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Frutti di bosco surgelati ed Epatite A: continua il ritiro dal mercato di lotti contaminati

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Qualche mese fa abbiamo pubblicato un articolo in cui mettevamo in guardia i consumatori dalla presenza, sul mercato, di confezioni di frutti di bosco surgelati e contaminati dal virus dell’epatite A.

Allora, il Ministero della Salute aveva diramato una circolare per allertare i consumatori e gli assessorati regionali sulla pericolosità di quegli alimenti, chiedendo di aumentare i controlli. I controlli in effetti sono aumentati, al punto che si è riusciti a isolare i diversi alimenti presenti nel misto di frutti di bosco, trovando un possibile responsabile: si pensa infatti che sia stato il ribes rosso a contaminare le confezioni di surgelati.

È di qualche giorno fa, invece, la notizia che il pericolo è tutt’altro che scampato e che, in commercio, continuano a essere presenti confezioni di prodotti contaminati.

Sul sito ufficiale del Ministero, infatti, si legge che, a seguito del proseguimento delle indagini a livello territoriale, sono stati scoperti altri 3 lotti di frutti di bosco risultati positivi ai controlli del virus dell’epatite A. I prodotti ritirati dal mercato fanno capo sempre all’azienda Green Ice, produttrice delle confezioni di frutti di bosco surgelati marchio “Boscobuono”; i numeri dei nuovi lotti ritirati dal mercato sono: 13136, 13129, 13004.

Questi vanno ad aggiungersi alla tabella, ripresa dal sito ufficiale del ministero e pubblicata sul nostro sito, riportante numero, scadenza, nome e azienda produttrice dei frutti di bosco ritenuti pericolosi per la salute dei consumatori.

Eccola di seguito:

marchi

Ricordiamo che, dal 23 maggio all’11 luglio 2013, il ministero ha ricevuto 382 segnalazioni di persone positive all’epatite, di cui la maggior parte (79) in Lombardia. Ecco un’altra tabella, presa sempre dal sito ufficiale del ministero, che mostra la concentrazione dei casi di epatite rilevati in questo breve lasso di tempo:

tabella segnalazioni epatite a

Le indagini condotte hanno portato la procura di Torino a mettere sotto inchiesta 10 aziende alimentari . Secondo quanto si legge sul Corriere della Sera, le aziende sarebbero ditte di Padova, Pavia, Ferrara, Parma e Cuneo che si sarebbero “servite, per la preparazione, di frutti di bosco provenienti da Serbia, Bulgaria, Romania, Ucraina, Polonia e Canada. Guariniello – il pm preposto alle indagini –  ha ordinato una nuova campagna di campionamenti in altri sedici centri di grande distribuzione a Torino e provincia”.

Pericolo tutt’altro che rientrato dunque, come affermato dallo stesso Ministero della Salute che avverte come, allo stato attuale, non sia possibile escludere che ci siano in commercio altri lotti contaminati.

Per questo, è espressamente consigliato ai consumatori di cuocere i prodotti. Secondo le indagini effettuate, infatti, sembra che ci sia una forte correlazione tra il consumo di frutti di bosco surgelati utilizzati crudi oppure come ingredienti di dessert, dolci e macedonie e la malattia.

Ricordiamo ora, nel caso in cui fosse necessario riconoscerli, i sintomi dell’epatite A. Riportiamo di seguito la descrizione fornita da Altroconsumo: “I primi sintomi di un’infezione da epatite A sono stanchezza, inappetenza, febbre e nausea. Dopo qualche giorno compare l’ittero, un colorito giallognolo della pelle, delle mucose e delle sclere degli occhi, causato da una elevata concentrazione della bilirubina nel sangue e sintomo di una diminuita funzionalità del fegato”.

La cottura dell’alimento è l’unico metodo che garantisce l’eliminazione del virus dal prodotto.

(Foto: Utente Flickr epSos .de)

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