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EcoATM: il raccoglitore che dà soldi in cambio dei vecchi cellulari

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A San Diego, in California, è stato progettato un sistema automatico che consente di riciclare i vecchi cellulari, dando in cambio soldi o sconti. Il raccoglitore è stato sviluppato dalla ecoATM di San Diego, con il sostegno della National Science Foundation (NSF).

Dopo i raccoglitori che danno buoni sconto in cambio di bottiglie di plastica, arrivano quelli che danno soldi in cambio di vecchi cellulari. Succede in America.

Utilizzando sistemi sofisticati di intelligenza artificiale sviluppati attraverso due ricerche sovvenzionate dalla NSF, in California sono stati creati dei raccoglitori in grado di differenziare e riciclare vari prodotti appartenenti all’elettronica di consumo, aventi ancora un valore di mercato. Se il valore è accettabile, gli utenti hanno la possibilità di dare il loro vecchio telefono cellulare, ricevendo in cambio denaro contante, buoni sconto, o di donare parte o tutto il valore a uno dei diversi enti di beneficenza accreditati.

Sembra che i raccoglitori ecoATM siano in grado di recuperare gran parte dei telefoni raccolti, smistando poi ai rimanenti canali di riciclaggio, i materiali che non possono essere recuperati. Questo consente di mantenere i componenti tossici lontani dalle discariche.

Secondo le normative nazionali, ecoATM è certificata per gli standard ambientali eWaste di Responsible Recycling (R2) e ISO 14001 .

Mark Bowles, cofondatore di ecoATM e ricercatore principale del NSF, afferma: “Le tecnologie base di visione artificiale, intelligenza artificiale e robotica che usiamo sono esistite per molti anni, ma nessuno le ha mai applicate al problema specifico del riciclaggio”.

Il sistema progettato da ecoATM ha ricevuto il primo sostegno da parte del NSF nel 2010, poi, in seguito ad altri finanziamenti,  è stato possibile inaugurare i primi punti di raccolta nel 2011. La società si è successivamente ampliata, arrivando a distribuire gli impianti in centri commerciali e grandi magazzini di tutto il Paese.

Sembra che il sistema raggiunga il 97,5% di precisione per il riconoscimento dei diversi dispositivi immessi nei contenitori. Questo eliminerebbe la supervisione umana e renderebbe il sistema praticabile per un ampio uso.


Secondo Bowles “siamo ora in grado di capire la differenza tra vetro incrinato su un telefono, che è una soluzione poco costosa, rispetto a un display rotto o un problema di pixel, che sono generalmente fatali per i dispositivi”. Il tutto, grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale.

Se il cellulare è ancora in buono stato, viene riutilizzato (naturalmente cancellando accuratamente tutti i dati del precedente possessore), altrimenti viene disassemblato.

Le banche dati della società sarebbero ormai capaci di riconoscere i problemi dei dispositivi mediante oltre 4.000 immagini e quando si verifica un errore di identificazione, il sistema è capace di apprendere da quell’errore.

Quando un utente inserisce il proprio dispositivo in un chiosco ecoATM, il sistema di intelligenza artificiale effettua un controllo visivo, identifica il modello del dispositivo. Usando opportuni algoritmi, il sistema determina quindi un valore per il dispositivo; valore che ha già a disposizione una vasta rete di acquirenti che hanno già effettuato un’offerta in anticipo sui 4.000 modelli registrati. In questo modo, il punto di raccolta è in grado di fornire immediatamente un risarcimento al proprietario del cellulare.

Secondo alcuni, il progetto è un modo innovativo per motivare gli utenti a smaltire correttamente l’elettronica di scarto, a livello sociale e ambientale.

Fonte

(Foto: nsf.gov)

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