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No poo: quando mettere al bando lo shampoo fa bene ai capelli

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no poo

No poo è una tendenza che ha preso piede negli ultimi anni e che consiste nel bandire completamente lo shampoo, affidandosi a rimedi naturali. In alcuni casi, utilizzando solo acqua o acqua e bicarbonato.

Sono diverse le blogger o le giornaliste di benessere che hanno sperimentato sui propri capelli questa soluzione completamente naturale. Non ultima, Lucy Aitken Read, che ha scritto un libro “Capelli felici. La guida per rinunciare definitivamente allo shampoo”.

La donna, che non usa shampoo da due anni, ha rilasciato la sua testimonianza al Teleghaph.

La spinta a sperimentare questa strada no poo, fa sapere, è nata a seguito di uno studio in cui si sosteneva che le donne mettono sul proprio corpo 515 prodotti chimici al giorno. Inizialmente, Lucy era rimasta incredula poi, guardando l’etichetta della propria bottiglia di shampoo, ha capito che poteva esserci una base di verità. Il cambiamento era già in atto, c’era solo una cosa che la preoccupava: che i suoi capelli puzzassero o diventassero grassi. Paradossalmente, sono proprio i capelli grassi che traggono maggiori benefici dalla rinuncia allo shampoo.

La teoria del metodo no poo, infatti, è che lo shampoo priva i capelli delle sue sostanze naturali, dei suoi oli.  Questo spinge il cuoio capelluto a generarne in quantità maggiore per sostituirli. In questo modo i capelli diventano grassi. Un grasso che cerchiamo di togliere adoperando sempre più shampoo. È così che si forma un circolo vizioso, perché più shampoo si usa più grassi diventano i capelli, più shampoo siamo costretti ad acquistare.

I capelli, lasciati a se stessi o lavati con soluzioni naturali, ritrovano il proprio equilibrio naturale. Il sebo prodotto dalla cute, infatti, ha il compito di mantenere i capelli morbidi, protetti, forti e sani.

Purtroppo, però, prima di raggiungere questo stato di equilibrio, i capelli attraversano una fase intermedia. Una fase che Lucy chiama “periodo di transizione difficile” in cui il cuoio capelluto continua a produrre sebo in eccesso. In questa fase, ammette: “Non sapevo che potevo usare delle soluzioni come gli oli essenziali. Non conoscevo nessun altro che aveva intrapreso questo percorso e non avevo nessuno con cui consultarmi o a cui chiedere aiuto”. La riuscita di questo esperimento è stato in gran parte merito della sua testardaggine, aggiunge.

Esistono tantissime alternative no poo allo shampoo e al balsamo: bicarbonato, farina, uova, miele, succo di limone sono solo alcuni degli ingredienti che possono essere utilizzati. Dopo un periodo di tempo, comunque, quando il cuoio capelluto avrà ritrovato il suo naturale equilibrio, Lucy suggerisce di provare anche solamente l’acqua, ammettendo che lei stessa lava i suoi capelli con acqua ogni 3-4 giorni e ogni 10-14, invece, con il bicarbonato di sodio.


Il Telegraph conclude suggerendo alcuni consigli utili per abbracciare lo stile di vita no poo:

  • bicarbonato di sodio: alternativa tradizionale allo shampoo, pulisce il cuoio capelluto, lasciando intatti gli elementi e oli naturali presenti nei capelli;
  • aceto di mele: alternativa naturale al balsamo che, assieme al bicarbonato, aiuta a ripristinare il naturale pH dei capelli;
  • setole: stimolano il cuoio capelluto e distribuiscono il sebo per tutto il fusto del capello;
  • cappelli o foulard: per i “periodi difficili”;
  • forza di volontà: ce ne vuole tanta, almeno per un paio di settimane.

I capelli particolarmente “ostici” possono impiegare fino a tre mesi prima di ritrovare il loro equilibrio naturale.

Ultimamente anche due blogger statunitensi si sono cimentate in questo esperimento: per 20 giorni hanno lavato i capelli solo con acqua e bicarbonato di sodio. La loro testimonianza, riportata da Il Messaggero è stata decisamente a favore nel no poo. Le due ragazze hanno infatti ammesso che questo metodo le ha aiutate a mantenere i capelli sgrassati, lucidi e gestibili.

(Foto in evidenza: images2.cafemomstatic; foto interna: talkhairstyles )

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