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Power Pocket, il dispositivo che ricarica il cellulare con il calore del corpo

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Ricaricare il cellulare, senza il bisogno di una presa di corrente, mentre si dorme o si cammina. Per qualcuno questo sarà il futuro, per altri il progetto è già stato realizzato.

Vodafone, la nota azienda di telefonia mobile e l’Università di Southampton hanno progettato un sistema, una particolare tasca creata con uno speciale materiale, capace di ricaricare il cellulare, anche fuori casa.

Il prodotto prende il nome di Power Pocket ed è una speciale tasca, applicabile agli shorts o ai sacchi a pelo, capace di generare energia a partire dal calore o dal movimento.

Nel caso degli shorts, la tasca è dotata di uno strato che contiene una speciale schiuma, dotata di proprietà ferroelettriche. Il movimento generato da una passeggiata, o da qualsiasi altra attività, permette di produrre energia cinetica grazie alla deformazione e alla pressione della schiuma e delle sue proprietà piezoelettriche, che generano elettricità, proprio a causa della compressione del materiale.

Nel caso dei sacchi a pelo, invece, la ricarica avviene utilizzando il “Seebeck Effect”, un particolare processo termoelettrico che sfrutta la capacità di alcuni materiali di generare cariche temporanee quando vengono riscaldati o raffreddati. Il tessuto, cucito sul sacco a pelo, raccoglie il calore del corpo che, passando attraverso film polimerici e due semiconduttori, produce in questo modo elettricità.

Il Power Pocket è stato presentato a giugno scorso, durante il festival di musica rock sull’isola di Wight, il contesto ideale per generare energia dal movimento dei partecipanti!

Ma quanto dura la ricarica del cellulare?

Si stima che, dormendo 8 ore nel sacco a pelo, i dispositivi possano accumulare 24 minuti di autonomia in conversazione e 11 ore in standby. Per quanto riguarda invece il funzionamento degli short, si pensa che ballare o camminare con i pantaloncini addosso per un’intera giornata dia al nostro smartphone un’autonomia di 4 ore. Gli studiosi stanno già lavorando per migliorare la resa di questo dispositivo.

Stephen Beeby, docente di Sistemi Elettronici presso la University of Southampton, afferma che sono anni che si lavora a una tecnologia del genere. Per adesso, un piccolo passo in avanti è stato fatto, ma ce ne sono altrettanti da compiere ancora. Beeby spiega infatti che “c’è un sacco di ricerca ancora da fare per rendere questa tecnologia resistente. I sacchi a pelo, per esempio, hanno bisogno di essere piegati e compressi abbastanza da entrare in un piccolo pacchetto. Questi materiali al momento sono flessibili, ma ci sono ancora altri miglioramenti da apportare”.

Il futuro dunque? Secondo Beeby sarà caratterizzato da vestiti e oggetti che renderanno possibile caricare i propri dispositivi portatili anche quando si è fuori casa.

Foto: http://blog.vodafone.co.uk

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