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Pulizie e lavoro in campagna: così la scuola “punisce” gli alunni indisciplinati

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Lavori “scolasticamente utili” per rimediare alla scarsa condotta: è la proposta di una scuola di Novi Ligure, che sostituisce le tradizionali punizioni con metodi alternativi volti a educare i ragazzi alla responsabilità e al rispetto per l’ambiente

Note, sospensioni e punizioni fini a se stesse potrebbero diventare un ricordo lontano per la scuola italiana. A Novi Ligure, un dirigente scolastico introduce un nuovo metodo per “punire” gli alunni dalla scarsa condotta.

Ecco che cosa si è inventato per sensibilizzare i ragazzi più indisciplinati.

La scuola che propone “lavori scolasticamente utili”

La scuola in questione è il Liceo Edoardo Amaldi di Novi Ligure. Qui, il dirigente Giampaolo Bovone e il collegio dei docenti hanno deciso di introdurre un nuovo metodo per punire gli studenti indisciplinati: proporre dei lavoretti finalizzati ad acquisire senso di responsabilità e rispetto per l’ambiente.

Educare anche nelle punizioni: l’esempio della scuola di Novi Ligure

Tutto è iniziato con un incontro rivolto agli studenti delle terze classi dei vari indirizzi, sul tema dell’alternanza scuola-lavoro. Durante la sessione, tenutasi nell’aula magna, gli studenti avevano tenuto un comportamento poco consono, sporcando i locali della scuola. Di fronte a questa mancanza, Bovone si è chiesto quale potesse essere la soluzione migliore per sanzionare, educando, i ragazzi. La risposta è arrivata dall’articolo 27 della Costituzione che richiama al dovere della rieducazione. Così, il collegio docenti ha deciso di “punire” i ragazzi, chiedendogli di pulire vetri e pavimenti, busti e banchi dell’Istituto. Due ore di pulizie, svolte sotto il controllo dei docenti.

«Non abbiamo deciso di intervenire con un voto in condotta, ma con un provvedimento che vale più di mille note sul registro o qualche sospensione. Dopo aver creato disagio i ragazzi sono stati chiamati a creare agio per la scuola. Potevamo pensare al volontariato esterno, ma abbiamo preferito concentrarci sull’importanza di fare qualcosa per la propria scuola», spiega il professore Piero Ponte, vicario del preside.

Un modo alternativo per far comprendere meglio ai ragazzi il peso delle loro azioni.

«Crediamo che questa strada possa essere un’alternativa valida. È giusto capire che non è solo con un sette in condotta che si risolve un problema: siamo una comunità educante e dobbiamo dimostrare di esserlo anche in questi momenti», conclude Ponte.

Gli altri casi in Italia

Ma non è la prima volta che un dirigente scolastico decide di convertire le classiche sanzioni agli studenti, con lavori utili.

Ad aprile dello scorso anno, il preside di una scuola di Nuoro ha deciso di punire in modo originale chi arrivava a ritardo a scuola. Come? Zappando la terra. Letteralmente. Ecco come ha spiegato l’allora dirigente la scelta alternativa: «Voglio lasciare una scuola migliore e più bella di come l’ho trovata: c’era solo un modo per renderla più verde e ricca di alberi. E allo stesso tempo ho pensato bene di responsabilizzare gli studenti nella cura del verde e degli spazi comuni dell’istituto. Così abbiamo deciso che le sanzioni per chi entra in ritardo saranno convertite in lavoro sul “campo”, ma sul campo davvero». 





In Austria il 7 in condotta sostituito con lavori socialmente utili

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Ma, naturalmente, questi non sono gli unici casi in cui una scuola decide di applicare delle “punizioni” educative in alternativa al classico 7 in condotta. Qualche anno fa, un liceo austriaco ha proposto di sostituire le penalità nel profitto con dei lavori socialmente utili. Come ad esempio pulire le classi o aiutare i ragazzi più deboli.

È successo in un liceo di Kufstein, una ridente cittadina del Tirolo austriaco, ai confini con la Baviera. L’istituto si è appellato all’autonomia scolastica e il provvedimento è stato approvato dal comitato insegnanti genitori studenti. 

Non solo punizioni

Un’alternativa alla vecchia scuola delle punizioni e delle restrizioni c’è. Ogni soluzione alternativa va basata sull’ascolto delle esigenze degli alunni e sull’interpretazione delle loro azioni come un modo per manifestare dei bisogni.

Non si tratta solo di punizioni, però. Esistono metodi alternativi che possono aiutare alunni e insegnanti a trarre il meglio dalla loro relazione di scambio. E in alcuni casi, sono vantaggi confermati anche dalla scienza. Come ad esempio, tenere delle lezioni all’aperto per potenziare le capacità di apprendimento.

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