Home Alimentazione e Salute Additivi alimentari: quanto la carragenina è nociva per la salute?

Additivi alimentari: quanto la carragenina è nociva per la salute?

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La carragenina è un composto gelatinoso, ottenuto attraverso la lavorazione di alcune alghe rosse, come il Carraghen. È un prodotto che trova ampio impiego in campo alimentare e medicinale, utilizzato soprattutto come addensante alimentare.

In commercio esistono tre diversi polisaccaridi che richiamano questo nome: la iota-carragenina, ricavata dalla Eucheuma denticulatum, la kappa-carragenina prodotta dall’alga Kappaphycus alvarezii, e la lambda-carragenina derivata dalle alghe Gigartina pistillata o Chrondrus crispo.

È riconoscibile nelle etichette perché contraddistinta dalla sigla E407. È un addensante, stabilizzante, gelificante ed emulsionante e si presenta sotto forma di polvere inodore e incolore o di tonalità giallastra. Per queste sue caratteristiche viene adoperata come additivo alimentare in gelatine, confetture, ma anche latte vegetale, carne in scatola. Per quanto riguarda invece l’industria farmaceutica, viene adoperato per la preparazione di paste, gel ed emulsioni.

Come abbiamo visto in un nostro precedente articolo, in cui abbiamo parlato della presenza di questo additivo all’interno di alcuni tipi di latte vegetale, la carragenina non è considerata esattamente un ingrediente sicuro per la salute.

Alcuni studi scientifici hanno infatti sollevato dei dubbi in merito alla sua sicurezza. Il Cornucopia Institute, un’organizzazione no profit del Wisconsin, ha creato una petizione rivolta all’FDA allo scopo di richiedere la rimozione della carragenina dalla lista degli additivi sicuri.

L’organizzazione avrebbe pubblicato un vero e proprio dossier in proposito, all’interno del quale alcune evidenze collegherebbero la Carragenina a disturbi legati alla digestione, alla sindrome del colon irritabile, addirittura anche a problemi più gravi come il cancro al colon.

carragenina_alga

Per decenni le industrie che utilizzano questo additivo alimentare lo hanno definito innocuo, mentre invece le ricerche scientifiche avrebbero collegato un suo utilizzo alla comparsa di tassi elevati di infiammazione gastrointestinale e disturbi anche più gravi.

Come riportato da Il Fatto Alimentare, alcune ricerche effettuate su cellule intestinali in coltura dopo incubazione alla presenza di carragenina avrebbero dimostrato la natura infiammatoria del composto. Le ricerche sono state condotte da Joanne Tobacman, professore associato presso l’Università dell’Illinois a Chicago. A questi risultati le maggiori aziende produttrici avrebbero continuato ad affermare la bontà del prodotto, negando l’esistenza di richieste documentate che collegano la carragenina ad alcun tipo di malattia, acuta o cronica che sia.

Le evidenze scientifiche emerse negli studi di Tobacman descrivono gli effetti della carragenina a livello intestinale in modelli animali e cellule in coltura. Tra gli effetti osservati, sono state rilevate alterazioni del ciclo cellulare e della vitalità di cellule intestinali in coltura.

Si pensa che la morte delle cellule in coltura e la riduzione della proliferazione cellulare possa essere collegata alla formazione di ulcerazioni intestinali in vivo, come quelle che contraddistinguono le patologie infiammatorie intestinali.

Nelle pubblicazioni scientifiche, l’effetto infiammatorio e la formazione di edema è stato osservato in casi diversi dall’assunzione con il cibo e dopo l’introduzione di quantità di carragenina molto più alte rispetto ai livelli normalmente consumati nella dieta occidentale. Tuttavia, come affermato da Tobacman nei suoi ultimi studi, il consumo di questa sostanza nei soli Stati Uniti è aumentato negli ultimi decenni, da circa 24 mg/persona al giorno a circa 82 mg/persona al giorno.

Si è stimato che a livello del colon la concentrazione di carragenina sarebbe circa 56 mg/L, superiore alla concentrazione utilizzata negli esperimenti presentati dalla Tobacman (1 mg/L). In vivo, fattori che potrebbero ridurre l’esposizione diretta del colon alla carragenina comprendono la motilità intestinale, e la co-presenza di altri alimenti non contenenti carragenina.

La Commissione europea, nel 2003, ha ribadito la sicurezza del composto, ma ha modificato le raccomandazioni d’uso, approvando un limite non superiore al  5% di carragenina inferiore a 50.000 dalton, quando la sostanza è utilizzata  come additivo, per ridurre l’esposizione delle molecole a basso peso.

Come abbiamo accennato precedentemente, sono veramente tanti i prodotti che contengono carragenina. Se volete evitarli, dovete leggere con attenzione le etichette e cercare le diciture: carragenina, carragenani, o E407. Potreste trovarla anche in alcuni prodotti biologici.

Ecco un esempio di prodotti che possono contenerla:

  • Budini e preparati per budini
  • Gelati artigianali
  • Confetti
  • Formaggi spalmabili
  • Formaggi vegetali
  • Latte vegetale
  • Yogurt
  • Gelatine per torte

Se volete essere sicuri che nel vostro latte vegetale non sia contenuta carragenina, potete darvi all’autoproduzione. Al link, ad esempio, trovate alcuni procedimenti per realizzare il vostro latte vegetale fai da te: http://ambientebio.it/latte-vegetale-fai-da-te/

(Foto in evidenza: uadiaryfarm; foto interna: bmedia.fooducate)

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