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Additivi alimentari aumentano le allergie. Nei nostri piatti 1 kg l’anno

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additivi alimentari
Gli additivi alimentari tra le cause di allergia

L’aumento di intolleranze alimentari, dermatiti e allergie potrebbe essere dovuto a un accumulo di additivi alimentari nell’organismo. E ogni italiano, in un anno, consuma circa 1 kg di queste sostanze.

Gli additivi alimentari sono sostanze che vengono aggiunte ai prodotti. Il loro scopo è colorare, dolcificare, o aumentare il tempo di conservazione dei cibi.

La normativa

Nell’Unione europea tutti gli additivi alimentari sono identificati da un numero preceduto dalla lettera E. Questi devono essere sempre menzionati tra gli ingredienti quando presenti. Le etichette, infatti, devono riportare sia la funzione dell’additivo nell’alimento finito (ad esempio, colorante, conservante) sia la sostanza specifica usata, utilizzando il riferimento al relativo numero E o alla sua denominazione (ad esempio, E 415 o gomma di xantano).

Attualmente, gli additivi alimentari in uso sono circa 360. Se oltre ai conservanti, stabilizzanti e coloranti  vengono considerati anche gli aromi, possiamo dire che sono oltre 3000 le sostanze “estranee” aggiunte al cibo.

Additivi alimentari: causa di allergie

Ciò che spesso viene ignorato, però, è che gli additivi alimentari sono una delle cause dell’aumento di allergie negli ultimi anni. Ad affermarlo, alcuni esperti che sono intervenuti al congresso nazionale della Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (SIAAIC), che si è tenuto a Napoli la scorsa settimana.

Ogni italiano, anziani e bambini compresi, si ritrova nel piatto un chilo di additivi alimentari all’anno.

Gli allergici o intolleranti agli additivi sono il 4% di chi non tollera uno o più cibi. Poco meno di 100.000 persone, sottolinea Giorgio Walter Canonica, presidente SIAAIC. Un numero che, però, è destinato ad aumentare.

Fra le allergie ‘nascoste’ segnalate al congresso c’è anche quella al nichel, presente naturalmente in molti cibi e che colpisce circa 5 milioni di italiani. L’allergia al nichel è una delle più diffuse e si presenta anche con sintomi sistemici e gastrointestinali che compaiono dopo l’ingestione dei cibi che lo contengono.

Come spiega Giorgio Walter Canonica, “le minacce nel piatto non si limitano ai cibi che più spesso provocano allergie alimentari come le nocciole, la frutta o la verdura, il pesce: ne esistono di più nascoste ma non per questo meno insidiose. Sempre più spesso, in adulti e bambini disturbi dalle cause incerte trovano le loro origini negli additivi: intolleranze alimentari, dermatiti e molte allergie sono dovute proprio a un accumulo di additivi nell’organismo”.




Oltre 3mila sostanze vengono aggiunte ai cibi

Sono oltre 3000 le sostanze che vengono aggiunte ai cibi per migliorarne la conservazione, per modificarne il sapore o il colore, per aromatizzarli o come antibatterici: dai coloranti come la tartrazina (colorante giallo) e la cocciniglia (colorante rosso), agli antiossidanti, dagli emulsionanti e stabilizzanti come le gomme naturali e la lecitina ai conservanti come benzoati, nitrati e solfiti, fino alla lunga lista degli aromi, i composti potenzialmente allergizzanti sono moltissimi. Il meccanismo attraverso cui gli additivi inducono la reazione non è del tutto noto, ma sappiamo ad esempio che possono interferire con il sistema immunitario, sensibilizzando direttamente attraverso la produzione di anticorpi o modulandone l’attività in senso allergico, ovvero favorendo la sintesi di molecole che facilitano l’insorgenza di allergie“.  Prosegue il presidente SIAAIC.

Questo secondo effetto dell’uso di additivi – avverte – potrebbe essere una delle cause dell’incremento delle allergie osservato negli ultimi decenni“.

Carragenina: i rischi collegati

Abbiamo parlato varie volte dei rischi legati agli additivi alimentari. Una delle sostanze che recentemente ha sollevato dei dubbi in merito alla sua sicurezza è la Carragenina. La Carragenina è un addensante, stabilizzante, gelificante ed emulsionante. Ha un ampio campo di applicazione: è adoperato ad esempio in gelatine, confetture, ma anche latte vegetale, carne in scatola.

Nel 2014, il Cornucopia Institute, un’organizzazione no profit del Wisconsin, ha lanciato una petizione rivolta all’FDA. Lo scopo era chiedere la rimozione della carragenina dalla lista degli additivi sicuri. A tal scopo, l’organizzazione ha pubblicato un vero e proprio dossier. Il documento evidenziava delle presunte correlazioni tra il consumo di questo additivo alimentare e disturbi legati alla digestione, alla sindrome del colon irritabile, addirittura anche a problemi più gravi come il cancro al colon.

Il metodo migliore per evitare molti degli additivi, suggerisce la SIAAIC  è consumare prevalentemente cibi freschi. Meglio, se possibile, di coltivazione biologica.

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