Home Alimentazione e Salute Lo zafferano: prezioso alleato contro la sindrome metabolica

Lo zafferano: prezioso alleato contro la sindrome metabolica

624
2
CONDIVIDI

La sindrome metabolica è un fattore di rischio molto importante per l’insorgenza delle malattie cardiovascolari. Recenti studi hanno dimostrato come lo zafferano può essere un prezioso contributo per risolvere questa condizione.

Lo zafferano non è solo una fantastica spezia da utilizzare in cucina, è anche un potente ritrovato della medicina Ayurvedica che trova applicazione in diversi campi, tra cui, come abbiamo visto, anche le patologie della pelle.

Secondo una recente ricerca condotta in Medio Oriente, lo zafferano può essere un ottimo ritrovato, utile a ridurre in modo significativo i sintomi della sindrome metabolica. I risultati sono stati ottenuti dopo solo tre mesi di sperimentazione su un gruppo di volontari che ha deciso di partecipare alla ricerca.

La sindrome metabolica è una condizione che merita particolare attenzione per via della sua gravità e diffusione. È più che altro un insieme di fattori che, uniti insieme, predispongono al verificarsi di malattie importanti come il diabete, i problemi cardiovascolari e la steatosi epatica. Lo abbiamo visto quando, ad esempio, abbiamo parlato dell’importanza del cumino nero e del suo potere nel diminuire questa condizione.

La ricerca che abbiamo citato evidenzia come lo zafferano raccolto dal fiore Crocus Sativus sia un’ottima soluzione per ridurre i sintomi di sindrome metabolica.

zafferano

I ricercatori hanno misurato i livelli relativi di alcune proteine da shock termico, 27, HSP60, HSP65 e HSP70, durante il trattamento di 105 pazienti con sindrome metabolica. I livelli di queste proteine sono stati determinati misurando l’azione degli anticorpi in risposta a ogni tipo di proteina da shock termico.

Una proteina da shock termico (HSP) è una sostanza che viene sintetizzata quando il corpo è esposto a temperature alte oppure a condizioni prolungate di stress. Le HSP assistono e proteggono le proteine di nuova sintesi ma solo a patto che l’agente che ha indotto lo stress venga eliminato dopo un breve periodo.

Livelli più elevati di queste proteine ​​HSP sono stati collegati a una maggiore infiammazione e a un più alto rischio di sindrome metabolica la cui presenza, come abbiamo visto, comporta una maggiore esposizione a  diabete, obesità e malattie cardiache.

I ricercatori hanno diviso i pazienti in modo casuale in due gruppi e ha dato loro, al primo gruppo, 100 milligrammi al giorno di zafferano, al secondo, un placebo.

Dopo tre mesi di trattamento, i ricercatori hanno scoperto che gli anticorpi collegati alle proteine da shock termico 27 e 70 venivano significativamente ridotti dall’utilizzo dello zafferano.

Le proteine ​​da shock termico, come abbiamo spiegato, accompagnano il riscaldamento delle cellule in condizioni di alta temperatura, ma alcune di queste sostanze sono anche note per essere associate con un aumento di stress, di infiammazioni e di tossicità.

Le proteine HSP27 e HSP70 – insieme con l’HSP60 –sono state collegatein particolare con l’aterosclerosi e la sindrome metabolica.

Questo non è il primo studio che rivela le capacità dello zafferano per stimolare la guarigione. Un altro studio clinico effettuato su 89 volontari ha dimostrato ad esempio che lo zafferano stimola significativamente anche il sistema immunitario.

Ancora, un’altra ricerca sembra aver evidenziato che l’utilizzo di 400 milligrammi di zafferano somministrati sotto forma di pasticche possono diminuire in modo significativo la pressione sanguigna sistolica.

Fonte

Fonte

(Foto: Safa Daneshvar)

2 COMMENTI

  1. Buongiorno,
    ho letto l’articolo che magnifica le qualità terapeutiche dello zafferano che ho trovato molto interessante.
    Tuttavia un articolo senza i riferimenti circa gli studi condotti e le relative pubblicazioni rimane solo una chiacchiera di corridoio.
    Perché mi chiedo e Vi chiedo privare il lettore dei dovuti riscontri?
    Cordiali saluti,

    gr

    • Ciao Giancarlo, i riferimenti allo studio sono presenti sia all’interno dell’articolo che tra le fonti. Cliccando, infatti, trovi un link che ti rimanda all’abstract della ricerca a cui si riferisce il testo.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here