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Inquinamento e rischio di autismo: i risultati della nuova ricerca di Harvard

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Autismo e inquinamento: scienziati di Harvard individuano connessione

Vivere la gravidanza in città inquinate è rischioso, non solo per la salute delle madri. Il pericolo è anche e soprattutto per i futuri nascituri. Si rischia persino l’autismo…

Maggiore inquinamento uguale a una maggiore diffusione dell’autismo tra i bambini. Avevamo già trattato questo argomento, riportando i dati di uno studio condotto dalla University of Southern California. Lì i ricercatori dimostravano come le donne, esposte durante la gravidanza all’inquinamento presente in zone altamente trafficate, registrassero una probabilità più alta di avere bambini autistici. A confermare questa tesi uno dei primi studi, condotti su larga scala, effettuato da un gruppo di ricerca dell’Università di Harvard.

Ecco i risultati.

Inquinamento e autismo: lo studio di Harvard

I ricercatori dell’Università di Harvard hanno confermato le intuizioni dei colleghi californiani. Il nuovo studio dimostrerebbe infatti come “le donne negli Stati Uniti esposte ad elevati livelli di inquinamento atmosferico durante la gravidanza avrebbero fino al doppio delle probabilità in più di avere un bambino autistico”.

Come abbiamo detto, una simile connessione era già stata dimostrata. Le ricerche condotte in precedenza, però, erano state effettuate su aree limitate degli Stati Uniti e su un numero ristretto di donne.

Questa volta, i ricercatori di Harvard hanno approfondito la questione in maniera attenta e rigorosa. Hanno infatti incrociato i dati relativi all’inquinamento dell’aria, valutato anno per anno all’interno di un vasto territorio suddiviso in cinque aree, con il numero delle donne incinte nelle singole aree.

A questo hanno aggiunto l’analisi dell’incidenza della nascita di bambini con diagnosi riconducibili all’autismo. I dati sono stati valutati anche in base all’incidenza di altri fattori quali il reddito, l’istruzione e il fumo durante la gravidanza.

Rischio confermato

Secondo quanto riferito da Andrea Roberts, ricercatore associato presso l’HSPH Department of Social and Behavioral Sciences, i risultati dello studio condotto non sarebbero incoraggianti.

“I nostri risultati sollevano molte preoccupazioni”, ha spiegato. “A seconda della sostanza inquinante, una percentuale compresa tra il 20 e il 60% delle donne del nostro studio ha vissuto in aree dove il rischio di autismo è alto”.

Studi precedenti avevano già confermato come l’esposizione a diesel, piombo, manganese, mercurio, cloruro di metilene e di altri inquinanti influenzi la funzione del cervello e lo sviluppo del bambino. Ma erano appunto studi circoscritti.

L’analisi degli studiosi di Harvard ha invece riguardato più di 20mila mamme. E i dati confermerebbero una connessione tra l’esposizione ad alti tassi di inquinamento atmosferico durante la gravidanza e l’autismo nei bambini.

“Altri tipi di inquinamento atmosferico – piombo, manganese, cloruro di metilene e l’esposizione a una combinazione di metalli – sono stati associati con un più alto rischio di autismo. Le donne che hanno vissuto nel 20% dei luoghi con i più alti livelli di questi inquinanti avevano circa il 50% in più di probabilità di avere un bambino autistico rispetto a quelle che hanno vissuto nel 20% delle aree con concentrazioni più basse”.

Ulteriori indagini

Risultati preoccupanti che, afferma Marc Weisskopf, uno degli autori del rapporto, devono sicuramente essere ampliati: “I nostri risultati suggeriscono che nuovi studi dovrebbero iniziare il processo di misurazione dei metalli e delle altre sostanze inquinanti nel sangue delle donne incinte o dei bambini appena nati, per fornire una prova più concreta che gli inquinanti specifici aumentino il rischio di autismo. Una migliore comprensione di questo fenomeno può aiutare a sviluppare gli interventi utili a ridurre l’esposizione delle donne in gravidanza a questi inquinanti”.

Ad oggi, le cause che portano allo sviluppo della sindrome autistica sono sconosciute e le ipotesi, moltissime collegate a fattori genetici, sono ancora incomplete. Anche se gli studiosi affermano che non è ancora possibile stabilire esattamente una specifica corrispondenza tra inquinamento e sviluppo della malattia, condizioni ambientali compromesse aumentano il fattore di rischio.

Fonte

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