevano tè nero riscontrassero una perdita di densità ossea molto più lenta rispetto ai soggetti non bevitori. La ricerca non può essere considerata del tutto esaustiva e, sicuramente, saranno necessari ulteriori approfondimenti, tuttavia i risultati già ottenuti sembrano abbastanza chiari nell’evidenziare una qualche correlazione.

Il tè Darjeeling per migliorare il fisico e le prestazioni sportive

Il tè nero è considerato una bevanda molto salutare, anche in virtù del suo basso contenuto di calorie. Assunto senza aggiungere zucchero, latte o altri dolcificanti, il tè nero può dunque essere innanzitutto un valido alleato nelle diete per perdere peso, inoltre la caffeina in esso contenuta può dare energia al corpo e le prestazioni fisiche.

Tè Darjeeling: quali sono le controindicazioni per la salute

A fronte di così tanti benefici per la salute, l’assunzione di tè nero può presentare anche alcune controindicazioni, per lo più legate alla presenza di caffeina. Trattandosi di una sostanza stimolante, la caffeina può infatti causare effetti collaterali come difficoltà nel sonno, nervosismo, aumento della frequenza cardiaca e disturbi gastrointestinali, nonché bruciore di stomaco, mal di testa, irritabilità e tremori.

Fatti salvi i casi di particolare abuso ripetuto di caffeina, gli eventi citati sono temporanei e non pericolosi, tuttavia si consiglia sempre di non eccedere e di evitare di assumere tè nelle ore precedenti il sonno.

Inoltre i tannini contenuti nel tè nero, se assunti in eccesso, possono causare disturbi allo stomaco e causare nausea e vomito, oltre a poter interferire con l’assimilazione del ferro. Sebbene quest’ultima eventualità sembra essere stata smentita dalle più recenti ricerche, può essere consigliabile non bere tè in concomitanza o subito dopo un pasto con cibi ricchi di ferro.

 

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